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Le radici del download: tappa x tappa, dagli anni'80 al giorno d'oggi
15 giugno 2006

Quando nasce il fenomeno del download? Ma soprattutto dove nasce? Alla base di tutto vi è innanzitutto una gestione disastrosa da parte dell'industria discografica del potenziale di innovazione commerciale fornito da Internet. L'idea che le reti informatiche costituiranno un canale privilegiato per la distribuzione di musica circola già nei primi anni Ottanta, quando ancora solo pochi appassionati del fai da te elettronico sanno cosa sia un personal computer. L'industria discografica ne è avvertita e ha davanti a sé almeno quindici anni: il tempo necessario perché la velocità dei collegamenti in rete e la diffusione nelle case dei computer rendano possibile ed economicamente praticabile un canale di distribuzione basato non più sulla vendita di prodotti, ma sul traffico di dati. Nel 1992 un comitato tecnico, il Moving Picture Experts Group (MPEG), approva il progetto della porzione audio di un sistema di compressione dei dati che faciliti la trasmissione di dati audio e video: si chiama MPEG1-Audio Layer 3, o per brevità MP3. Prima che i discografici abbiano il tempo di rendersene conto, su Internet iniziano a circolare i primi file compressi secondo le specifiche MP3, con una qualità audio difficilmente distinguibile dagli originali, e che possono essere spediti e ricevuti rapidamente. Ciò si verifica soprattutto in America dove gli studenti hanno a disposizione, in scuole e università, collegamenti a Internet su banda larga. Nascono servizi come MP3.com, un sito con una collezione di migliaia di registrazioni, ma soprattutto si diffondono sistemi peer-to-peer per la distribuzione dei file che gli stessi utenti hanno sui propri computer, prima attraverso un sistema centralizzato (con Napster), poi con sistemi (Gnutella, Freenet) che non richiedono di fare login e di rivelare la propria identità. Nel 2000 gli utenti di Napster nel mondo sono oltre sessanta milioni. I discografici calcolano che il traffico dei file musicali superi di gran lunga il numero di copie di cd regolarmente acquistati. Appaiono sul mercato i primi lettori Mp3 e quasi nello stesso momento il fenomeno Download approda nelle aule dei tribunali. Si comincia con MP3.com, accusato di far circolare le registrazioni spedite agli utenti al suo database centrale. Nel 1999 è la volta di Napster, accusata dal gruppo dei Metallica di aver permesso a 330.000 utenti di scaricare file del nuovo disco del gruppo, prima ancora della sua uscita; Napster accondiscende ad eliminare dal suo servizio gli utenti identificati. Le cause proseguono, e si determina un'alleanza di fatto fra Napster e numerose società dell'industria informatica, preoccupate che l'offensiva dei discografici blocchi lo sviluppo dei sistemi peer-to-peer; prima della sentenza, viene annunciato un accordo di collaborazione fra Napster e una delle grandi majors discografiche, BMG, con il progetto di sviluppare servizi a pagamento, basati su abbonamenti; con queste stesse premesse MP3.com arriva a definire una transazione con l'industria discografica per 170 milioni di dollari, e riprende l'attività, ma a pagamento. Nel 2002, in seguito a conflitti interni a Napster, la BMG ritira l'offerta, e Napster fallisce. All'inizio del 2003 la RIAA annuncia di voler perseguire penalmente, uno a uno, gli scaricatori di file; nel frattempo, nonostante ripetuti annunci, continua a non affacciarsi alcun sistema che soddisfi economicamente e legalmente l'industria discografica e che offra agli utenti il beneficio di accedere a un costo ragionevole a tutte le registrazioni disponibili!Fa eccezione il crescente successo di i-Tunes, un servizio offerto significativamente da un'azienda informatica, la Apple, che affianca a questo personale successo quello commerciale del proprio lettore digitale Ipod che continua in maniera inarrestabile alla conquista del mondo. I dati riguardanti l'ultimo trimestre segnalano altri otto milioni e mezzo di pezzi venduti (+ 61 %) per 1,7 miliardi di dollari di fatturato: il 39 %, ormai, del giro d'affari complessivo sviluppato dall'azienda di Steve Jobs. Quest'ultima fa sempre più affidamento sui suoi prodotti e servizi musicali, considerando che le vendite di accessori iPod e di download digitali dal “negozio” iTunes Music Store (che nel frattempo ha allargato il suo catalogo a 2,6 milioni di canzoni, 60 mila podcast, 9 mila video musicali e circa 70 show televisivi) hanno portato nelle sue casse altri 485 milioni di dollari (+ 125 %). Le domande dell'inchiesta "Download: Innovazione o Reato?" 1. Ascolti Musica? a) Molto b) Abbastanza c) Poco d) Per Niente 2. Quanti cd acquisti annualmente? 3. C'è un artista in particolare x cui ritieni giusto acquistare un cd originale? 4. Quando decidi di acquistare un cd? a) Dopo aver assistito ad un concerto. b) Dopo aver sentito qualche canzone da un amico. c) Dopo aver sentito qualche canzone in radio. 5. Possiedi un lettore mp3? 6. Che connessione internet utilizzi? a) 56k b) Adsl 7. “Scarichi” Musica? 8. Che programmi utilizzi x il download? 9. Hai mai effettuato un download a pagamento? 10. Hai mai sentito parlare di Itunes?Di cosa si tratta? 11. Ritieni giusto “scaricare” musica illegalmente non pagando nulla?Se sì perchè? 12. Sei a conoscenza delle ingenti sanzioni a carico di chi scarica illegalmente musica o film da internet? 13. Hai mai acquistato una suoneria? 14. Secondo te il download non a pagamento è pirateria? (Motivare la risposta).
Autore: Jacopo Pesce
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