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Pensionati molfettesi, addio contanti: libretti, conti correnti o carte elettroniche per la pensione over 500 euro Pillola avvelenata per le pensioni nell'art.12 del Decreto “Salva-Italia”. Accordi e proposte per conti correnti ad hoc. Proteste delle associazioni di categoria: le difficoltà dei pensionati
06 febbraio 2012

MOLFETTA - Dalla pensione cash in contanti alla moneta elettronica. Niente file, i soldi saranno versati dall'Inps su libretti nominativi, conti correnti o carte elettroniche cui è associato un codice iban. Ma solo per somme superiori a 500 euro: questo sancisce, almeno ad oggi, il Decreto Legge n.201/11 (cosiddetto “Salva-Italia”).
È l’art.12 del decreto («Riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all'uso del contante») che, per combattere l'evasione fiscale, limita l'uso del contante alla soglia dei mille euro, con una pillola avvelenata per chi riceve stipendi, pensioni o compensi dalla pubblica amministrazione (soglia a 500 euro). Quel limite non è blindato, perché «può essere modificato con decreto del ministero dell'Economia». Resta il timore di costi bancari.
Perciò, il Ministero dell’Economia, l’Associazione Bancaria Italiana, la Banca d’Italia e le Poste lanceranno nuovi conti correnti ad hoc (costi accettabili, struttura semplice e trasparente, carta di debito, zero spese per le fasce socialmente svantaggiate, possibile esenzione dal bollo, blocco dell'indicizzazione) per disciplinare i pagamenti. Altre due misure in materia pensionistica che i parlamentari vorrebbero modificare sono il salto per la generazione dell'inizio anni ’50 e l'ammorbidimento delle penalizzazioni previste per chi lascia dopo i 42 anni di contributi, ma prima dei limiti minimi di età anagrafica.
Alcune banche hanno già studiato formule pro-pensionati, come un conto corrente dedicato con carta Bancomat incorporata o completamente gratuito, senza un canone (con prelievi gratuiti presso gli sportelli automatici delle banche stesse o di altre banche). Altre stanno puntando su un servizio di assistenza più attento per migliorare i contatti tra l’ente previdenziale e i correntisti. È opportuno informarsi presso i vari istituti bancari.
Non sono mancate le proteste delle associazioni dei consumatori e dei pensionati. Imporre pin, token, bancomat e carte prepagate, con scartoffie infinite da firmare e postille - a 2,2milioni di anziani pensionati “analfabeti” bancari cambierà un mondo di abitudini, relazioni e tradizioni. È davvero necessario imporre questo tipo di soluzione?
Come dovranno comportarsi i pensionati italiani e molfettesi over mille euro? Quanti conoscono l’iter per aprire un conto corrente? Nel caso in cui il pensionato sia impossibilitato fisicamente, chi potrà aprire il conto? E se non potesse contare su familiari o conoscenti?
L’Inps da qualche settimana ha già iniziato a inviare le lettere ai pensionati - il 30% dei quali ultraottantenne - che non hanno finora chiesto l’accredito dell’assegno su un proprio conto corrente, invitandoli a indicare entro il 29 febbraio la modalità di riscossione prescelta. Sarebbe opportuno che un funzionario o più funzionari addetti esaminassero i vari casi, recandosi anche presso le abitazioni dei pensionati per aprire il conto corrente.
Entro il 6 marzo 2012 l’obbligo di adeguarsi per assicurarsi pensione e tredicesima: dal giorno successivo l’Inps non potrà erogare pagamenti superiori in contanti. Prima del 29 febbraio il pensionato, presentando documento di identità, codice fiscale e iban su cui ricevere la pensione, dovrà comunicare il canale scelto per l’accredito dell’assegno mensile (conto bancario, carta ricaricabile o libretto postale) presso gli istituti bancari o postali, una sede dell’Inps o attraverso il servizio online dell’Inps (per chi può collegarsi al sito e accedere ai servizi con il proprio pin).
Ma i pensionati non ci stanno. Vittime i più poveri, quelli che ogni mese riscuotono meno di mille euro e che pensavano di essersi risparmiati l'onere di aprire un conto corrente: per incassare la tredicesima ora dovranno rivedere i loro piani e rivolgersi a una banca. Ma i soldi della pensione, pochi, li vogliono subito e in contanti.
 
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Autore: Nicola Squeo
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"Un Pensionato" sembra aver colto il nocciolo del problema. In vista di questa "rivoluzione" anche culturale, mi piacerebbe sapere come e se l'Amministrazione, si attiverà per dare assistenza indispensabile per i Pensionati, alcuni dei quali, con il dovuto rispetto e non per colpa loro, non sanno nemmeno cosa sia un libretto postale (senza soldi, non si aprono libretti di alcun tipo) o, meglio ancora, un conto corrente. Allora, lancerei una proposta: l'Amministrazione impieghi dei Giovani disoccupati in grado di farlo, anche temporaneamente, per aprire degli "sportelli" DIFFUSI SUL TERRITORIO, per dare assistenza a tutti coloro che ne hanno bisogno per la circostanza. Altrimenti, lo scenario che prevedo è: 1) - Il pensionato dovrà rivolgersi all'impiegato postale che, al momento della riscossione, gli aprirà anche il conto/libretto. Questo, conoscendo i "tempi tecnici" che ci vogliono, in particolare alle Poste per un'operazione finanziaria del genere, creerà mega code e mugugni fra gli altri utenti e fra i riscossori medesimi. Per gli altri, sarà indispensabile una "GUIDA" tecnica che gli illustri e gli faciliti le modalità e tutto quel che c'è da sapere e che, evidentemente, in maggioranza, le Signore ed i Signori che, dalle sei del mattino affollano gli uffici postali il giorno di riscossione, IGNORANO. Credo che questa sia un'opera assolutamente meritoria che darà i seguenti risultati. Gli Anziani saranno "guidati" e non faranno errori involontari dovuti a scarsa dimestichezza, che dovranno poi "pagare" in proprio. Alcuni Giovani potranno lavorare, il che, credo non guasti. Non si creeranno le solite indecenti code e polemiche presso gli uffici assistenziali del Comune ai quali inevitabilmente potrebbe ro - i Pensionati - rivolgersi. Ed infine e sopratutto, l'Amministrazione dimostrerà di essere PRESENTE e SENSIBILE alle problematiche concrete che il Decreto creerà.


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