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La Goletta Oloferne col museo navigante fa tappa a Molfetta
15 febbraio 2018

Importante iniziativa quella che, nelle scorse settimane, ha visto protagonista Molfetta e il mare. Stiamo parlando dell’approdo, nel nostro porto, del Museo Navigante che, a bordo della goletta Oloferne, sta percorrendo il periplo dell’Italia per raggiungere la Francia. Salpata da Cesenatico, infatti, giungerà a fine marzo a Sète (località francese in cui si svolge il Festival del Mare “Escale à Sète”, in cui rappresenterà i musei italiani), dopo aver percorso 1.800 miglia nautiche in tre mesi, scandite in 25 tappe. L’iniziativa è stata promossa dal MU.MA – Galata di Genova, dal Museo della Marineria di Cesenatico, dall’associazione La Nave di Carta di La Spezia e dall’AMMM – Associazione Musei marittimi del Mediterraneo, vede l’adesione di settanta Musei del Mare e della Marineria, pubblici e privati, con l’obiettivo “far conoscere l’importanza del mare e della storia collettiva passata e futura dell’Italia e dell’Europa”, come sottolineano gli stessi organizzatori. Non a caso la goletta Oloferne ha fatto scalo nella nostra città: tra le istituzioni museali e le esposizioni tematiche protagoniste di questa rete è inserita la Mostra Etnografica Permanente del Mare, curata dall’Archeoclub “Giuseppe Maria Giovene” di Molfetta e ospitata nella Fabbrica San Domenico. Il sodalizio culturale ha promosso, con il sostegno della Civica Amministrazione e della Capitaneria di porto – Guardia Costiera, due giornate di iniziative legate alla presenza della goletta. Lo scorso 23 febbraio, l’associazione ha presentato un interessantissimo lavoro, intitolato “Un mare di miti, viaggio nella comune cultura adriatica”: un prodotto multimediale che sarà presto pubblicato sul sito dell’associazione (www.archeoclubmolfetta.it). Un lavoro nel quale sono stati ripresi alcuni miti portati nelle aree adriatiche da mercanti greci in età arcaica, divenendo «segno e specchio della mentalità, dei valori, delle loro percezioni», come ha evidenziato la presidente dell’Archeoclub di Molfetta Angela Sciancalepore. Un mondo che è stato indagato attraverso le parole dei classici e immagini riprese dalla pittura vascolare o dalla statuaria. Tutto è scaturito dall’adesione del sodalizio al progetto Neptune (nel 2007) che, ha aggiunto la professoressa Sciancalepore, «aveva lo scopo di mettere in comunicazione e collaborazione diversi musei della marineria italiani e stranieri ricadenti nell’ambito adriatico... l’associazione cominciò a studiare e a scoprire come uniforme fosse la cultura adriatica e a percepire questo mare come grande lago che ha unito molto più di quanto abbia diviso». La proiezione di “Un mare di miti” è stata accompagnata dalle letture, intense e coinvolgenti, di Pantaleo Annese e Claudia Gadaleta; si sono così susseguite le vicende di Odisseo (in una antica localizzazione adriatica del suo avventuroso ritorno a Itaca), di Diomede, di Cassandra («eroina venerata in Puglia dalle donne daune, in un culto che esalta il femminile e la ribellione) e di Fetonte ma anche l’approfondimento, la ricerca di significati. Un lungo lavoro, condotto dalle socie Paola Gadaleta, Alina Gadaleta Caldarola, Teresa Mancini, Betta Mongelli e Dora Salvemini, con il coordinamento di Angela Sciancalepore, che ha la finalità di fare «buona divulgazione» ma che segna l’avvio di un percorso che porterà ad analizzare altri aspetti comuni delle coste adriatiche (i santi, i lupi di mare, gli oggetti...). La giornata successiva è stata dedicata al progetto Il Museo Navigante”. Nella mattinata numerose scolaresche si sono cimentate con la realizzazione di nodi (autentica arte marinara) e hanno imparato a conoscere la grande biodiversità del Mediterraneo, grazie ai laboratori didattici, curati dall’equipaggio della goletta Oloferne mentre, nella Sala Finocchiaro della Fabbrica San Domenico, si è tenuto un incontro per la presentazione del progetto, al quale hanno preso parte il presidente regionale Archeoclub Barsanofio Chiedi, il capitano della goletta Oloferne Marco Tibiletti, l’assessore al Mare e al Marketing territoriale Pasquale Mancini e il Comandante in II della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Molfetta CF.CP. Giuseppe Laterza, affiancato