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La protesta vista da docenti e studenti
15 novembre 2008

Continuano le proteste contro la riforma dell'Istruzione del ministro Mariastella Gelmini. Nei giorni scorsi a scendere in piazza sono stati docenti, studenti, genitori e bambini, che intonando un unico coro hanno detto “no grazie” ai tagli, ed hai cambiamenti che ne conseguirebbero. Il decreto, ormai approvato dal Senato, ha così scatenato un enorme malcontento culminato nello sciopero generale della scuola lo scorso 30 ottobre. Quindici si è reso portavoce del dissenso, ascoltando i timori, la rabbia e la disillusione di chi vive all'interno del sistema scolastico italiano. Riassumiamo qui le opinioni di studenti e prof. in prima fila contro la riforma. Conosci il Decreto legge della riforma Gelmini? Lo condividi? Studente: Sì, lo conosco e non lo condivido per niente. Prof.: Sì e non lo condivido. Innanzitutto qui si parla di “riforma”, ma a mio parere sarebbe più corretto parlare solo di “tagli” della Gelmini. Dal prossimo anno il sistema scolastico verrà riformato. Nelle scuole elementari l'insegnamento delle materie sarà affidato al “maestro unico”, eliminando il sistema a moduli e a più maestri. Credi che ciò possa provocare un abbassamento della qualità didattica, visto che negli ultimi anni gli insegnanti hanno affinato le proprie tecniche didattiche su singole materie anziché su tutte? Studente: Sì, soprattutto perché credo che le riforme vadano fatte in maniera graduale e affidandosi ad esperti di settore e non, come in questo caso, perseguendo più meri obiettivi economici che fini didattici e pedagogici. Prof.: Certo, sino ad oggi la scuola italiana è stata qualitativamente la prima in Europa e la settima nel mondo. Da domani grazie alla Gelmini non sarà più così. Per una volta che ci invidiavano qualcosa di ben funzionante! Oggi giorno il maestro unico non potrebbe mai riuscire ad insegnare nel modo più corretto le varie discipline. Le lacune nel programma saranno inevitabili. Secondo la CGIL i tagli del personale (87-140mila le cattedre tagliate nell'organico docenti, 8 milioni di euro in meno) si tradurranno in un aumento degli studenti per classe. Credi che questo potrà segnare una diminuzione dell'attenzione di ogni singolo alunno? Studente: Più che l'attenzione è tutta la formazione scolastica degli studenti che perde di qualità in questo modo, senza contare che quei numeri sono già gravi di per sé nell'ambito di problemi come la disoccupazione, e la già nota precarietà del personale scolastico. Prof.: Certamente. Troppi alunni per classe e non ci si può dedicare a tutti. Già è difficile con classi da 20, 25 studenti. Cosa ne pensi del tipo di giudizio con scala 1-10? E del 5 in condotta? E dei libri di testo uguali nei contenuti per un periodo minimo di 5 anni? Studente: Riguardo alla differenza tra voto e giudizio non so quanto cambi davvero, e anche la questione del 5 in condotta non è il vero problema della riforma. Per quanto riguarda i libri di testo, questa è forse l'unica proposta valida, perché elimina il commercio lucroso che annualmente viene fatto sulle tasche delle nostre famiglie, soprattutto con la richiesta di edizioni scolastiche sempre nuove ma uguali alle vecchie, che non consentono di risparmiare riutilizzando libri di seconda mano. Prof.: Il voto con scala 1-10 potrebbe essere positivo. E' un sistema chiaro per le giovani menti matematiche e per i genitori che saranno sicuramente più contenti. Il 5 in condotta poi è un'altra novità positiva. Non servirà per eliminare il fenomeno del “bullismo”, ma almeno servirà a dare un modus vivendi ai ragazzi. Per quanto riguarda i libri di testo va bene. Ci saranno meno lamentele delle famiglie e qualcuna in più delle case editrici. Anche l'università sarà colpita drasticamente dalla riforma. Sai quanti tagli si prevedono dal fondo per il funzionamento ordinario? Circa 500 milioni di euro. Cosa ne pensi? Studente: Sì, più o meno conoscevo la somma. Cosa penso? Penso che già prima le università non riuscivano a far quadrare i conti, figuriamoci