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Molfetta, la disamministrazione dell'ex sindaco Azzollini. L'assessore Gadaleta: avviato il recupero di 1 milione e 300 mila euro di oneri di urbanizzazione non incassati dal 2006 da investire in infrastrutture e riqualificazione
10 gennaio 2014

MOLFETTA – Mentre i consiglieri comunali di centrodestra di Molfetta continuano a discutere di aria fritta, del nulla, come il rinvio per la pioggia del concerto di Capodanno con Roy Paci, poi realizzato con successo il giorno dell’Epifania, per nascondere i problemi reali e continuare ad accusare l’amministrazione di centrosinistra guidata da Paola Natalicchio anche di respirare, si scoprono i veri motivi di questa protesta, trasformatasi recentemente anche in cagnare carnevalesca. Nel mare magnum dei debiti lasciati in eredità dall’amministrazione di centrodestra, ci sono anche oneri di urbanizzazione non riscossi dal 2006 anno del primo mandato dell’ex sindaco sen. Antonio Azzollini.

Insomma, il modo migliore per ottenere consenso sembrava quello di lasciare correre, di non amministrare, di tollerare evasione e furbi malpagatori, anche se ciò significava ridurre le entrate del Comune e la vicenda delle rette dell’asilo nido è emblematica a tal proposito. Oggi ci troviamo di fronte ad un altro caso di mancata riscossione di oneri dovuti dalle imprese che avevano ottenuto i permessi a costruire. E in questa materia ci sarebbe tanto da dire, soprattutto sul fatto che anche gli oneri incassati, non sono stati utilizzati per realizzare quelle opere di urbanizzazione e soprattutto i servizi perché servivano a garantire l’ordinaria amministrazione. Una disamministrazione completa, paralizzando la macchina amministrativa comunale facendola arrugginire, anche perché Azzollini era sempre a Roma, tornava solo per il week end e l’unica cosa di cui si preoccupava era la realizzazione del grande nuovo porto commerciale e il restauro di qualche chiesa per assicurarsi il consenso dell’area cattolica. Tanto, poi, per far fronte alle necessità, quando mancavano le entrate ordinarie, c’erano sempre i soldi del porto che venivano dirottati per le opere pubbliche e perfino per gratificare gli impiegati comunali, secondo le accuse della magistratura nell’inchiesta del porto che vede indagate 61 persone fra cui lo stesso Azzollini.
Questa era Molfetta, e questo si cerca di far dimenticare e spiega l’agitazione di questi mesi dello stesso ex sindaco e dei suoi servi pronti a recitare a bacchetta, per non far scoprire le verità nascoste per tanti anni: ecco la reazione rabbiosa perfino in consiglio comunale, nel tentativo di paralizzare tutto e dimostrare l’incapacità dei loro successori.

Oggi la nuova amministrazione comunale sta recuperando questi oneri, come spiega un comunicato del Comune: “Stiamo recuperando oltre 1 milione e 300.000 euro derivanti da oneri di urbanizzazione non pagati dal 2006 ad oggi. In molti casi le rate degli oneri, calcolati al momento del rilascio dei permessi a costruire, non sono state corrisposte dalle imprese o dai privati che avevano richiesto il titolo edilizio al Comune di Molfetta”. Lo dichiara l’assessore all’Urbanistica, Rosalba Gadaleta (foto), che ha avviato una ricognizione di tutti i crediti in materia di urbanizzazione in città.
“In dettaglio 960.000 euro circa rinvengono da oneri di urbanizzazione non pagati, mentre oltre 400.000 verranno riscossi a titolo di sanzioni legate al ritardato pagamento. Ci tengo a ringraziare il settore amministrativo dell’Ufficio tecnico che, in collaborazione con l’ufficio di ragioneria, in poche settimane, ha consentito all’Ente di riattivare procedure di cui da tempo nessuno si occupava, con grave danno per le casse comunali”.
“Fortunatamente i crediti accertati, essendo assistiti da fideiussioni potranno comunque rientrare nella disponibilità delle casse comunali e consentiranno, nei prossimi mesi, di dare un segnale forte di riqualificazione della rete dei servizi essenziali della nostra città”.

Questi sono i fatti, non le chiacchiere di quattro pagliacci e di qualche blogger impazzito in cerca di visibilità. Questo significa raccontare la verità, come “Quindici” ha sempre fatto, questo significa parlare dei problemi veri della città, anche a costo di sembrare di parte nel giudizio di qualche imbecille. E il nostro diritto/dovere di informare, di dare voce a chi non ce l’ha, diventa più necessario di fronte al silenzio, all’inerzia degli altri media e perfino di fronte alla complicità di altri giornali, quelli sì di parte, perché anche tacendo si serve il padrone. Siamo arrivati perfino a vedere copiati i nostri articoli coperti da copyright, da Molfettalive, sito commerciale e non giornalistico, schierato con i propri committenti elettorali di centrodestra: sono state vergognosamente rubacchiate nell’articolo sul concerto di Roy Paci, intere frasi scritte da Maria del Rosso di “Quindici”, frasi non frutto di un comunicato stampa, ma opera della stessa nostra collaboratrice e pubblicate sul nostro quotidiano on line il giorno precedente, per cui nostri legali stanno valutando la possibilità di una denuncia per plagio.

