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Oggi riunione del consiglio comunale a Molfetta. Riflettori puntati sul gruppo Amato: ritorneranno nell’assise politica cittadina o usciranno anche loro dalla maggioranza?
07 febbraio 2024

MOLFETTA – Questo pomeriggio alle ore 16 torna a riunirsi il consiglio comunale di Molfetta a Palazzo Giovene per la presa d’atto delle dimissioni per motivi personali di Angela Amato che verrà sostituita da Leonardo Minervini, primo dei non letti della stessa lista civica “Cuore Democratico”.

Questi gli altri argomenti:  

  • Commissione Consiliare Permanente n. 1 "Urbanistica, Arredo Urbano, Lavori Pubblici, Casa e Politica del Territorio" e Commissione Consiliare Permanente n. 5 "Politiche Sociali, Solidarietà, Volontariato e Politiche Giovanili" – Sostituzione componente;
  • Commissione comunale per le Pari Opportunità tra uomo e donna (deliberazione C.C. n. 67/2018). Sostituzione componente;
  • Attuazione del Piano particolareggiato della maglia del P.R.G.C. compresa tra via G. Bruno, Corso V. Fornari, Via Terlizzi, Linea Ferroviaria. Acquisizione suoli per viabilità. Vincolo preordinato all'esproprio. Reiterazione.
Ma l’interesse della seduta è rivolto tutto al comportamento che avrà il presidente del consiglio Robert Amato, figlio di Pino, eletto nella lista civica “Molfetta popolare", che non ha partecipato all’ultima riunione della massima assise cittadina insieme con la consigliera Maridda Poli dello stesso gruppo.

Tornerà Robert Amato a presiedere il consiglio e soprattutto resterà nella maggioranza ciambotto di Tommaso Minervini o passerà all’opposizione, creando ulteriori problemi al sindaco la cui coalizione già traballa, malgrado l’assemblamento delle liste civiche in quella di “Insieme per la città” sotto le insegne di Saverio Tammacco?

Nelle motivazioni dell’assenza della seduta del 24 gennaio scorso, dedicata al vandalismo di Capodanno, gli Amati, avevano inviato una lettera in cui dichiaravano che pur sostenendo la riunione sull’argomento, denunciavano le carenze nell’organizzazione degli eventi delle festività natalizie. Quindi primo schiaffo al sindaco e all’assessore Rossiello. E facevano presente che occorreva, a loro parere, un migliore coordinamento delle forze dell’ordine e in particolare del corpo di polizia locale, considerata anche la mole di strumenti (armi comprese, ndr) di cui il corpo si è dotato ed era necessaria una maggiore azione dirigenziale che avrebbe impedito il verificarsi dello scempio. Gli Amati lamentano di essere rimasti inascoltati quando avevano chiesto maggiori presenze e maggiore controllo oltre al ripristino di un presidio di vigili in piazza Vittorio Emanuele.

Dopo queste premesse, dagli Amati, arriva lo schiaffo più grosso al sindaco Minervini: parlano di “sofferta scelta” di non partecipare al consiglio comunale per la mancanza di coordinamento fra l’azione di indirizzo e di controllo delle forze di maggioranza e le conseguenti azioni di quelle dirigenziali nel governo della città.

"Allo stato attuale, purtroppo, rileviamo – scrivono gli Amato - che non vi è stata quella sinergia e quel rispetto di cui sopra e quella totale sintonia e coinvolgimento della nostra forza politica in ordine a gran parte delle scelte e decisioni strategiche adottate".
In pratica, gli Amati si sentono “scaricati” da Minervini che preferisce Tammacco e il suo gruppo... rinforzato e chiedono un cambio di passo dell’azione amministrativa con meno personalismo da parte del sindaco (la stessa accusa rivolta tempo fa allo stesso Minervini dalla consigliera Petruzzelli portavoce di Tammacco). Insomma, si chiedeva una vera e propria verifica politica che, al momento, non ci risulta esserci stata. In sostanza, Minervini ha continuato per la sua strada, ignorando gli Amati e privilegiando “Insieme per la città”, che, nella seduta dedicata alla sicurezza ha affidato, ancora una volta, il proprio pensiero alla consigliera Annalisa Petruzzelli, la stessa portavoce, che qualche consiglio fa, rimproverava al sindaco di essere un uomo solo al comando e che ora ha cambiato linea, dopo che lo stesso Minervini ha scelto di privilegiare il gruppo Tammacco. Insomma, come va il vento in politica.

Addirittura si è arrivati a giustificare le mancate dimissioni dell’assessore alla sicurezza e polizia locale, Caterina Roselli, col fatto che anche in passato si erano verificati episodi di violenza di gruppo ai danni di una minorenne e altri atti di microcriminalità, facendo una confusione pazzesca fra episodi non prevedibili che l’amministrazione comunale non poteva né prevedere né prevenire e i vandalismi in piazza Vittorio Emanuele, già verificatisi in passato e quindi prevedibili e prevenibili. Insomma, si dice tutto e il contrario di tutto quando non si hanno argomenti e pur di difendere l’indifendibile sindaco, di cui, questa volta, se ne fa il panegirico, per sorreggerlo in un momento di palese difficoltà politica e di intollerante nervosismo sempre più accentuato.

Questo è il quadro nel quale si inserisce il consiglio comunale di questo pomeriggio, che promette scintille e che non mancherà di acuire lo scontro tra maggioranza e opposizione, con l’immancabile resa dei conti all’interno della stessa maggioranza.

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