ora! In una situazione economica un po' instabile come la nostra capisco la necessità di fare dei tagli ma non la drasticità con cui sono stati fatti. Prof.: Che dire! Se questi tagli servissero per eliminare le brutture del sistema universitario andrebbe pure bene. In realtà servono solo ad annullare la ricerca, allora no. Cosa ne pensi della privatizzazione degli Atenei? Questo intervento non va contro il principio di diritto allo studio e quello di scuola e università per tutti sanciti dalla Costituzione italiana? Studente: E' chiaro che si tratta di un colpo nello stomaco per il diritto allo studio, e anche se si è parlato di borse di studio che permetteranno di portare avanti questo diritto è difficile che la privatizzazione sortisca buoni risultati sul nostro territorio, che è povero di grandi realtà produttive, quelle che appunto dovrebbero finanziare l'università nel futuro. Prof.: Certo! L'unico diritto che sembra essere tutelato è quello al risparmio!E noi paghiamo! In Francia sono stati previsti nuovi finanziamenti per la ricerca. Credi che in Italia invece aumenterà il fenomeno della “fuga dei cervelli”? E quello delle baronie? Studente: Il fenomeno della “fuga di cervelli” e quello delle baronie sono due problemi diversi, e voler giustificare i tagli alla ricerca previsti dalla riforma con la volontà di eliminare il problema delle baronie e aumentare la meritocrazia vuol dire falsificare la realtà. L'India è diventata un gigante nell'industria del software proprio investendo nella ricerca, e non tagliandone i fondi. Prof.: Sì, grazie alla Gelmini se adesso ne scappano 10, domani saranno 100. A rimanere? I figli di. La ministra ha anche sostenuto che sia stata una minoranza a protestare. Credi sia stato davvero così? Studente: Non è così perché lo dicono i numeri delle manifestazioni e proteste. E' chiaro che lei vuole ridimensionare la cosa, ma che risulta poco credibile. Prof.: Io ero in piazza, ed eravamo in tantissimi. Forse la Gelmini ha difficoltà con le cifre. Il tanto è poco, il poco è tanto. Credi che le proteste siano giuste ed efficaci? Studente: Una protesta è giusta per chi la fa, sbagliata per chi la riceve ovviamente. Per me in questo caso è giusta perché è vero che il nostro sistema scolastico necessita di una riforma, ma questa non è certo quella più appropriata. Per quanto riguarda l'efficacia, ultimamente il governo sta dando segni di apertura e confronto sull'argomento, per cui ritengo che un minimo di efficacia le proteste l'abbiano avuta. Prof.: Sì, in questo caso senza dubbi. C'è strumentalizzazione politica come da giorni ripete il nostro premier? Studente: No, assolutamente no. La dimostrazione si è avuta all'ultima manifestazione tenuta a Bari giovedì 30 ottobre quando all'interno del corteo dei manifestanti non si sono viste bandiere politiche, ed anzi i coordinatori del corteo hanno cercato in tutti i modi di far abbassare quelle poche che qualcuno cercava di alzare. Prof.: Non c'è strumentalizzazione politica. Se fosse stata politicizzata non avremo visto bambini e genitori. Non è il Sessantotto, i ragazzi vogliono solo salvaguardare il loro futuro. Il PD e l'Italia dei valori promuoveranno una raccolta firme per il referendum. Scopo: abrogare la riforma Gelmini. L'iter per il referendum è però lungo e contraddittorio. Credi potrà servire? Studente: Credo che ogni governo ragionevole dovrebbe ascoltare il suo popolo oltre a badare alla maggioranza in Parlamento, e che sia contraddittorio se non paradossale un minuto prima proporre e approvare una legge e uno dopo raccogliere firme per abrogarla. Ma spesso anche il nostro governo non si dimostra responsabile. Prof.: Sì al referendum, ma bisognerebbe prima fare chiarezza. No ai facili entusiasmi. Abbiamo bisogno di concretezza. Un'ultima domanda. Immaginando che la riforma prenda piede, un aggettivo per definire il sistema scolastico di domani. Studente: Più che un aggettivo un colore: nero. Prof.: Peggiore di quello di oggi.
Autore: Alessandra Lucivero Giovanna Bellifemine
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