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Le primarie sui social network La discussione politica merita di essere reimpostata sui temi che la città pone, e che non possono essere rimessi al gioco dei nomi e degli slogan di appartenenza, quasi si stesse giocando al fantacalcio.
12 dicembre 2012

In un recente articolo su Alfabeta2, Politica e social network"(link), riflettevo sulla risonanza mediatica delle primarie, in particolare sui social network. Questa si traduceva però, nella maggior parte dei casi, nell’immediatezza di messaggi banali, di un’ironia poco ragionata, in ogni caso distante dalle esigenze di penetrazione e di appropriatezza del confronto su temi politici.

A Molfetta il fenomeno sembra riprodursi a livelli ancor più capillari, tanto che persino le candidature vengono ormai annunciate su facebook, al di fuori di qualsiasi tavolo di consultazione. L’ultimo tentativo di confronto e di elaborazione politica fra partiti e società civile, come abbiamo già ripetuto, è stato quello del cantiere del centro-sinistra. Poi la politica si è ripiegata nell’individuazione dei nomi, chiudendosi nuovamente in sé stessa.

Nulla da obiettare contro l’utilizzo, da parte dei politici in questione, dei social network per l’annuncio delle proprie candidature. Ma è bene che tali messaggi siano l’esito di un percorso di confronto e di elaborazione più ampia, che si radichi all’interno della città.

Ora, al di là delle candidature, la discussione politica si isterilisce in quanto i giornali stessi inseguono tale livello di comunicazione, dovendo adeguare le proprie notizie ai “post” su facebook, e spesso facendosi assorbire a tal punto dall’immediatezza e dalla superficialità della politica dei media da cominciare a fantasticare sui nomi, fino a lanciarne alcuni per il solo gusto di provocare chiacchiera e nuove banalità.

Questo è proprio il piano da evitare. La discussione politica merita di essere reimpostata sui temi che la città pone, e che non possono essere rimessi al gioco dei nomi e degli slogan di appartenenza, quasi si stesse giocando al fantacalcio. La politica si caratterizza per posizioni precise, per una visione determinata della città e dei suoi problemi, e sono i progetti a fare la sostanza del confronto. A differenza della tecnica - che pur nella sua neutralità assume categorie storiche e quindi in ogni caso contingenti - la politica non ammette riduzioni. Non esistono categorie astratte di cui si può avvalere a mo’ di slogan, ma deve declinare la propria visione in un progetto che implichi l’idea stessa della città.

Questa città ha visto nelle scorse settimane la mobilitazione di studenti e docenti che, insieme, hanno provato a porre i temi del lavoro e della formazione, in cui noi tutti siamo in gioco. Quelle esigenze respingono ogni slogan, ed esigono che la politica articoli le istanze in un progetto che evada l’immediatezza tipica dei social network e si proietti verso il futuro. Perché fornisca le basi perché in quel futuro possano esserci le nostre speranze e le nostre idee.

© Riproduzione riservata

 

Autore: Giacomo Pisani
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