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Molfetta, città dell'accoglienza apre l'ostello dei migranti
08 settembre 2014

MOLFETTA - La Madonna dei Martiri, Vergine dei marinai e dei naviganti ci manda un messaggio chiaro, un invito all'accoglienza di coloro che hanno attraversato il mare, in condizioni difficili, per approdare nella nostra terra e lavorare. E oggi noi diamo dignità a quel lavoro e a quei lavoratori. Così il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio ha inaugurato ieri per il secondo anno consecutivo, l'iniziativa "a Molfetta nessuno è straniero" che l'amministrazione comunale di centrosinistra, per la prima volta nella storia di Molfetta, ha avviato per dare assistenza a migranti e ambulanti extracomunitari in occasione della festa patronale.

"Teresa, Gabriele, Tina, i ragazzi di Tesla, gli Scout, la Croce Rossa, tutte le associazioni di protezione civile e volontariato del Forum "Molfetta Accogliente", gli amici del Ser e il loro progetto a favore dei bambini. E poi Angela, Betta, Rosalba, Serena, Oronzo, Corrado e la Multiservizi. E i ragazzi del Senegal a dirci grazie, perché tutto questo - che poi è una cosa semplice: un tetto per dormire, i bagni, le docce, il fasciatoio - succede solo qui. Il senso profondo di fare il sindaco, tra le tante fatiche, ritorna addosso in momenti come stamattina, quando abbiamo inaugurato l'Ostello dell'Accoglienza. Per scandire che "a Molfetta nessuno è straniero" e recuperare il messaggio vero della nostra Festa Patronale. Che non è una cerimonia rituale fatta solo di giostre e luminarie, ma deve costituire la riconnessione profonda con un messaggio potente che viene dal centro del nostro mare e della nostra cultura: il rispetto dei naviganti. La Madonna dei Martiri è la loro protettrice. E naviganti sono stati i molfettesi nel mondo con cui oggi ho pranzato al Garden Hotel. Che hanno mandato per anni i loro stipendi in città, dal Venezuela, dall'Argentina, dal New Jersey e dall'Australia. Come naviganti sono stati cinquant'anni dopo Paco, Mustafa e tutti gli altri che in questi giorni vendono le loro merci durante la nostra festa patronale". Questo il messaggio del sindaco su Facebook.

L'Ostello dei migranti sulla banchina S. Domenico, rivoluzionaria iniziativa della quale lo scorso anno hanno parlato tutti i media, torna ad accogliere i venditori ambulanti extracomunitari offrendo loro una struttura con lettini dove passare la notte, bagni, docce, fasciatoio per il cambio dei neonati, evitando bivacchi per strada in condizioni igieniche proibitive, come avveniva in passato. 
Per loro è stata predisposta una tensostruttura, realizzata con la collaborazione della Multiservizi, in uno spazio di 10x30 metri con zone di riposo e bagni divisi tra uomini e donne. La struttura  viene gestita dalle organizzazioni locali di volontariato che hanno costituito il Forum Molfetta accogliente, proprio dopo essersi incontrate lo scorso anno attraverso l’esperienza dell’Ostello. 
L'amministrazione comunale ha fatto di più: ha distribuito depliant con messaggi in tre lingue e mappe con le indicazioni dell’ostello di accoglienza. 
L'ostello è stato intitolato ai molfettesi nel mondo, per ricordare che questa terra - come ha detto l'assessore alle finanze Angela Amato - per ricordare i nostri fratelli emigrati che hanno trovato anch'essi situazioni di vita difficili, ecco perché a Molfetta nessuno si deve sentire straniero.
Alla cerimonia inaugurale era presente anche l'assessore alla cultura Betta Mongelli che ha ringraziato la Multiservizi per la collaborazione e le associazioni di volontariato per l'impegno (l'assistenza agli ospiti è garantita da 40 volontari).
Il sindaco ha concluso affermando che finché resterà al governo della città, l'iniziativa si ripeterà e inviterà anche i suoi successori a proseguirla. Del resto questo è uno dei segni del cambiamento rispetto al passato e come potrebbe essere diversamente nella città di don Tonino Bello, profeta dell'accoglienza.
Una delegazione di ambulanti ha ringraziato più volte l'amministrazione comunale e la città di Molfetta per aver ridato loro dignità e rispetto del loro lavoro.

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