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Se quanto emerge ogni giorno dall'esame dei documenti e delle procedure, per anni di esclusivo interesse della passata Amministrazione di C.D., fosse tutto vero - e non ci sarebbero motivi per dubitare che sia così - si spiega ancor più la NECESSITA' vitale che aveva il C.D. sconfitto alle ultime amministrative, di restare a Palazzo di Città e continuare a ...gestire la "res publica". All'indomani della vittoria, avevo pronosticato, come avviene ad ogni cambio di Amministrazione, che sarebbero emerse situazioni un pò al limite del lecito: cose, come si suol dire, di ordinaria amministrazione, magari anche un pò caricate da chi subentra. Ma qui, di questo passo, dove arriveremo? Un'altra cosa che mi lascia perplesso: l'interinato di DUE, dico DUE Commisari prefettizi! Il primo, che sembrava dovesse, volesse "riaprire il fatidico vaso di Pandora", sul più bello, (scusate l'immagine un pò greve) come in un "coitus interruptus", lasciò l'incarico, perché, non si sa! Si era forse accorto che la faccenda era troppo grossa da digerire e/o da rendere pubblica? Chi lo sa?. Il secondo Commissario, per alcuni mesi, non sembra aver perso il sonno per capire quale fosse la situazione reale che aveva ereditato in gestione. Oppure, avendolo capito anche egli che la faccenda era troppo pruriginosa, ha preferito ..."girarsi dall'altra parte". Tanto: se avesse rivinto il C.D., bene per tutti; il marcio, se marcio ci fosse, sarebbe rimasto ben coperto. Se invece avesse vinto il C.S. - cosda che è avvenuta - beh, sarebbero stati casi suoi (del C.S.), cosa che sta verificandosi. Osservo infine che, gli annunci, fine a sé stessi di procedure non corrette, di falsità in atti pubblici, di eventuali malversazioni, solo dichiarate e NON denunciate agli Organi competenti, serve a ben poco. sono queste illazioni? supposizioni non suffragate? Forse, ma in mancanza di ulteriori chiarimenti, credo che chiunque possa interpretare il fragoroso silenzio che c'è stato, a modo suo.



L'evasione fiscale, l'elusione fiscale sono dei cancri che affliggono il tessuto sociale e civile della nostra sfortunata Nazione. Non che i fenomeni siano peculiari dell'Italia, ma: 1) le dimensioni, quelle sono assolutamente incomparabili (almeno nelle DEMOCRAZIE più avanzate, dove NOI dovremmo stare per diritto civile e storico). 2) i reati legati a queste problematiche, in queste realtà, di solito vengono sanzionati con condanne esemplari (ricordiamo il tycoon americano Madoff che, a ottant'anni si è beccato una condanna a 160 anni di carcere e sta in galera!) cosa che secondo il mio parere di profano, serve anche da deterrente. Stamani leggevo di due rinomatissimi nomi della nostra Imprenditoria che, a causa di maneggi e colpi di ingegneria finanziaria (sembra si chiami "esterovestizione" - curiosa l'assonanza con l'attività delle Imprese coinvolte), scoperti dal Fisco, hanno VERSATO A TITOLO DI "VOLUNTARY DISCLOSURE" (pagamento spontaneo, per evitare altre conseguenze che, comunque sembra ci saranno) la somma di oltre ottocento MILIONI DI EURO (470 + 343)!!!! Ma ci pensiamo? Ottocento milioni di euro, DUE evasori/elusori SOLAMENTE! Il fenomeno, ovviamente tocca tutti ed in tutte le categorie, inclusa Molfetta. I soldi, incassati dagli imprenditori edili per oneri di urbanizzazione, pagati magari con immenso sacrifici da alcuni degli acquirenti degli immobili, SONO rimasti, sembra con la collusione dell'Amministrazione passata, nelle casse dei Costruttori. In alcuni casi però, le opere di urbanizzazione SONO state eseguite, devo dire, a spese della Comunità! Che cosa dire? Vergognarci per lassoluta spregiudicatezza di alcuni? Per l'inettitudine di chi avrebbe dovuto esigere? Riporto ancora una volta quello che mi consta sulle "urbanizzazioni" in altri Comuni vicini: sembra che PRIMA DI METTERE UN SOLO MATTONE PER COSTRUIRE, GLI IMPRENDITORI SIANO OBBLIGATI A CREARE LE OPERE DI URBANIZZAZIONE. Che cosa costa adottare tale provvedimento dovunque?

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