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Oasi in mare a Molfetta per il ripopolamento ittico
15 aprile 2005

Avete mai sentito parlare di “torpedini”? Niente paura; questi oggetti dallo strano nome, diventeranno presto una realtà tangibile della zona costiera nostrana, compresa tra Molfetta e Giovinazzo (Torre Gavettone), e dell'area marina a sud di Bari, tra Mola e Polignano (località San Vito). Inserite nell'ambito di un progetto nato dalla collaborazione tra Assessorato alle Risorse del Mare e Laboratorio di Biologia Marina di Bari, le “oasi di ripopolamento ittico” permetteranno la riproduzione e la crescita di organismi marini allo stato embrionale, di molteplici varietà; in tal modo, si provvederà inoltre, al rilancio e alla rivalorizzazione del settore della piccola pesca, stagnante ormai dalla fine degli anni novanta in una crisi che solo ultimamente sta accennando a lievi miglioramenti. Ma esaminiamo un po' di numeri. Nelle regioni del Mezzogiorno, a partire dal 1998, il definitivo ritiro dal mercato delle imbarcazioni da pesca, incentivato da cospicui risarcimenti in denaro, è salito a soglie pari al circa 18%. La riduzione del cosiddetto “sforzo di pesca” (parametro calcolato in considerazione alle flotte coinvolte nel settore ittico, rapportando il numero di tali imbarcazioni per la loro stazza complessiva) ha provocato un vertiginoso calo della produzione e del fatturato pari al 26%, nonché un vistoso decremento nell'occupazione del 33% del totale dei marittimi . Da qui la crisi. Tuttavia, il Pon Pesca nel suo rapporto per le regioni del Sud Italia e delle isole, ha predisposto un progetto mirato a diversificare la produzione, migliorandone la qualità, senza dunque dover ricorrere ancora alla riduzione dello sforzo di pesca con le relative conseguenze che esso comporta. Ciò ha condotto a un rialzo dei fatturati e ad una più generale ripresa del commercio ittico nel nostro meridione. A dare un ulteriore impulso al settore, il programma di Gestione Integrata dell'area costiera del Barese, finanziato per due milioni di euro dalla Provincia che, come già detto, si propone di potenziare il comparto della piccola pesca e di tutelare la fauna ittica, evitando la deturpante pesca a strascico. “Le due oasi protette (costituite dai già citati torpedini) comprendono 32 quadrilateri divisi in 4 lotti, ognuno formato da 8 piramidi” spiega il direttore del Laboratorio di Biologia Marina, Giovanni Marano, durante la conferenza di presentazione del progetto, tenutasi nella sala giunta della Provincia, dove sono intervenuti il Presidente della Provincia Divella, l'assessore Di Donna, i sindaci dei comuni coinvolti nell'iniziativa e i rappresentanti delle cooperative dei pescatori. Questi “rifugi” per gli organismi marini saranno innestati da qui a quattro mesi nelle zone costiere di sopra citate, e saranno oggetto di attenti monitoraggi da parte del Laboratorio di Biologia Marina per il prossimo quinquennio. Carmela Campanale
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