dal Caposervizio operativo CP. Di Leva, oltre alla presidente dell’Archeoclub Molfetta. «Vi prego di considerare che il mare e tutto quello che c’è dietro e davanti ad esso – ha affermato il presidente regionale dell’Archeoclub – è un bene culturale; e come tale deve essere salvaguardato, fruito e goduto soprattutto dalla cittadinanza e poi anche da chi viene a visitare quel luogo. Mi ha fatto molto dispiacere sapere che la meravigliosa attività di “maestri d’ascia” col tempo si sta perdendo... Tuteliamo anche quei contenitori in muratura (il riferimento è alle strutture dei cantieri navali - n.d.r.) che possono rappresentare una degna musealizzazione». L’assessore Pasquale Mancini, evidenziando come sia la prima volta che a Molfetta ci sia una delega al mare, si è rivolto soprattutto agli allievi dell’IISS “Amerigo Vespucci”, un istituto «che rilascia un attestato valido per lavorare in tutto il mondo». Ha proseguito elencando le iniziative che l’Amministrazione ha in programma: «Stiamo ripartendo col porto, coi cantieri, con la nautica da diporto e vi assicuro che anche il lavoro di cantieristica non cesserà e, quando cesserà, quegli immobili saranno pienamente recuperati per farne attività non solo culturali ma anche di sviluppo economico. Vi saluto con la promessa che, al massimo, fra 4-5 anni avremo il porto completamente rifatto». «La Capitaneria di Porto è l’autorità che vive sul mare e protegge il mare» ha affermato il CF.CP. Giuseppe Laterza, nel portare i saluti da parte del Comandante Nicola Albino, assente per impegni istituzionali. Ha proseguito rimarcando come il compito più importante per la Capitaneria sia la salvaguardia della vita umana in mare; a questo si affianca la protezione del mare dal punto di vista ambientale (per evitare inquinamenti), dal punto di vista sociale (di aiuto a tutti coloro che lavorano sul mare), dal punto di vista archeologico (salvaguardia dei siti archeologici sommersi e dei reperti in essi contenuti). Di qui le interazioni con diversi Ministeri e Dipartimenti (dalla Difesa, alle Politiche Agricole, alimentari e forestale Reparto Pesca Marittima, Interno, Protezione Civile, Beni e Attività culturali). Maggiori dettagli sono stati descritti in una sintetica ma articolata relazione, presentata dal caposervizio Di Leva, che ha illustrato le fonti normative su cui si basa l’azione degli uomini e delle donne delle Capitanerie, i nuclei subacquei (importanti, tra l’altro, per la salvaguardia dei siti sommersi), la presenza di 27 aree marine protette, un santuario per cetacei e due parchi sommersi (Gaiola e Baia). Il comandante Marco Tibiletti si è, ovviamente, soffermato sul progetto “Museo Navigante”: «È il repertorio di memoria storica del mare più importante che abbiamo in Italia. Non è un progetto di memoria e basta. È una memoria proiettata al futuro. In un museo come quello di Molfetta, ogni oggetto narra la storia di tanta gente, la vita di persone che hanno vissuto in mare. La gente di mare è particolare. Le comunità di mare hanno gli occhi che guardano lontano non soltanto dal punto di vista geografico. È una visione molto più aperta. E questo progetto parla delle tradizioni, delle storie legate al mare che vanno conosciute. Ha lo scopo di valorizzare queste storie». Il pomeriggio è stato dedicato proprio alla conoscenza di queste storie, con le visite guidate, curate dai volontari dell’Archeoclub e dai ricercatori della Goletta Oloferne, alla Mostra Etnografica Permanente del Mare e alla stessa Goletta, a bordo della quale c’era anche documentazione dell’Ufficio Storico della Marina Militare relativa ad operazioni navali in Adriatico durante il Primo conflitto mondiale. Non solo: è stato possibile partecipare al “BookBoatCrossing”, ossia donare un libro sul tema del mare, con un messaggio in prima pagina, da scambiare con altri testi nei vari porti toccati da questo percorso. Un gesto significativo è stato quello dell’aggiunta di un nuovo pezzo a una rete che si sta costruendo e allargando ad ogni tappa: simbolo della rete di promozione della cultura marinara. La Goletta ha poi ripreso il largo con il suo carico di esperienze e narrazioni per nuove mete e nuovi incontri. @Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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