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Le primarie a Molfetta festa per il Pd, lezione di democrazia per il centrodestra Il coordinatore Abbattista sulla partecipazione degli elettori del centrodestra alle primarie: “Magari si saranno accorti, mentre erano dediti a trafficare cedole e pacchetti di voto, che la politica si può fare senza compravendita ma solo per convinzione”.
28 ottobre 2009

MOLFETTA - “Le primarie si sono confermate come una grande festa democratica”. Il segretario del Pd, Giovanni Abbattista commenta così in una nota stampa, che di seguito pubblichiamo, la partecipazione degli oltre duemila molfettesi alla consultazione per l’elezione del segretario nazionale e regionale avvenuta domenica scorsa. A Molfetta, infatti, non si è registrato il calo di partecipazione, rispetto al 2007, che ha coinvolto altri comuni pugliesi. E, dunque, è una grande prova di vitalità e autorevolezza del PD molfettese.
Qualche rischio già alla vigilia era stato preannunciato ma Abbattista oggi commenta così ciò che è accaduto: “Siamo contenti di aver constatato come nelle fila delle primarie si accalcasse non solo il popolo democratico ma anche tanto elettorato del centrodestra. L'assenza di democrazia nel centrodestra, infatti, deve aver prodotto una crisi acuta di astinenza. Rassegnati a non discutere mai, perché il padrone decide per tutti, frustrati per candidature di sconosciuti, come quelle alla presidenza della regione, calate, senza batter ciglio, addirittura da Milano, hanno scaricato tutta la loro voglia di partecipazione sulle primarie del PD di Molfetta”.
“Siamo felici di averli accolti – ironizza il coordinatore cittadino - Magari domenica hanno scoperto che c'è un modo diverso di fare politica. Che centinaia e centinaia di persone hanno fatto la fila anche per mezz'ora solo perché responsabilmente volevano dare il loro contributo a una decisione democratica.
Che senza alcun corrispettivo decine e decine di volontari hanno dato il loro tempo e le loro energie semplicemente perché credono ad alcune idee e valori.
Magari si saranno accorti, mentre erano dediti a trafficare cedole e pacchetti di voto, che la politica si può fare senza compravendita ma solo per convinzione. Insomma, speriamo che anche per loro domenica sia stata una bella lezione di democrazia”.
Intanto l’esito regionale della consultazione per l’elezione del nuovo segretario sarà noto solo giovedì pomeriggio, quando la commissione di garanzia ufficializzerà i dati relativi all’attribuzione dei delegati.
“Quale che sia l’esito finale, il Pd resterà un partito plurale e aperto che continuerà a proseguire la strada del cambiamento della politica anche nella nostra città, in cui dominano ancora logiche di potere che allontanano la partecipazione dei cittadini dai processi decisionali. Il Partito democratico continuerà a svolgere con puntualità il suo ruolo di opposizione a questa amministrazione e lavorerà unito verso la prossima scadenza elettorale rappresentata dalle elezioni regionali”.

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Lezioni di democrazia. - La storia di Pisistrato, il buon dittatore. - Non credo esistano dittatori o dittature buone, scriveva tempo fa Enzo Biagi. Insomma ogni dittaura va quantomeno combattuta a colpi di satira e sarcasmo, mentre sulla democrazia non si può fare alcuna ironia, la democrazia è sacra! Sarà proprio così? Leggiamo della storia di Pisistrato. “Questo curioso e complesso personaggio - Pisistrato - sembra creato apposta dalla storia per confondere le idee a tutti coloro che credono di averle chiarissime e in base ad esse hanno deciso che la democrazia è sempre una fortuna, e la dittatura sempre una disgrazia”. Così Montanelli descriveva Pisistrato, tiranno nell'epoca in cui nasceva e muoveva i suoi primi passi la democrazia nell'Atene di Solone (594 - 560 a.C.). La storia di Pisistrato è simile a quelle di molti altri storici dittatori, egli infatti intuì e si fece interprete demagogico delle esigenze e delle insoddisfazioni dei ceti popolari, e, proprio in nome e per il bene del popolo, riuscì a farsi proclamare dittatore! La cosa buffa è che, per ironia della storia, Pisistrato come tiranno si dimostrò veramente un governatore giusto, indulgente e democratico. Nessun “culto della personalità”, niente corpi di polizia e purghe, nepotismi o sfruttamenti, ecc. Al dittatore Pisistrato riuscì, invece, ciò che non è riuscito alla gran parte dei governi della storia che ci sono stati presentati come democratici e giusti per eccellenza! Nel corso dei secoli si è perso il conto di tutte le repubbliche e democrazie popolari che hanno fallito decine e decine di riforme agrarie, a Pisistrato riuscì invece di attuare una delle pochissime riforme agrarie di successo, distribuendo le terre secondo gli interessi dei più deboli e raggiungendo anche una maggiore ricchezza di produzione. Riuscì persino a combattere efficacemente la disoccupazione. Fece di Atene la regina dei mari, e ne aumentò anche la ricchezza con la scoperta del marmo e dell'argento, e ne accrebbe lo splendore con una riforma urbanistica ed elargendo giusti riconoscimenti ed emolumenti ad artisti e uomini di cultura. L'esempio del governo di Pisitrato dovrebbe chiarirci il fatto che non sono le forme di governo a fare la giustizia, bensì sono sempre gli uomini, ed un dittatore onesto è meglio che una selva di parlamentari ipocriti e, quando non addirittura corrotti, incapaci. Criticare la democrazia non è quindi indice di fascismo, ma è solo un rivolgere uno sguardo ironico ad un concetto - quello di democrazia appunto - che sembra oramai diventato un tabù. L'esempio di Pisistrato ci insegna che anche sulla democrazia si può e si deve discutere. E. Burke, tutt'altro che un ignorante illiberale e oppressore, affermava che se la l'assolutismo è “il dispotismo del monarca”, la democrazia pura è “il dispotismo della folla”. A pensarci bene, e ricordandoci delle descrizioni manzoniane della folla, anche la democrazia non è da sola garanzia di giustizia ed uguaglianza sociale.

