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L’Istituto Alberghiero cerca una nuova sede A colloquio con il nuovo preside prof. De Pietro
15 settembre 2000

di Donato Centrone Nuova realtà per l’istituto alberghiero di Molfetta che con le sue 52 classi e un corpo docente di oltre 120 elementi è diventata la prima scuola del Comune di Molfetta: questi numeri hanno portato, in base al piano di ridimensionamento della regione Puglia, al distacco dall’Ipsiam, rimanendo in una struttura, l’ex maglieria Magen, in via Giovinazzo nei pressi della prima cala, insufficiente per essere adibita ad uso scolastico. Si inizia quindi questa nuova avventura, terza tappa della travagliata vita dell’istituto prima legato al “Perotti” di Bari, dopo alterne vicissitudini accorpato all’Ipsiam di Molfetta e ora giunto all’autonomia. Nel corso di queste vicissitudini il merito, di aver portato le sorti dell’istituto a così alti traguardi, va al corpo docente, da elogiare, come ci ha detto il nuovo preside prof. Pellegrino De Pietro, per essere riuscito anche in spazi non adeguati e in situazioni al limite della precarietà, ad iniziare e proseguire un progetto che ha portato l’istituto a così ambiti traguardi, ad essere il punto di riferimento per tutto il nord barese, con studenti che arrivano addirittura dalla provincia di Foggia, e di questo bisogna anche dare merito all’attività del ex preside Gagliardi. Abbiamo incontrato il nuovo preside che ci ha parlato dei suoi progetti per l’istituto alberghiero, progetti che, a lungo termine, grazie alla collaborazione con un corpo docente motivato, vogliono fare dell’istituto un punto fermo nella provincia di Bari, continuando il lavoro già intrapreso, per poi proiettarsi verso traguardi più ambiziosi a livello nazionale. Incredibile il boom delle iscrizioni sicuramente dovuto, come ci ha detto il preside De Pietro, al fatto che, ormai, il ramo servizi è uno di quelli trainanti della nostra regione. Ecco quindi progetti di future collaborazioni con il mondo del lavoro che andranno ad aumentare le esperienze già vissute dai ragazzi, e a costituire una possibile occupazione per il domani. Ma la parola oggi più in voga nella scuola è “autonomia”, riguardo a ciò il preside ci ha detto che il decentramento delle competenze era necessario, come anche c’era necessità di diminuire la burocrazia e non avere più tutti quei vincoli “imposti dall’alto”. Naturalmente per portare avanti un progetto c’è bisogno di due fattori essenziali: le competenze e la responsabilità. Se questi requisiti esistono, il piano di offerta formativa per gli alunni, diventerà per loro una sorta di contratto di formazione. E in questo l’autonomia scolastica gioca un ruolo fondamentale per staccarsi dall’organizzazione verticistica del passato, per fare della scuola una struttura moderna, capace di formare lo studente come uomo. Ciò che è venuto fuori, infatti, dalla nostra chiacchierata con il preside è l’intento di formare il cittadino e poi il professionista, immettendo nel mercato del lavoro giovani di comprovata abilità professionale ma con una cultura che si adegua ai tempi, attraverso un’impostazione che prevede studi per una cultura di base e studi per una formazione professionale. Grandi ambizioni, ma non mancano i soliti problemi per i quali a volte sembra di tornare nel passato più recente. La struttura in cui è stato collocato l’istituto alberghiero (ex Magen) era una fabbrica ovviamente non costruita per ospitare una struttura scolastica di tali dimensioni, inadeguata per esigenze e numero, è stata ristrutturata dal Comune, ma resta sempre insufficiente per una scuola che non ospita solo aule, ma cucine e laboratori. Risolvere questo problema fa parte del progetto pluriennale che partirà con questo anno scolastico, che vedrà impegnato in prima fila il preside per ottenere una sede più adeguata alle esigenze dell’Istituto. Naturalmente qualche disagio si avvertirà, i primi giorni saranno portati avanti con un orario ridotto e, qualora l’incontro con l’assessore provinciale non dovesse portare ad esiti immediati, ad un breve periodo di turni pomeridiani. Si attende in settimana anche l’incontro con il sindaco per coinvolgere le forze politiche. Seppur con questi problemi (atavici per la scuola italiana) abbiamo notato un grande spirito positivo nelle parole del preside e dei docenti incontrati, certo i tempi erano ristretti per poter organizzare tutto, un capo d’istituto catapultato in una nuova realtà che deve ancora conoscere, ma, come lui stesso auspica, “grazie al clima di grande collaborazione presente, si potrà portare avanti un lavoro collegiale che permetterà di continuare un progetto già intrapreso da un corpo docente di qualità, che è stato il principale fautore negli anni passati della crescita della scuola”.
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