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Nuovo incontro alla Scuola di formazione all'impegno sociale e politico Don Tonino Bello
25 novembre 2006

BRINDISI - L'Associazione “Retinopera Salento”, la Parrocchia Santi Marco Evangelista e Caterina di Cellino San Marco, la Commissione per i problemi sociali e del lavoro della Diocesi di Brindisi e Ostuni e l'Insegnamento di Dottrina Sociale della Chiesa dell'Istituto di Scienze Religiose “San Lorenzo da Brindisi” invitano i cittadini, le associazioni, le scuole, gli amministratori locali, i partiti politici, i sindacati, le categorie professionali ed in particolare i giovani e le donne a partecipare al nuovo incontro della Scuola di formazione all'impegno sociale e politico “don Tonino Bello” che si terrà venerdì 1 dicembre alle ore 18 nella Sala XXV aprile (ex sede municipale) – via Berlinguer nel Comune di Cellino San Marco (Br). Il tema del Seminario di studi sarà “Democrazia: storia, contenuti, prospettive”. Relatore l'on. prof. Domenico Maria Amalfitano (Presidente Centro di Cultura - Università Cattolica) Sul sito internet www.retinoperasalento.it sono consultabili i programmi, gli approfondimenti e le modalità di iscrizione alla Scuola di Formazione all'impegno sociale e politico “Don Tonino Bello” . Democrazia: il pericolo dell'indifferenza L'inasprimento del dibattito politico, la radicalizzazione delle posizioni sociali, la crisi che sembra investire progressivamente le istituzioni nazionali espongono il nostro Paese al rischio di profonde fratture. In questo quadro intravediamo il pericolo di un ulteriore calo dell'interesse dell'opinione pubblica per i temi che stanno alla base della nostra convivenza civile. I cittadini ci paiono sempre più sconcertati e messi nella situazione di non riuscire ad avere un quadro sufficientemente chiaro di ciò che sta accadendo, soprattutto a causa del continuo tentativo di offrire letture parziali e strumentali e della tendenza a difendere interessi di parte più che a occuparsi del bene di tutti. Un contesto di questo genere mette a dura prova la disponibilità dei cittadini ad esprimere una concreta partecipazione democratica alla vita sociale e politica del Paese. Lo scontro politico in atto banalizza i veri problemi della società e delegittima la classe politica: si parla tanto di riforme, di riformismo, ma poi nessuno si spinge a immaginare e comunicare che cosa e come vuole realizzare per la società italiana. Assistiamo così a un'azione politica che si manifesta "contro" qualcuno, mentre siamo convinti che la vera politica non possa che essere "per". I COMPITI CHE CI ATTENDONO Di fronte a queste considerazioni, rimaniamo convinti che la democrazia abbia bisogno di una larga partecipazione popolare, oltre alla necessità di ristabilire le condizioni perché il bene prezioso del pluralismo si coniughi con l'altrettanto preziosa capacità di fondare nella convivenza civile la ricerca del bene comune. In concreto, riteniamo che questo significhi far sì che esistano le condizioni per un reale pluralismo nel panorama dei mezzi di comunicazione e che il confronto politico possa svolgersi sulla base di approfondite a articolate analisi delle questioni più che su denigratorie campagne fatte soprattutto di attacchi personali. Per questo rivolgiamo il nostro caloroso invito al laicato cattolico e a tutti gli uomini di buona volontà, perché non rinuncino, in un momento così difficile per il Paese, a quella passione sociale e politica che ha costituito un patrimonio prezioso per il nascere della democrazia e per la crescita del nostro Paese nei decenni passati. Auspichiamo anche un significativo contributo da parte dei laici cattolici impegnati nella politica, nel sindacato e nelle Istituzioni dello Stato. Loro responsabilità ci sembra soprattutto quella di tenere in debita considerazione le gravi conseguenze che certi atteggiamenti possono causare, provocando profonde fratture nel tessuto sociale della comunità civile. Fondamentale anche l'apporto di chi opera nei mezzi di informazione, dalla carta stampata alla radio, dalla televisione ai new media, a loro è richiesta una sincera dedizione professionale perché questi strumenti possano offrire quella corretta e completa informazione che, sola, può mettere il cittadino nella condizione di esercitare la sua sovranità attraverso la partecipazione responsabile alle diverse occasioni di dibattito e di consultazione.
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