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L'omertà della famiglia e il coraggio delle donne; una novità letteraria e una riedizione della casa editrice molfettese La Meridiana Il nuovo romanzo 'Con voce bambina' di Elena Di', autrice e protagonista della storia, è una piacevole scoperta mentre la riedizione di 'Nonostante la paura', di Michela Buscemi, una conferma
30 ottobre 2010

MOLFETTA - Due romanzi della casa editrice La Meridiana, uno nuovo e una riedizione, trattano dell’omertà della famiglia e del coraggio delle donne, due temi correlati tra loro che mettono quasi a confronto gli elaborati delle due scrittrici. Il primo, ‘Con voce bambina’, di Elena Di’, autrice e protagonista della storia, trova nelle parole di Elena Buccoliero una introduzione esaustiva mentre la riedizione del secondo manufatto, "Nonostante la paura" di Michela Buscemi, ha nella prefazione di don Luigi Ciotti il perfetto approccio alla scoperta della storia.
La Buccoliero chiarisce che Elena Di' è la protagonista del romanzo ed anche un nome di fantasia che nasconde una bambina, ormai donna, cresciuta nella paura di un padre violento.
«Ci sono bambini che nascono in situazioni estreme di povertà, di sopraffazione, di violenza fisica o sessuale. L’urgenza di tirarli fuori da quelle miserie è un dato certo, sebbene sul come farlo si scontino insufficienze e discordanze».
Con queste parole la dott.sa Buccoliero introduce il libro. L’autrice ha scelto di raccontare la sua vicenda con lo sguardo da bambina per cercare di spiegare, da adulta, gli stati d’animo e i pensieri di chi, come lei, ha vissuto in un clima quotidiano di vergogna mascherato dietro la parvenza di una certa normalità.
In questo diario postumo, scritto volutamente al presente – perché in questa dimensione temporale ciascuno può ritrovare se stesso, ciò che è stato e ciò che è – l’autrice cerca di fare i conti con la stessa bambina e con gli stati d’animo con cui ha vissuto quelle esperienze.
In lei col tempo si sono innescati meccanismi di rimozione, ma la memoria emotiva è sopravvissuta come i “segreti buoni” che salvano: la complicità tra madre e figli, fatta di silenzi per non innescare la rabbia del genitore violento. “Con voce bambina” si guarda alla violenza domestica assumendo il punto di vista dei più piccoli. Nella narrazione la parola bambina risveglia altre piccole voci che sono le nostre, apre uno spazio d’ascolto che ha i contorni della nostra infanzia e ci ricorda che cos’è, per quell’età, il dolore, la paura, la speranza, la solitudine.
Riguardo alla riedizione di ‘Nonostante la paura’ sono invece le parole di don Ciotti a calare il lettore nella giusta atmosfera.
«Questo libro non vuol essere un’arma di ripicca o di vendetta – precisa l’autrice - verso la mia famiglia originaria, ma un messaggio rivolto soprattutto a quanti subiscono violenze da parte di genitori, parenti o altre persone, affinché non restino inerti, ma trovino il coraggio di ribellarsi».
La scrittrice è protagonista di un testo rieditato a 10 anni dalla prima uscita.
Palermitana, ‘donna di coraggio’ come scrive don Ciotti, è vittima degli abusi del padre e della violenza della mafia.
Una paura doppia, rotta dal suo coraggio di uscire dai legami familiari malati e corrotti.
Due famiglie che fondano sul silenzio e sull’omertà la loro unità.
Michela invece parla, denuncia, va in tribunale costituendosi parte civile al primo maxiprocesso contro la mafia.
E’ la sua storia di donna siciliana fiera e libera che con la mafia ha fatto i conti a caro prezzo,  denunciandola, nella paura di nuovi attentati.
Nella premessa al testo Maria Maniscalco, già sindaco di San Giuseppe Jato (Palermo), ammette che ‘Ognuno di noi nasce tante volte nella vita. Michela è nata con la scelta di costituirsi parte civile nel primo maxi processo […]. Lo straordinario della sua storia è lo sforzo di non dimenticarsi mai come persona e come donna. Ne viene fuori una grande dignità che investe tutto il suo comportamento, i suoi gesti, le sue parole’.

Autore: Q
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