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Molfetta, la tua Bussola è rotta. E ora arrivano i primi bagnanti Ancora danneggiata la spiaggia libera cittadina, con mille pericoli per i più piccoli
27 maggio 2009

MOLFETTA - Tempo fa, prima della “messa in sicurezza”, dei lavori di rifacimento e dell'installazione di una passerella in legno per i disabili, era una della spiagge libere più frequentate della città. Poi vennero la mareggiata e i problemi strutturali successivi ai lavori, poi venne quindi il crollo del muretto adiacente alla Palazzina dell'Inps. Il vero problema è che oggi, nonostante tutto, quella della Bussola è ancora una delle spiagge libere più frequentate della città, come mostrano le immagini raccolte da Quindici. Siamo ancora in maggio, e in barba al caldo, in barba alle insidie che il cartello affisso dal Comune di Molfetta sulla recinzione dell'area crollata, che recita abbastanza esplicitamente “Pericolo di Crollo” (e qui si sono fermati gli interventi comunali), i bagnanti ci sono eccome. Quindici, non da solo tra gli organi di stampa, ha da tempo lanciato un allarme relativo ai problemi di agibilità della Bussola: eravamo in inverno, e c'era tutto il tempo per intervenire. Oggi, a distanza di mesi, la voragine c'è ancora, così come ci sono calcinacci, inferriate, cavi metallici scoperti, tutto a portata di bambino: le foto presenti nella nostra galleria, che correda l'articolo, sono chiare ed eloquenti. Curiosamente, al momento di raccoglierle, abbiamo incontrato degli operai dell' Ufficio tecnico del Comune, intenti ad intervenire però sulla passerella in legno. Risale all'estate scorsa l'allarme lanciato da un genitore, i cui figli si punsero all'ago di una siringa, nella stessa località balneare: la cosa peggiore è che oggi, per la Bussola, i rifiuti sembrano rappresentare l'ultimo dei problemi, e dirlo è sinistro. L'estate è arrivata in anticipo, e serve intervenire al più presto: queste immagini, con bagnanti, frequentatori, ma soprattutto bambini, si riferiscono semplicemente ad una mattinata, neanche troppo inoltrata, di un comunissimo giorno feriale, per giunta in tempo scolastico. Per non dimostrarci uccelli del malaugurio, per non rimanere con i nostri amarissimi “l'avevamo detto”.
Autore: Vincenzo Azzollini
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