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Noi dirigenti scolastici abbiamo fatto miracoli con pochi mezzi
15 ottobre 2020

Tanto atteso quanto temuto: il fatidico ritorno a scuola dopo i mesi di sospensione delle lezioni in aula per via dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19 coinvolge tutti i componenti degli istituti. In primis i dirigenti scolastici, che ne attraversano le responsabilità da ogni punto di vista e che sono all’opera da quest’estate per la garanzia di un diritto fondamentale come quello allo studio. Un diritto per cui vale assolutamente la pena affrontare questioni come il distanziamento in aula, la sanificazione degli spazi, lo scaglionamento degli ingressi, il potenziamento degli strumenti digitali a disposizione. Il tutto nella speranza che l’invisibile nemico che ha stravolto il 2020 non oltrepassi il cancello delle scuole. Di questo e tanto altro parla il prof. Gaetano Ragno, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Manzoni-Poli” di Molfetta, che al suo interno conta una scuola dell’infanzia, una primaria ed una secondaria di primo grado. Come state affrontando il ritorno a scuola? In che modo siete riusciti a garantire il distanziamento all’interno delle aule? «Nei plessi di scuola primaria e secondaria sono state verificate le dimensioni delle aule in rapporto alla composizione delle classi, quindi sono stati definiti i layout di ciascuna aula. Sono stati sostituiti i banchi biposto ancora presenti con un numero equivalente di banchi singoli, dal momento che avevamo una riserva, e in ciascuna aula sono stati collocati dei segnaposto. È stata fatta richiesta al Governo di un limitato, ma necessario, numero di nuovi banchi e di sedie per la scuola primaria e per la scuola secondaria, al fine sostituire i banchi meno idonei. Ad oggi siamo ancora in attesa del materiale. Abbiamo richiesto anche una piccola fornitura dei “famosi” banchi monoposto a rotelle per una classe numerosa con lo scopo dare agli alunni della classe la stessa aula, nel pieno rispetto del distanziamento. Avendo ottenuto e verificato una sistemazione rispondente alle prescrizioni ministeriali per tutte le classi, non abbiamo modificato l’organizzazione delle lezioni, ma sono stati necessari interventi mirati per le particolari caratteristiche di ogni grado scolastico e di ciascun plesso». Come riuscite a contingentare gli ingressi e le uscite negli istituti? «Nella scuola dell’infanzia, dove i bambini arrivano alla spicciolata, abbiamo cercato di programmare gli accessi e abbiamo predisposto dei percorsi separati di ingresso e di uscita. Abbiamo progettato un’organizzazione didattica che, secondo le indicazioni ministeriali, prevede la divisione “a bolle” di ciascuna sezione in due gruppi, che utilizzano arredi e giochi separati. Anche con la mensa manterremo la stessa organizzazione, grazie ad un cospicuo numero di docenti aggiuntive, che fanno parte dell’organico Covid. Nella scuola primaria abbiamo differenziato gli ingressi e previsto due turni di ingresso/uscita, a distanza di 15 minuti tra loro. Abbiamo contrassegnato con colori diversi i percorsi delle classi dei diversi piani per la scuola “Manzoni” e dei padiglioni per la “Cozzoli”, oltre ad aver realizzato una segnaletica orizzontale che guida ciascuna classe. Ci siamo preoccupati di organizzare in modo ordinato l’attesa dei genitori all’uscita, contrassegnando gli spazi di attesa con dei segnaposto, corrispondenti a ciascuna classe. Di conseguenza, i genitori attendono i propri figli in uno spazio preordinato e si evita confusione. Nella scuola secondaria 7 classi su 21 seguono la “settimana corta”, quindi escono alle ore 14, mentre le altre classi escono alle 13. Ciò crea una situazione molto favorevole, soprattutto ci consente di prevenire il possibile assembramento all’uscita. In ogni caso, abbiamo differenziato quattro ingressi, ciascuno per un padiglione, contraddistinto da un colore, e sfasato di 15 minuti in due turni di ingresso/uscita. Nel concreto, ogni ingresso impegna al massimo 3 classi, che al mattino si dispongono ordinatamente sui segnaposto situati nel cortile in prossimità di ogni ingresso. Per arrivare a questa organizzazione, che ha ricevuto gli apprezzamenti del Presidente Michele Emiliano e del prof. Pierluigi Lopalco in occasione della loro visita nel primo giorno di scuola, abbiamo lavorato l’intera estate su vari