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Mariachiara: volontariato come scelta di vita
15 settembre 2008

Che cosa farò da grande? Bella domanda… se avessi vent'anni in meno, credo ci metterei un secondo a rispondere, e sarei in grado di dare anche più di una risposta,di sicuro fantasiosa, che strapperebbe qualche sorriso… A 7 anni, avrei risposto la ballerina, a 13 credo l'avvocato, a 17 la giornalista. Oggi ho 27 anni, un diploma, presto una laurea, tantissimi sogni, ma pochissime certezze. Faccio parte di quella generazione di indecisi, che alla fine delle medie scelgono la scuola superiore perché dicono che può dare una formazione globale, che dovrebbe servirti nella scelta dell'università, e rimandi quindi per la prima volta la decisione a un tempo, che si spera sia migliore. E dopo 5 anni di liceo, a parte tanta confusione, quella chiarezza che speravi di avere è solo illusione… e allora inizi a sentire il peso di star diventando grandi, sei di fronte alla tua prima scelta importante, quella scelta che dovrebbe decidere in qualche modo il posto che occuperai in futuro nella società. È allora che io per la prima volta mi son chiesta davvero, cosa volessi fare da grande… ma forse prima ancora mi son chiesta che vuol dire diventar grande… Mi son chiesta che donna volevo essere, cosa volevo fare di me, della mia vita e del mio futuro. Provando a inventarmi una mediazione tra i sogni e le mie effettive possibilità. Quanto è stata difficile quella mediazione!!! Non volevo scendere a compromessi, cercando un percorso che tradisse i miei ideali, i valori in cui credo… ai miei sogni non volevo rinunciare… Dovevo scegliere due volte, per me e per la donna che sarei diventata… Così ho iniziato a cercare di immaginarmi “grande”. Ho scelto seguendo quello che il mio cuore mi chiedeva di fare, scegliendo in base alla cosa di cui non avrei mai potuto fare a meno nella mia vita. Una scelta un po' diversa dal solito, ho scelto che il mio lavoro doveva avere uno scopo: quello di aiutare gli altri. Ho scelto che questa dimensione che faceva parte solo della sfera del tempo libero, doveva riempire la totalità delle mie giornate e della mia vita. Ho scelto di mettere insieme tutto, e di provare a realizzare un sogno… Un sogno nato con il susseguirsi di tantissime esperienze, dall'animazione dei bambini, ai viaggi in Albania, ho scoperto che quello che facevo non poteva essere relegato ad un pezzetto della mia vita. E così ho permesso a queste esperienze di trasformarmi, e di coinvolgermi. Così son nate le esperienze di collaborazione con la Caritas diocesana, l'impegno con gli immigrati, il tutto con gli studi in Scienze dell'educazione che scorrevano parallelamente… Poi la scelta del Servizio Civile, di spendere un anno intero della mia vita per gli altri, per capire se davvero la strada che volevo percorrere era quella. Una scelta dura, soprattutto quando il mondo esterno ti chiede di esser produttivi, di avere una posizione di rilievo, per esser qualcuno. Ma questo qualcuno, non poteva tradire i valori cristiani, innanzitutto, che son parte integrante di me. Una scelta controcorrente, che pesa quando hai di fronte chi non condivide la scelta della gratuità del servizio, della priorità della tua formazione, dell'importanza dello spendersi per gli altri, piuttosto che esser “merce di scambio” per un mercato del lavoro in cui i valori predominanti contrastano con i tuoi. Ho provato, ed è una lotta continua, che porta ad accontentarsi di piccoli rimborsi spese, piuttosto che stipendi interi, ma che ti porta ogni giorno ad esser fiera di quello che sei. Ma spesso continuo a chiedermi se davvero sarà sempre possibile un futuro così, se la donna che sarò, non cederà mai alle lusinghe del denaro, piuttosto che al grande sogno di esser coerente. Mi chiedo se ci sarà un modo per trovare un posto nel mondo per me, così come l'ho sempre sognato. Spero che la donna che sarò, sarà fiera di me.
Autore: Mariachiara
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