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Molfetta città d'arte, ma le auto in sosta fanno sempre da cornice ai nostri monumenti
06 settembre 2008

MOLFETTA - Durante la scorsa campagna elettorale in vista delle elezioni per il nuovo sindaco entrambi i candidati al ballottaggio (avv. Mino Salvemini e sen. Antonio Azzollini) avevano tanto sbandierato agli elettori molfettesi, tra le altre cose, che uno dei primi emendamenti che sarebbero stati emanati in caso di elezione sarebbe stato quello di far sparire le auto che ogni giorno attanagliano il Duomo S. Corrado. Quindi secondo il più scontato gioco delle probabilità adesso la facciata della maestosa chiesa romanica si sarebbe dovuta rivelare ai nostri sguardi libera da chiassosi, ingombranti ed inquinanti ostacoli. Invece no! L'amministrazione comunale si è limitata a mettere davanti alla porta solo due ostacoli per la sosta. Il Duomo come la maggior parte dei monumenti e chiese molfettesi è ancora parte integrante di un parcheggio e quindi di un passeggio di veicoli degno del traffico più congestionato delle grandi città. E la chiamiamo città d'arte? L'arte a dire il vero non manca e potrebbe benissimo attrarre, come sta succedendo in questi ultimi tempi, numerosi turisti, ma non bisogna nasconderla. Occorre valorizzarla il più possibile ma non come si sta facendo adesso perché la direzione è totalmente sbagliata. Basta immaginare un turista che per immortalare lo splendido scenario del Duomo rischia di essere investito da qualche auto in manovra di parcheggio o da qualche euforico personaggio che spinge un po' di più sull'acceleratore dopo aver bevuto qualcosa alla nota caffetteria che si trova nei pressi. Addirittura la zona del Duomo è stata esclusa anche dalla zona pedonale istituita nei week-end estivi: e meno male che doveva essere la prima ad essere liberata! Si spera che le autorità comunali competenti mostrino maggiore attenzione verso tale problema e Quindici si attende una risposta in merito da chi dovrebbe tutelare la nostra “arte”. Quell'arte che sarà imprigionata dal nuovo porto il quale cambierà anche le nostre tradizioni. Cosa ne sarà della basilica della Madonna dei Martiri e dell'ospedaletto dei Crociati quando i mezzi pesanti e le nuove attrezzature portuali cominceranno a diventare una realtà incombente? E la nostra amata fiera di settembre, che aspetto assumerà?
Autore: Francesco Tempesta
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