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La Misericordia: ci hanno tolto l'entusiasmo A causa di ritardi burocratici non può più fare servizi di emergenza
15 gennaio 2003

Dopo il 4 novembre i servizi di emergenza sanitaria sono diventati di competenza esclusiva del servizio 118 della Asl. Tale servizio, a Molfetta, è stato affidato al S.E.R. tramite una convenzione che ha di fatto escluso l'altra associazione di volontariato della città: la Misericordia (nella foto, il gruppo dei volontari). Abbiamo ascoltato Mina Gadaleta, presidente della “Misericordia”, per conoscere i motivi di questa esclusione e le ripercussioni che avrà sul futuro della sua associazione. Come mai siete stati esclusi dalla convenzione per il 118 stipulata dalla Asl? “Semplicemente perché non avevamo ancora i requisiti necessari”. Che significa, i mezzi di cui disponete non sono stati ritenuti adatti per quel tipo di servizio? “Assolutamente no. Senza addentrarci troppo in particolari tecnici, la convenzione prevedeva sia la necessità di mezzi di tipo A che di mezzi di tipo B. Noi non possedevamo all'epoca mezzi di tipo A però avremmo potuto fornire dei mezzi di tipo B in tutto e per tutto corrispondenti alle richieste della Asl”. Quindi non erano i requisiti tecnici a difettare? “No, ci manca l'iscrizione all'Albo regionale del volontariato con la relativa autorizzazione al trasporto, condizione prioritaria posta dall'Asl per l'ammissione alla convenzione”. Come è possibile che un'associazione così importante a livello cittadino come la vostra non sia iscritta all'albo? “La domanda è stata presentata due anni fa con tutte le certificazioni. Evidentemente un errore dei preposti del Comune, ha dato vita ad una serie di scarica barili tra il responsabile dei servizi sociali di Molfetta e la Regione. Una diatriba che ad oggi ancora non trova una soluzione”. E intanto voi avete perso la possibilità di entrare a far parte del 118. “Purtroppo sì. A nulla sono servite le mie continue richieste di chiarimenti sia al Comune che alla Regione: le pratiche si sono arenate e non è stato possibile nemmeno sperare in una ammissione con riserva da parte della Asl”. Che aria tira dopo questa notizia all'interno dell'associazione? “La nostra è un'associazione di volontariato. Molti dei nostri associati sono giovani, aiutare i dializzati, trasportare i pazienti ci gratifica ma l'emergenza è un'altra cosa. E' lì che i ragazzi si sentono veramente utili. Ecco… ci hanno tolto l'entusiasmo. Ma non la voglia di continuare con i nostri progetti. Ultimamente una nostra delegazione è stata a San Giuliano (vedi “Quindici” di dicembre) e questa esperienza è stata molto importante per tutti. Riusciremo a trovare gli stimoli per riacquistare quell'entusiasmo perso, e poi chissà…” Significa che non avete rinunciato al progetto del 118? “La convenzione con il Ser non l'ho letta ma se non erro dovrebbe durare 6 mesi, burocrazia permettendo, speriamo di poterci ritagliare un posto anche noi all'interno del 118 nella prossima convenzione. Proprio per questo stiamo allestendo uno dei nostri mezzi per farlo diventare di tipo A. E mi sembra doveroso ringraziare tutti i molfettesi che credono in noi e nelle nostre iniziative. La fiducia e la stima acquistata sul campo vanno al di là di ogni albo o autorizzazione”. Fab. Fus.
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