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Molfetta, il commissario prefettizio Magnatta: problema urgente, approvare il bilancio
27 aprile 2006

MOLFETTA – 27.4.2006 Dopo la bufera che ha spazzato via la maggioranza di centrodestra che reggeva l'ex sindaco Tommaso Minervini, la gestione del Municipio è passata nelle mani del dott. Alfonso Magnatta (nella foto), 52 anni, di Bovino (Foggia), vice prefetto aggiunto. Una gestione “morbida” quella portata avanti da Magnatta, che fra poco più di un mese potrebbe già lasciare il posto al nuovo sindaco, fatto salvo l'eventuale ballottaggio che lo farebbe rimanere a Molfetta fino a giugno. Nessuno scossone nella distribuzione dei principali incarichi: confermati sia Lentini, come comandante della Polizia Municipale, sia l'ing. Balducci come titolare dell'ufficio tecnico del Comune. L'unica novità nella ristrettissima squadra che attualmente “governa” Molfetta è la nomina a segretario generale del dr. Vincenzo Zanzarella, presidente diocesano dell'Azione Cattolica. Abbiamo incontrato il dott. Magnatta per cercare di capire quanto e come potrà influire nella gestione amministrativa, conscio, comunque, di essere soprattutto un funzionario pubblico e di non poter prendere, di conseguenza, decisioni che vadano oltre l'ordinaria amministrazione. Cosa ritiene di poter fare nel brevissimo tempo che ha a disposizione per amministrare al meglio la macchina amministrativa? “Niente di più della normale amministrazione. Dopotutto è l'unica cosa che posso fare visto che fra pochissimo ci sarà una nuova amministrazione perfettamente in grado di portare avanti una gestione politica, e non solo tecnica, della cosa pubblica. Naturalmente tutte quelle pratiche già avviate, e che hanno ricevuto un parere positivo da parte dei vari uffici, andranno avanti senza nessun problema, così come saranno, ovviamente, garantiti tutti i servizi per la cittadinanza”. Quali sono gli “appuntamenti” più importanti che dovrà affrontare? “Molto importanti saranno sia i bilanci delle aziende municipalizzate, che ora sono diventate aziende speciali e che dovranno essere presentati entro il 30 aprile, oltre al bilancio comunale che abbiamo già iniziato a discutere con i vari uffici e che dovrebbe essere presentato entro il 30 maggio, anche se ritengo che possa essere pronto già prima delle consultazioni elettorali, anche perché, la prossima amministrazione potrebbe ritrovarsi con un lavoro non suo. Bisogna considerare, inoltre, che se si va al ballottaggio, l'attività amministrativa non inizierà prima del mese di luglio ed è chiaro che a quel punto il bilancio verrebbe presentato dalla nuova amministrazione non prima della seconda metà di settembre. Ritengo, quindi, che si debba andare avanti spediti e presentare il bilancio comunale il prima possibile”. Sulla questione dell'edilizia, come spiega i ritardi nei lavori nelle piazze ed in particolare per quel che riguarda la Villa Comunale e l'ex cementificio di Poggiofiorito, due opere annunciate in pompa magna dall'amministrazione ma ancora in alto mare? “Credo che, per quel che riguarda l'ex cementificio, si tratti di un finanziamento dell'Ue, ma non sono ancora entrato nel merito della faccenda, così come non sono del tutto aggiornato sulla questione della villa, della quale so che ci sono stati ritardi precedenti, che faranno slittare la riapertura. Ma non le so dire altro”. Facciamo un passo indietro, come ha trovato la situazione amministrativa al suo arrivo come Commissario Prefettizio? “Ho trovato un Comune molto attivo e ben organizzato, con un'ottima classe dirigenziale a tutti i livelli, dall'Ufficio Tecnico alla Ragioneria alla persona del dott. Lentini alla guida della Polizia Municipale”. Dal punto di vista politico e amministrativo, qual è l'approccio con il quale affrontare un lavoro come quello che svolge lei? “Non c'è un particolare approccio. Centrale per il tipo di lavoro che svolgo è la continuità nell'erogazione dei servizi fondamentali per i cittadini e la gestione della normale amministrazione. Certo la gestione commissariale ha due aspetti: da un lato c'è sicuramente una maggiore difficoltà perché sono solo nel prendere le decisioni, ma certamente questo comporta anche una maggiore velocità nel funzionamento della macchina amministrativa, non essendoci discussioni né in giunta né in consiglio comunale”. Vito Piccininni
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