fronti». Per quel che concerne, invece, la sanificazione degli spazi? «Abbiamo utilizzato fondi ministeriali per acquistare attrezzature per meccanizzare le pulizie ed eseguire la sanificazione rapida ed efficace degli ambienti scolastici. Abbiamo lavorato in stretto raccordo con l’ufficio tecnico del Comune per il miglioramento e la messa in sicurezza degli spazi, interni ed esterni. La ripartenza ha richiesto anche la riorganizzazione degli uffici, con percorsi di sicurezza, triage all’ingresso e barriere parafiato per la protezione degli assistenti amministrativi dal rischio di contatto col pubblico. Va riconosciuto alla segreteria amministrativa un impegno straordinario per gestire acquisti e contratti». Quali sono le principali difficoltà che state riscontrando? «In generale non abbiamo riscontrato difficoltà particolari, avendo affrontato in tempo tutti gli aspetti della ripartenza. Sicuramente non ci ha aiutati l›aver dovuto aprire la scuola a ridosso delle elezioni regionali: siamo stati costretti a completare i preparativi nelle ultime 24 ore. Le conseguenze delle norme anticovid si stanno riversando sulle tradizionali procedure di inizio anno per l’individuazione dei docenti di sostegno da parte dell’ufficio provinciale. Purtroppo molti alunni diversamente abili hanno iniziato la scuola senza il docente di sostegno, con giusta rimostranza delle famiglie interessate. Altro aspetto problematico riguarda la nomina dei collaboratori scolastici da impegnare per far fronte alle necessità di vigilanza e di igienizzazione. Abbiamo ottenuto finanziamenti per incrementare del 50% l’organico, ma ogni giorno le convocazioni sono deserte per la rinuncia degli interessati». C’è collaborazione da parte degli studenti e delle famiglie nell’attenersi alle disposizioni anticontagio? «Considerate le preoccupazioni iniziali delle famiglie, qualche difficoltà nell›adeguarsi a regole un po› stringenti è fisiologica, ma abbiamo riscontrato, in line generali, molta comprensione e disponibilità da parte dei genitori, a partire dal Consiglio di Istituto. Ciò rappresenta il risultato di una capillare campagna informativa da noi condotta attraverso il sito della scuola, attraverso la nostra pagina Facebook e tramite le chat di Whatsapp dei rappresentanti dei genitori. Solo nell’applicazione delle regole sanitarie, certificati medici in particolare, è stato necessario dare ulteriori chiarimenti e precisazioni. Gli alunni si stanno comportando benissimo, specie i più piccoli; solo tra ragazzi e ragazze di scuola media si riscontra qualche intemperanza, soprattutto all’esterno». Quali provvedimenti dovrebbe adottare l’Istituto scolastico se ci dovessero essere casi di positività al coronavirus? «In questa malaugurata ipotesi siamo pronti a garantire il diritto allo studio ai nostri alunni, come già nello scorso anno scolastico con l’introduzione della Didattica a Distanza. Seguendo le indicazioni ministeriali, abbiamo predisposto un Piano di Didattica Digitale Integrata che prevede interventi di didattica a distanza, sia sincrona che asincrona, in situazione di necessità o di emergenza. Emergenza coronavirus a parte, stiamo inserendo trasversalmente la modalità digitale nella normale attività didattica per fornire a tutti gli alunni, sin dall’infanzia, competenze ormai imprescindibili. Dai primi di settembre siamo partiti con la formazione di tutti i docenti per l’implementazione della piattaforma “Gsuite-Classroom”, per essere preparati ad attivare la didattica a distanza in caso di quarantena per singoli alunni o per intere classi. Per una migliore conoscenza delle procedure e delle regole di comportamento da parte dei docenti e del personale ATA abbiamo organizzato una formazione specifica sul rischio Covid. Per la gestione di eventuali casi che presentino sintomi, in ogni plesso abbiamo nominato un referente Covid che potrà interfacciarsi col Dipartimento di Prevenzione dell’ASL. Siamo pronti ad affrontare tutte le evenienze con ragionevolezza, tenendo sempre alta l’attenzione. La nostra speranza più grande è quella di non dover fare mai ricorso alle misure più drastiche che pure abbiamo previsto». L’anno scolastico 2020/2021 comincia proprio così. © Riproduzione riservata L’IMPORTANZA DELLA COLLABORAZIONE CON LE FAMIGLIE Si ritorna a scuola anche negli istituti superiori, dove le differenze rispetto gli anni scorsi nell’organizzazione delle lezioni