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Pd, incontro 'scontro' sui nuovi progetti della zona artigianale di Molfetta Alle 19, presso la sala stampa di palazzo Giovene, Giovanni Abbattista, segretario del Pd cittadino, e Mino Salvemini, capogruppo Pd comunale, terranno una conferenza sui pericoli idrogeologici connessi ai nuovi insediamenti voluti dal Comune nella zona artigianale del terzo Pip
17 dicembre 2010

MOLFETTA – “La nuova zona artigianale…sulla pelle delle imprese”, recita così il titolo dell’incontro che alle 19, presso la sala stampa di palazzo Giovene, Giovanni Abbattista, segretario del Pd cittadino, e Mino Salvemini, capogruppo del  Pd comunale, terranno sui pericoli idrogeologici connessi ai nuovi insediamenti voluti dal Comune nella zona artigianale.
Segue una dettagliata analisi della situazione, inviata dal Pd di Molfetta, e una controproposta da sottoporre all’attenzione della maggioranza comunale.

“Irresponsabili, arroganti o c’è dell’altro?
Con deliberazione n. 34 del 10 aprile 2008 il Commissario straordinario approvava definitivamente il piano di ampliamento della zona artigianale (terzo Pip) adottato due mesi prima dall’attuale maggioranza, in seduta urgente e straordinaria, a ridosso dello scioglimento del Consiglio Comunale.
Il piano prevedeva  109 nuovi lotti per insediamenti produttivi da realizzarsi a confine con l’attuale zona artigianale. due spropositate torri per uffici e un gigan-tesco grande lotto di 18 ettari, per un insediamento non meglio specificato, posto al confine settentrionale del Mercato Ortofrutticolo.
Già al momento della sua adozione il Piano interessava aree di pericolosità idraulica segnalate dal primo Piano di Assetto Idrogeologico (Pai) redatto dall’Autorità di Bacino della Puglia (AdB) ed approvato dal suo comitato istituzionale con deliberazione n. 224 del 29 giugno 2006.
Con successiva deliberazione del 20 aprile 2009 l’Autorità di Bacino approvava l’aggiornamento del Pai  evidenziando con maggior precisione le aree a rischio idraulico del territorio di Molfetta compreso tra l’autostrada ed il mare.
Per quanto riguarda la zona artigianale in particolare, aree di media ed elevata pericolosità idraulica coprono circa il 65% dei lotti previsti dal Piano d’ampliamento e diversi insediamenti già realizzati nella preesistente zona artigianale.
Invece di elaborare o adeguare il progetto d’ampliamento stralciando le aree a rischio segnalate dal primo e dal secondo Piano di Assetto Idrogeologico, come il buon senso avrebbe richiesto, l’amministrazione comunale li contesta entrambi ed attiva un contenzioso giudiziario presso il tribunale superiore delle Acque Pubbliche di Roma per ottenere a revisione dei perimetrazione delle aree a rischio.
Al contempo, con determinazione n. 184 dell’ 8 novembre 2010, il dirigente del settore Territorio approva la graduatoria definitiva delle imprese assegnatarie e avvia il procedimento espropriativo dei suoli da assegnare.
La condotta dell’amministrazione comunale in questa vicenda è irresponsabile, arrogante e contraddittoria.

-Irresponsabile perché, nonostante alluvioni, smottamenti e allagamenti che hanno investito in questi mesi città, famiglie e aziende di molte regioni italiane (Veneto, Liguria. Lazio, Campania. Calabria, Sicilia) per la sottovalutazione e il mancato rispetto dei corsi d’acqua, si vuole ignorare o rettificare al ribasso il potenziale rischio idraulico segnalato dall’Autorità di Bacino per il nostro territorio.
 
-Arrogante perché, malgrado il rischio segnalato per effetto delle nuove perimetrazioni, prosegue la procedura di assegnazione di aree che allo stato non hanno alcuna possibilità di essere urbanizzate ne finanziate senza l’assenso obbligatorio dell’Autorità di Bacino.
 
-Contraddittoria perché contesta il rischio idraulico incombente segnalato dall’Autorità di Bacino e, al contempo, approva in Consiglio comunale un progetto di mitigazione del rischio prevedendo la costruzione di un canale per intercettare a monte le acque piovane di piena e scaricarle nella dolina vicino al Pulo.
 
