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Molfetta. Terza Zona Pip, prosegue l'istruttoria nessuna bocciatura dal Tribunale superiore delle Acque L'amministrazione comunale smentisce le notizie circa una presunta bocciatura del Piano di insediamenti Produttivi (PIP) nella terza zona artigianale
02 marzo 2010

MOLFETTA - "Non c'è stata alcuna bocciatura del Piano degli insediamenti produttivi (PIP) nella terza zona artigianale. Il Tribunale Superiore delle Acque ha rinviato la discussione della vicenda al 26 maggio prossimo. Chi scrive o parla di "bocciatura" del PIP ignora il contenuto dell'ordinanza dei giudici e falsifica la realtà dei fatti in maniera palesemente strumentale.
" Il vicesindaco Pietro Uva (foto) smentisce in maniera categorica quanto riportato sulla stampa locale circa l'esito del ricorso proposto dal Comune di Molfetta contro il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell'Autorità di Bacino regionale.
Anche la notizia secondo cui il Tribunale avrebbe rigettato la richiesta di una nuova perizia richiesta dal Comune di Molfetta non corrisponde a verità, considerato che il legale che rappresenta l'amministrazione comunale non ha mai presentato alcuna richiesta in tal senso.
"Comprendiamo che in piena campagna elettorale l'unico modo per offuscare l'operato dell'amministrazione Azzollini è quello solito di sollevare una cortina di menzogne attraverso una interpretazione dei fatti a dir poco sconcertante. Tuttavia - prosegue Uva -, c'è necessità di tranquillizzare la categoria degli operatori economici e dei cittadini sul fatto che ad oggi non c'è nessuno stop allo sviluppo della terza zona artigianale.
Al contrario, l'istruttoria amministrativa riguardante le domande di insediamento da parte di oltre cento imprese, proseguirà secondo i tempi programmati al fine di dare una risposta concreta alla domanda di occupazione giovanile che proviene dai tanti giovani molfettesi."
Il vicesindaco Pietro Uva spiega nel dettaglio perché dal Tribunale Superiore delle Acque non è giunta alcuna bocciatura al piano. "Il Tribunale Superiore delle Acque ha solo enunciato un principio generale secondo cui il diritto dell'ente locale all'uso del territorio nella maniera più conferme ai propri intenti programmatori deve essere contemperato con le possibili situazioni di pericolo per la collettività e con la necessità di garantire la conservazione del territorio, principio peraltro assolutamente condivisibile.
Tant'è che vi abbiamo già aderito da alcuni mesi progettando e finanziando un'opera di mitigazione del rischio idraulico che mette in sicurezza l'intera zona artigianale. Il ricorso del Comune - puntualizza l'assessore all'Urbanistica - riguarda invece l'entità del rischio idrogeologico, l'estensione della superficie interessata e quindi i modelli matematici usati dall'Autorità di Bacino che portano a tali risultati. Su questo il Tribunale non si è ancora pronunciato, non ravvisando elementi di urgenza, e decidendo quindi di rinviare a maggio la discussione di merito."
 

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