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Nubifragio a Molfetta, allagata via Olivetti nella zona ASI
05 settembre 2012

MOLFETTA - Ancora allagamenti alla zona industriale di Molfetta, dopo il nubifragio di ieri pomeriggio. Ma questa volta, oltre alla consueta situazione di precarietà del rondò a ridosso della SS 16bis (soggetto ancora ad allagamenti, nonostante i lavori di manutenzione e rifacimento delle condotte dell’acqua piovana), una parte di via Adriano Olivetti è annegata nell’acqua, provocando seri disagi alla circolazione (zona ASI).
In pratica, la piccola fogna bianca esistente sulla strada non è riuscita a contenere l’acqua pluviale e i pochi tombini erano tutti otturati da detriti, foglie e fango. Di certo, un’esile tubo di scolo a lato della strada non può essere che un mero palliativo. È saltato anche il tombino della fogna e lo spartitraffico è diventato una vera è propria ostruzione al deflusso dell'acqua.
Alle 19,30 di ieri sera la situazione non era stata ancora ripristinata e ben 3 auto avevano subito dei danni proprio a causa dell’allagamento della strada. Allo stesso tempo, locali a piano terra e sotterranei di alcune aziende sono stati invasi dall’acqua, creando notevoli difficoltà ai dipendenti e al normale svolgimento dell’attività aziendale.
È evidente quanto le condizioni della zona industriale e ASI siano estremamente precarie a livello geoidromorfologico e potrebbero anche peggiorare se, in caso di precipitazioni copiose e durature su Molfetta (acqua zenitale), arrivasse dalle Murgie anche l’acqua di deflusso diretta verso il mare. Purtroppo, come Quindici ha già spiegato nell’ultimo anno in numerosi articoli sulla rivista cartacea, i vari manufatti sono stati (volutamente o meno) collocati su Lama Marcinase e sui suoi affluenti, tra cui le lame Scorbeto, dell’Aglio, Calamita e Petrosa: una disastrosa scelta che ha modificato nel tempo la morfologia e l’idrologia dell’area, acuendo il rischio idrogeologico (soprattutto per i lavoratori del posto).
Due le proposte di mitigazione idraulica, quella del Comune di Molfetta e del Consorzio ASI: ma se il progetto comunale presenta dei “nei” tecnici, come più volte Quindici ha evidenziato, quello del consorzio è per ora irrealizzabile per i costi troppo elevati e per una serie di autorizzazioni ambientali che devono essere ancora concesse dagli organi sovraordinati competenti.
In attesa di tavoli di concertazione, conferenze di servizi, finanziamenti ed eventuali modifiche dei progetti, sarebbe opportuno mitigare (o almeno tamponare) la precarietà di alcune zone, come via Olivetti (caso specifico) che necessita di una nuova regimentazione della rete dell’acqua pluviale. Da evitare propagande tecnico-politiche e spreco di soldi pubblici per lavori di mitigazione insufficienti e inutili: se ora non è possibile investire per opere minime, ma necessarie, è anche dipeso dal dispendio incontrollato di risorse finanziarie negli anni passati per opere pubbliche mal progettate, carenti e manchevoli.
 
© Riproduzione riservata
 
Autore: Marcello la Forgia
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