Deviare cioè le acque dalla zona artigianale per scaricarle, allagandoli, in terreni agricoli coltivati.
E’ proprio necessario proseguire a testa bassa in questa direzione?
E’ opportuno correre il rischio di probabili tragedie annunciate?
C’è qualche impresa disponibile ad investire oggi in nuove attività produttive in aree che potrebbero in futuro subire allagamenti con perdita di macchinari, attrezzature ed edifici, mettendo a rischio l’incolumità dei lavoratori?
Esiste un fabbisogno tale di nuovi insediamenti produttivi che obblighi necessariamente l’uso di suoli a rischio idraulico come quelli previsti nel piano di ampliamento della zona artigianale?
C’è qualche oscura promessa di suoli da assegnare che impedisce oggi il ridimensionamento del piano d’ ampliamento approvato dal Consiglio comunale?
 Facciamo qualche calcolo:
 
Disponibilità di suoli per nuovi insediamenti:
- lotti previsti per piccole - medie aziend, 104
- lotti previsti per altre (grandi?) aziende non meglio specificate, 1
- lotti segnalati dal Pai con alto e medio rischio idraulico, 48
- lotti residui utilizzabili non interessati da rischio idraulico, 57
 
Domande presentate per nuovi insediamenti:
- imprese che hanno richiesto nuovi lotti produttivi, 99
- imprese richiedenti ammesse in graduatoria, 94
- imprese realmente produttive di cui 5 consorzi, 48
- imprese edili e di trasporti senza alcuna specializzazione produttiva, 21
- imprese per il commercio e servizi, 27
 
Se rimanesse invariato l’attuale piano di ampliamento, al netto dei previsti quattro lotti destinati a servizi e al terziario, vi sarebbero 105 lotti produttivi disponibili per un fabbisogno di 94 imprese ammesse in graduatoria di cui 48 imprese effettivamente artigianali.
Sarebbe tuttavia un piano inattuabile e messo su binario morto fino a quando non intervenisse una improbabile sentenza del tribunale delle Acque favorevole al Comune o una sentenza favorevole all’Autorità di Bacino che costringerebbe comunque il comune ad adottare una variante
 La proposta del Partito Democratico:
Il mancato riconoscimento da parte dell’amministrazione comunale del rischio idrogeologico segnalato dal Pai per la nuova zona artigianale non solo rappresenta un azzardo a danno delle imprese che dovessero eventualmente insediarsi in dette aree, ma blocca totalmente anche le altre aree non a rischio che non potrebbero essere urbanizzate senza l’assenso dell’Autorità di Bacino sull’intero piano di ampliamento.
Non solo, portando avanti le espropriazioni dei suoli e le assegnazioni degli stessi alle imprese, si creano aspettative (elettorali?) senza alcuna possibilità di essere soddisfatte, come già successo - ricordate! - alla vigilia delle elezioni amministrative 2008 quando, convocate tutte le imprese richiedenti, gli fu comunicata la presunta assegnazione dei lotti a breve termine.
Sono trascorsi due anni e mezzo e la promessa sembra essere nuovamente reiterata sul nulla.
Un’amministrazione comunale seria e responsabile dovrebbe tutelare il suo territorio e il suo tessuto produttivo, sia agricolo sia manifatturiero, senza giocare d’azzardo con le calamità naturali e gli eventi atmosferici eccezionali.
Uscire dall’azzardo e dall’odierna immobilità è possibile.
Basta applicare il semplice buon senso e non attendere la conclusione del contenzioso giudiziario.
Si prenda atto del Piano di Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino e si lascino a destinazione agricola, aree che hanno saputo assorbire da millenni i più grandi eventi naturali.
Si proceda ad una variante del piano di ampliamento Pip stralciando tutte le aree a rischio segnalate dall’Autorità di Bacino.
Si assegnino i 57 lotti residui e sicuri alle 48 imprese realmente produttive inserite nella graduatoria già approvata.
Si mettano in sicurezza dal rischio idraulico gli insediamenti esistenti e futuri, riprogettando le opere di mitigazione in modo tale da far defluire le acque di piena a mare e non nei vicini terreni agricoli.
Si recupererebbe tempo, si risparmierebbe denaro pubblico e si darebbe immediata praticabilità al nuovo piano di ampliamento.
Si dimostrerebbe, infine, che non vi sono interessi occulti da tutelare”.
 
 
Partito Democratico di Molfetta
Autore: Q
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