L'ARCO SECONDO LEONARDO DA VINCI ... Un partito che consente a chiunque di entrare dalla porta, e di determinarne le sorti, basta che mette soldi in cassa, non è un partito serio ... I dirigenti vanno votati dagli iscritti, quelli con tessera, quelli militanti, e soprattutto quelli non tesserati all'ultimo momento, diversamente nel c.d. "partito a vocazione maggioritaria", si crea e si rafforza, tra le tante costole ammaccate, quella sana e robusta del PDL (che non a caso manda i propri militanti a votare alle primarie del PD), rappresentata da Veltroni, Bersani e D'Alema. E dimentichiamoci volutamente chi "cura l'archivio Gelli", tra le tante, e ancora una volta ... ma non per sempre ... Le favole di Veltrusconi, signori, non incantano più nessuno, si è visto mai che a capo di un partito di sinistra, anzi meglio, o peggio, secondo i punti i vista, che si definisce di sinistra, ci va uno contiguo ai grandi banchieri, ai fabbricanti d'armi, e ai sostenitori del nucleare. A questo punto mi vien voglia di dire, che tra tremonti, e un comunista rinnegato, preferisco il primo perché il secondo, prima mi illude ... e poi mi fa accoppare dai poteri forti dei banchieri, quelli della frode quotidiani sui mutui, sui cc, sui bond argentini, sulla cirio ecc... . Almeno con tremonti so cosa mi aspetto. No, no, signori, il PD, si smembrerà come il PDL, e non è detto che sia un male. PD e PDL, sono paragonbili all'arco, secondo la definizione che ne dava Leonardo da Vinci: "LA SOMMA DI DUE DEBOLEZZE". Avete capito bene, con berlusconi che fa da pietra centrale, da cuneo, per cui, quando cadrà, più per ordine naturale delle cose, che per vera battaglia politica, questi due semiarchi, cederanno al sulo per una normale legge fisica. Aspettiamo la morte di entrambi, hanno interessi comuni e, fanno parte dello stesso arco, "la somma di due debolezze appunto". ...F.R...



LA VERA RIVOLUZIONE COPERNICANA ... Scusatemi, è un fuori tema, ma forse non troppo, sono rientrato a casa, tavola apparechiata, pronta per pranzare (spaghetti con rucola e pomodoro, ventreceidd fritt - che delizia, meglio del caviale - calamaretti crudi, lambrusco e acqua di fontana pubblica, l'acqua migliore - e senza quelle orrende bottiglie di plastica - pane fatto in casa, con una favolosa macchinetta tedesca 89€ ...), ore 14.20 circa tg3, e che ti vedo? Un servizio sul corteo di polizitti che protestano contro il Governo. Mi è venuto un mancamento, ho preso e ho bevuto senza accorgermene un bicchiere di vino (lambrusco dell'Emilia), tutto di un fiato, senza miscelarlo come faccio di solito con l'acqua, non ciò capito più niente e, mi è venuto un dubbio atroce. Quando manifestiamo noi, solitamente, ci sono loro a controllarci (quando va bene ...), ma quando protestano loro chi li controlla? Non solo, ma si è vista mai in una nazione civile, la Polizia, protestare contro il Governo ed il proprio ministro degli interni, dalla quale dipende? ... o dovrebbe dipendere ... (a questo punto il condizionale è d'obbligo praticamente su tutto!). Non ci sto capendo più nulla e, via, via, altri dubbi, altri interrogativi angoscianti ... Ma se questo governo taglia i fondi alla Giustizia (Tribunali, Porocure ...), alla Polizia, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza ... che governo è? Ma vuoi vedere, che poco poco, non lontano assai (come dice un mio carissimo amico), ci deve essere qualche piccola verità, in quel famoso papello? Guerra ai Giudici, Guerra alle Procure, 41bis (praticamente adottato solo per gli extracomunitari nella Guantanamo di Pantelleria), Macchine della Polizia, dei Carabinieri, della G.d.F. senza benzina, senza pezzi di ricambio, ma kekkats'è sto Governo? Il Governo della Cupola? Ma volete che poco, poco, fra poco, mi troverò i poliziotti, nei prossimi cortei, con il pugno alzato, con la maglia rossa con effige del CHE' a cantare nell'ambito delle ns. sacre liturgie rosse ... "Mr. B..., vieni a mangiar con noi ci manca il porco". Non ci capisco niente, teste del duce in case di sinistra, effige del CHE, in case di destra, poliziotti in corteo contro il Governo, difensori della famiglia cattolica pluriseparati e non che vanno, a seconda delle preferenze, con le minorenni, i gay, o i trans. Ok, ok, sono di sinistra, dovrei tollerare tutto, ma sto per cadere per terra, mi gira vorticosamente la testa dalla gran confusione, è forse questa la fine del mondo preconizzata dagli Atzechi? La rinascita di Sodoma, Gomorra e Babilonia, città nelle quali la polizia, notoriamente, non c'era ma, nella versione moderna, protesta perché non riceve lo stipendio? E' LA FINE!!! CHE MAL DI TESTA, MI VADO A FARE UN CACIQUE ...f.r...


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