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Pallavolo Molfetta, il 2011 inizia col botto. Marius Draghici nuovo schiacciatore per Lorizio
01 gennaio 2011

MOLFETTA - Il 2011 inizia col botto per la Pallavolo Molfetta. La squadra di Pino Lorizio ha un cavallo di razza in più per puntare a fare le cose in grande: Marius Daniel Draghici (foto). È lui il nome nuovo dei biancorossi, quello capace di far crescere ulteriormente un team che già sta stupendo per quanto fatto finora. Classe ’76, lo schiacciatore rumeno proviene dal Gela, dove ha iniziato la stagione in A2. Un vero e proprio colpo per la Pallavolo Molfetta, un uomo di spicco nella categoria, dati alla mano. La carriera di Draghici è costellata di promozioni e playoff, l’ultimo dei quali ad Atripalda proprio nella scorsa stagione.
Draghici cresce nella Dinamo Bucarest, dove resta sino al 1999. Poi il passaggio a Crema e la prima stagione italiana di A2, quindi le esperienze a Falconara, Brescia, Agnone, Isernia e Corigliano tutte nella seconda categoria nazionale, con l’eccezione di Isernia, con cui disputa il campionato di B1, riuscendo però a ottenere la promozione in A2. Non sarà l’unica.
Le successive annate infatti lo vedono protagonista assoluto in B1, con le maglie di Modugno e Avellino, e con entrambe conquista la promozione nella serie superiore. A Gioia del Colle disputa i playoff, che sfiorerà invece con lo Spezia. Quindi il passato recente, ad Atripalda e Gela. Ora il biancorosso della Pallavolo Molfetta, per la quale, dall’alto dei suoi 205 cm, sarà un importante asso nella manica.
Giocatore completo, devastante in attacco ed efficace in ricezione, va a completare un reparto, quello degli schiacciatori, che diventa qualitativamente impressionante. Piccioni, Del Vecchio, Bacca, Draghici. C’è ancor più spazio per sognare, insomma.
“Arrivo in una squadra che sta facendo bene – sono le prime parole del neo biancorosso – con giocatori di alto livello. Io sono salito spesso di categoria, la società vuole fare lo stesso. Credo che abbiamo buone possibilità per riuscirci. Ma non mi piace molto parlare di individualità perché puoi anche avere giocatori che sono un lusso per la categoria, come successe a Gioia alcune stagioni fa, e dove ci dicevano che avremmo ammazzato il campionato. Ma poi finisce che non ottieni i risultati che vorresti. Invece serve sempre tranquillità per vincere”.
Un pieno di buon senso, insomma. Ma, al contempo, tanta voglia di lottare per traguardi ambiziosi. “Io lavoro sempre per dare il massimo – prosegue – e in un contesto come quello di Molfetta sarò avvantaggiato. Spero che non serva molto tempo per prendere conoscenza con i miei nuovi compagni”. Anche perché alle porte c’è già una partita impegnativa a Brolo. “È un campo caldo – conclude Draghici – ma questo non fa molta differenza. Una squadra che vuole vincere deve essere sempre nelle condizioni di farlo dovunque. Poi arriverà il momento dell’Atripalda, contro i miei ex compagni. E sarà curioso affrontarli. Sarà una bella battaglia”.

 

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