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Molfetta, la mancanza di sicurezza preoccupa i cittadini. Un lettore scrive a “Quindici”
24 dicembre 2010

MOLFETTA – L’allarme sicurezza che “Quindici” lancia da tempo, è una reale preoccupazione dei cittadini, come conferma la lettera di un lettore inviata alla nostra testata.

Ecco il testo:
«Sono un vs lettore affezionato scrivo questo articolo per porre un problema serio in città riguardante la SICUREZZA.
Vorrei precisare che dopo l'ennesima rapina ai danni del supermercato EUROSPAR in Via Caduti Sul Mare la sicurezza in città sta diminuendo,  i cittadini non si sentono più sicuri di andare a fare spesa specialmente a quel supermercato.
Possibile che nessuno prenda provvedimenti?? Il sindaco può a mio parere intervenire per contrastare la criminalità che sta ulteriormente alzando il tiro in questa città e spero che lo faccia subito dopo la mia segnalazione. 
Insomma Molfetta non si sente più sicura, vuole sicurezza
».
 
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Troppa istintualita'...bisognerebbe razionalizzare la lettera su scritta, si da non enfatizzare...mi accingo a farlo. La chiamate «paura», in realtà è «angoscia». La paura è un ottimo meccanismo di difesa che, di fronte a un pericolo determinato, adotta strategie di attacco o di fuga. L?angoscia, invece, è un sentimento che insorge di fronte all'?indeterminatezza di una minaccia non identificabile, non localizzabile, non prevedibile, ma vissuta come certa, come qualcosa che, prima o poi, capiterà. Dall' ?angoscia e' difficile difendersi.Una mano alla diffusione dell'?angoscia la danno anche i nostri politici che, nel propagare i successi delle operazioni di polizia, ti fanno anche sapere che il reo abita la tua città, e da lì opera per i suoi disegni criminosi. Un po? di segretezza in questo scenario non sarebbe male. Ma che volete. Un «ve l?avevo detto» dopo un atto criminoso accredita sempre chi governa. Inoltre, la trasformazione dello spazio urbano e dei comportamenti alimenta questo stato di precarieta' interiore innescando, cosi', un circolo vizioso. SOLUZIONI? Ridurre i NON-LUOGHI vale a dire luoghi senza identità, senza memoria e senza relazioni. Ossia,i luoghi di passaggio e di consumo molto frequentati ( grandi magazzini, centri commerciali), che proprio per questo diventano obiettivi potenziali. Inoltre, la giustificatezza alla mia soluzione risiede anche nel fatto che su tali luoghi proiettiamo più facilmente le nostre paure, anche quelle che hanno poco a che vedere con la contingenza. Quindi, signori,invocare l' aumento di misure restrittive non e' sinonimo certo di sicurezza!!!


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