in aula e nelle modalità di ingresso e di uscita sono rilevanti. A dar voce alla ripartenza per Molfetta è la prof.ssa Giuseppina Bassi, la nuova dirigente scolastica dei licei “Einstein- Da Vinci”. Tra prevenzione, consapevolezza e responsabilità, la dirigente racconta le dinamiche legate all’inizio di questo anomalo anno scolastico. Come state affrontando il ritorno a scuola? «Il periodo di emergenza sanitaria connessa alla pandemia da COVID-19 porta alla necessità di adottare importanti azioni contenitive e di definire regole ben precise per contrastare la diffusione del virus. Tutto questo è indispensabile per la ripartenza delle attività didattiche in presenza. Con la collaborazione di un’apposita commissione, ho elaborato un documento che riporta le misure di sistema, organizzative, di prevenzione e di protezione, da attuare nel corso dell’anno scolastico 2020/2021. Il documento fa proprie le prescrizioni dettate dal MI attraverso il “Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di COVID-19”. Si tratta del Prot. n. AOOGABMI/87 del 06/08/2020, che recepisce le indicazioni fornite dall’USR Puglia». Quali sono i punti affrontati nel Protocollo? «Le indicazioni riguardano il distanziamento interpersonale, la necessità di evitare assembramenti, l’uso delle mascherine e l’igiene personale, l’aerazione frequente, la pulizia quotidiana e la disinfezione periodica, i requisiti per poter accedere a scuola, la gestione dei casi positivi scoperti a scuola, la riduzione, per quanto possibile, delle occasioni di mescolamento tra le classi. Alle suddette indicazioni si accompagnano due importanti principi: il ruolo centrale dell’informazione e della formazione e la responsabilità dei singoli e delle famiglie». In che modo riuscite a contingentare gli ingressi? «Chiunque accede all’edificio scolastico è tenuto al rigoroso rispetto della segnaletica predisposta e ad evitare assembramenti. Gli alunni accedono all’edificio ed escono dallo stesso in maniera scaglionata, utilizzando 3 ingressi differenziati e rispettando gli orari differenziati di ingresso/uscita. La rilevazione della temperatura corporea all’accesso di docenti e studenti a scuola viene effettuata in classe, a campione, durante la prima ora di lezione. È regolamentato anche l’utilizzo degli spazi comuni, dei laboratori e della palestra». Quali sono le principali difficoltà che state riscontrando? «C’è sicuramente incertezza legata agli eventuali contagi e alla gestione degli stessi che deve avvenire in stretto contatto con il DPI. Le casistiche possono essere tante e, di volta in volta, bisogna trovare la soluzione adeguata. La scuola è comunque pronta ad attivare, in qualunque momento, la didattica a distanza e a supportare i ragazzi costretti a stare a casa in quarantena. L’obiettivo è di non lasciare indietro nessuno, favorendo in ogni modo il recupero degli apprendimenti». C’è collaborazione da parte degli studenti e delle famiglie? «L’alleanza tra scuola e famiglie costituisce un elemento centrale nella strategia del contenimento del contagio. I comportamenti corretti di prevenzione saranno tanto più efficaci quanto più rigorosamente adottati da tutti, in un clima di consapevolezza, serenità e rispetto reciproco, fondato sul dialogo e sulla condivisione degli obiettivi di tutela della salute e di garanzia dell’offerta formativa per tutti i protagonisti della vita scolastica. Nessuno escluso». Quali provvedimenti dovrebbe adottare l’Istituto scolastico se ci dovessero essere casi di positività al coronavirus? «In caso di contagio la scuola mette in atto immediatamente la procedura prevista dalle indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARSCoV- 2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia del Gruppo di Lavoro ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL del 21/08/2020. La Direzione procede immediatamente all’isolamento del sospetto contagio, nell’aula appositamente predisposta, e avverte la famiglia che, a sua volta, contatta le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute. L’Istituto collabora con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” della persona presente nei locali dell’Istituto che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie ed opportune misure di quarantena». Ai tempi del coronavirus la scuola è pronta a tutto. © Riproduzione riservata

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