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Ospedale, stanziati 6 milioni di euro Riaperto l'ambulatorio di cardiologia con l'assunzione di un nuovo medico. Le opere di ristrutturazione per migliorare il servizio.
15 marzo 2008

L'ospedale di Molfetta, per lungo tempo evitato dai molfettesi a causa di strutture non sempre efficienti, sembra aver trovato uno sbocco positivo. Finalmente si potrebbe dire, visto che da tempo veniva criticata l'inadeguatezza dell'impianto, che portava molta gente ad affidarsi ad altre strutture ospedaliere non sempre vicine, dunque non certo agevoli. La sanità è uno dei punti chiave al giorno d'oggi, visto che una completa sicurezza e tutela della vita e del lavoro non può prescindere da una prevenzione guidata da edifici che siano all'avanguardia, che non si basino sugli espedienti, alternative all'inesistenza di determinati impianti. Per esempio il Pronto Soccorso di Molfetta, che non è mai stato collegato col resto della struttura e che prevede quindi un travagliato “viaggio” da una sala all'altra per i degenti. E' uno dei punti che investirà il nuovo progetto finanziato dalla Regione Puglia, in accordo col Servizio Sanitario Regionale e che vedrà l'impiego di circa 6 milioni di euro. I progetti, la cui attuazione è prevista per quest'anno, saranno portati avanti dall'ing. Prisciandaro. I lavori prevedono la costruzione di tre gruppi di ascensori, due per il pubblico e uno che collegherà il pronto soccorso all'Utic e al reparto di ortopedia. Sempre per quanto riguarda il pronto soccorso saranno resi disponibili nuovi posti letto per l'osservazione breve, in modo da garantire una migliore assistenza ai pazienti.Il servizio trasfusionale e il reparto di radiologia saranno migliorati dall'introduzione di nuove attrezzature. L'obitorio sarà spostato su un piano interrato, mentre al primo piano è prevista la creazione di un nuovo blocco operatorio con conseguente ampliamento della palazzina per l'introduzione di nuovi posti letto post-chirurgici. Quelli attuali saranno resi disponibili agli altri reparti. Molto si è discusso inoltre sull'effettivo declino del reparto di cardiologia, la cui attività ambulatoriale è stata sospesa per un certo periodo per mancanza di personale e riattiva solo da qualche giorno, come ha confermato a Quindici la dott.ssa Annalisa Altomare, direttore sanitario. Sono state così smentite le ipotesi su una chiusura definitiva. La ripresa dell'attività del reparto è avvenuta anche grazie all'assunzione di un nuovo cardiologo. Dunque il giudizio sugli apporti alla struttura, sull' «inscatolamento » del servizio sanitario ospedaliero, non può che essere positiva e fungere da valido sostegno ad un'attività precisa e costante. Ora le premesse possono soddisfare la lunga delusione dei molfettesi in merito ai sostegni meccanici al lavoro sanitario. Nessuna ipotesi si può avanzare invece su un miglioramento dell'attività ospedaliera anche in merito alla qualità degli interventi. Molto spesso, infatti, l'insoddisfazione della gente è stata causata non solo da una mancanza di strutture idonee, ma anche da un'inefficienza spesso manifestatasi in interventi aventi un grado di difficoltà spesso ampiamente accessibile. Proprio questo aspetto quindi, unito all'insicurezza di costituire davvero i soggetti delle attenzioni ospedaliere, ha allontanato molti molfettesi dal proprio ospedale, inducendoli a cercare mani più sicure. Resta allora quest'incognita, perché la forma elegante e decorosa deve naturalmente avere come proprio fondamento un altrettanto valido contenuto. Ovviamente il miglioramento di macchine ed edifici può essere portato avanti grazie al “semplice” investimento di ingenti somme di denaro, per quanto facilmente raggiungibile ciò possa sembrare. Ma sicuramente ancor più arduo è investire sulla qualità professionale dell'apparato, su una sanità attenta alla cultura dell'individuo, sciolta da qualsiasi logica di egoistica matrice e consapevole della propria funzione comunitaria. Speriamo che si possa tendere proprio verso questa direzione, verso una valorizzazione della vita al di là di ogni comoda condizione che garantisce l'interesse personale a discapito del vero significato dell'impegno nobile ed eroico come può essere quello di un vero medico.
Autore: Giacomo Pisani
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