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La Scuola Professionale Marittima ex Enem poi Ipsiam
15 novembre 2009

Seguii di pochi anni la stessa scelta di mio fratello Giovannangelo, frequentando la Scuola Marittima di Molfetta nel Triennio 1953-1956; a quei tempi la Scuola era considerata l’ultima spiaggia per chi non voleva più proseguire gli studi. Non ho intrapreso l’attività marinara per una opzione personale, ma sono sempre rimasto legato idealmente alla scuola frequentata per un motivo di orgoglio, in quanto l’istruzione professionale di base datami da qualifi cati docenti mi ha permesso in seguito di essere autodidatta in diversi campi e interessi. Già dal 1870 il sacerdote molfettese don Matteo Allegretta (1832-1908), interessato all’educazione giovanile, riscontrava una carenza culturale tra la classe marinara e proponeva l’esigenza di fornire un’istruzione di base ai fi gli dei pescatori. Allora la vita dei marinai continuava a essere molto dura, sin dalla più piccola età i fi gli seguivano i padri sulle bilancelle imparando a praticare il mestiere, ma rimanendo privi di istruzione di base. La proposta non ebbe un seguito. Nel primo Decennio del secolo scorso l’istruzione professionale dei marinai e dei pescatori fu un problema molto dibattuto in Italia. Già dal 1908 il Ministero dell’Agricoltura, avvalendosi dell’Uffi cio della pesca, istituì delle scuole ambulati per pescatori. Nello stesso periodo anche il Ministero della Marina provvedeva nel proprio ambito alle scuole per mozzi specializzati e per fuochisti scelti e destinati al servizio della Marina e in seguito utilizzati nella Marina Mercantile. Queste iniziative portavano a risolvere la grave defi cienza relativa all’istruzione marinaresca per cui una Commissione governativa già dal 1906 lavorava per eliminare questo problema. Su iniziativa del dott. D. Levi Morenos e del prof. G. Pardi e con il beneplacito dell’Ispettorato Superiore della pesca, nel 1916 fu costituito il Consorzio delle scuole professionali per la maestranza marittima. Con il supporto economico del Ministero della Marina, della Pubblica Istruzione, dell’Agricoltura e di Enti locali furono aperte alcune scuole e tenuti corsi popolari in diverse città costiere a vantaggio della classe marinara. Il Consorzio fu eretto a Ente Morale con R. D. del 18-4-1920 n. 744; il primo Presidente fu Luigi Luzzati. A Molfetta, città costiera a forte vocazione marinara, la Scuola marittima fu istituita nel 1919 sotto la direzione del capitano marittimo Corrado Altomare. La frequentarono circa 12 allievi. Fu impostata su tre corsi: il 1° anno pre-professionale per gli alunni senza licenza di V elementare, il 2° e 3° anno a indirizzo prettamente professionale. Si preparavano gli alunni alla carriera di marinai-pescatori e di alto mare. L’insegnamento prevedeva: nautica elementare, scienze naturali relative alla pesca, italiano, storia, geografi a, matematica, igiene e morale. L’esercitazione pratica riguardava: nuoto, voga, vela e pesca. Nei primi anni la scuola fu affi data al capitano marittimo Corrado Altomare che curava anche l’insegnamento nautico, coadiuvato dal dott. Renato Flamini per diritto marittimo e pesca, e dai proff . Sergio Balacco e Stefano Salvemini per la cultura generale. Fu istituita una commissione di vigilanza e fu chiamato a farne parte il molfettese sig. Mauro Luigi Modugno spedizioniere marittimo e consigliere della Camera del Commercio di Bari come suo rappresentante. Il Corriere delle Puglie del 19 ottobre 1921 rende noto che il 13 u.s. è iniziato il corso della Scuola popolare marittima di pesca che si propone di addestrare alla pratica professionale marittima e peschereccia i giovanotti che intendono percorrere la carriera marinara da traffi co e da pesca, mediante adatti insegnamenti teorici e pratici che si svolgono in due anni. Sono ammessi al I corso i ragazzi con la licenza di maturità dalla quarta alla quinta classe elementare. Dopo due anni di corso si conseguiva l’abilitazione di marinaio autorizzato o di padrone. La Scuola fu dotata di diverse imbarcazioni su cui i marinaretti si esercitavano e imparavano dal vivo l’arte pratica della pesca. Nel gennaio del 1921 la Direzione delle costruzioni navali di Napoli assegnò alla scuola due barche Nazario Sauro e Italia. Le suddette barche furono poi munite di un motore. Dal 1931 a far parte della piccola fl ottiglia della scuola molfettese entrò il cutter Ausonia di 16 t, con motore da 75 hp. Le tre barche eff ettuarono numerose crociere d’istruzione: Molfetta-Manfredonia nel 1926; Molfetta-Ancona Zara nel 1927; Molfetta- Pescara e la Fiera di Francavilla a mare nel 1928; Molfetta-Vieste e Molfetta-Brindisi nel 1929; numerose esercitazioni pratiche di pesca e navigazione nel 1930 e 1931. Nel 1931, 26 allievi si recarono a Gallipoli a prendere in consegna il mv. Ausonia che in unione con altre barche delle scuole di Barletta e Vasto presero parte al raduno in occasione della II Fiera del Levante a Bari. La Gazzetta del Mezzogiorno di quegli anni spesso riporta l’accoglienza e le simpatie ricevute dalle città costiere che di volta in volta erano mete di approdo e di visita. Nel 1930 a scopo propagandistico il Ministero dell’Agricoltura e Foreste commissionò all’Istituto Luce di Roma un fi lmato sull’attività della scuola marinara di Molfetta; furono girate scene di esercitazioni di pesca e di navigazione. La sede di Molfetta era l’unica in Italia a svolgere le esercitazione marinaresche direttamente sulle barche coinvolgendo gli stessi allievi. Sotto la vigilanza del contrammiraglio Stefano de Dato commissario straordinario, la scuola si aff ermò sia per le attività svolte sia per il numero degli allievi abilitati alla pesca, al traffi co e alla conduzione di motori. Nel 1928 la direzione della scuola fu affi data a Giovanni Minervini (1888-1988)*. Per la notevole frequenza degli alunni la primitiva sede della scuola (forse erano utilizzate alcune aule dell’ex convento di S. Domenico) si rese stretta e poco agevole per cui nel marzo 1929 su progetto dell’ing. Mezzina, utilizzando l’area soprastante del nuovo Mercato ittico all’ingrosso da poco eretto, fu costruita la nuova scuola. Fu preventivata la spesa di £ 147.000 + £ 18.967,45 per impianto acqua, luce e spostamento lucernaio. Il 10 maggio 1934 alla presenza del Sottosegretario Arturo Marescalchi si inaugurò la nuova sede della scuola. Fu intitolata allo scienziato molfettese Francesco Saverio Poli (1746-1825). Nell’occasione lo storico locale, il sacerdote don Francesco Samarelli (1874-1952), pubblicò l’opuscolo Ricerche storiche su Molfetta marinara attraverso i secoli che illustrava la storia del porto e le tradizioni marinaresche molfettesi. 1 - continua ————— * Ringrazio Franco de Ceglie nipote di Giovanni Minervini per aver permesso la pubblicazione della foto del nonno e degli insegnanti. Le 2 foto di epoca sono tratte da A. FONTANA, L’industria della pesca a Molfetta).

Autore: Corrado Pappagallo
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