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Insegnanti in “Alleanza scolastica” e con Pietro Pansini nel 1904
15 aprile 2012

Nel settembre 1903, nei Congressi di Napoli della Unione Magistrale Nazionale (UMN) e di Cremona della Federazione Nazionale Insegnanti di Scuole Medie (FNISM), si arrivò a una Alleanza Scolastica tra le due organizzazioni professionali, con un programma di azione comune, che vide Gaetano Salvemini tra i primi e più attivi sostenitori in seno alla FNISM (v. G. Salvemini, Carteggio 1903 – 1906, p. 126 – 127). Nei mesi seguenti la stessa “Alleanza” si ebbe anche tra le sezioni cittadine delle due Associazioni dei maestri e dei professori. A Molfetta, dove la Sezione UMN fu costituita con la istituzione della Società Magistrale, a fine gennaio 1904 (v. Quindici, aprile 2011, p. 22 – 23), e la Sezione FNISM con la nascita, il 24 aprile seguente, della Associazione delle scuole medie (v. Quindici, febbraio 2012, p. 22), l’Alleanza Scolastica fu istituita con lo Statuto d’Alleanza, approvato nell’Assemblea del 21 luglio successivo degli insegnanti medi. Le due Associazioni alleate adottarono il seguente Programma: – riforma didattica generale di ogni ordine di scuole, – elevazione immediata degli insegnanti primari e secondari a quello stato economico ed a quella dignità che ad essi riconosceva ogni altro governo civile, – incremento della cultura cittadina, e di ogni istituzione locale di beneficenza, che avesse vero rapporto con la scuola, – e, tra l’altro, dare un sostegno vigile e forte a quegli uomini pubblici ed a quei partiti dai quali la scuola e gli insegnanti potevano sicuramente attendere il più valido appoggio (v. FNISM Sezione di Molfetta, Deliberazioni della Assemblea dei Soci (maggio – luglio 1904), Rovereto 1904 , p. 15). Un uomo pubblico che appoggiò politicamente in quell’anno le due Associazioni fu l’on. Pietro Pansini, repubblicano, deputato del Collegio elettorale di Molfetta, Presidente onorario, tra l’altro, della stessa Sezione FNISM. Egli, nel mese di febbraio, partecipò al Comizio Pro Schola organizzato da un Comitato cittadino, presieduto dal Direttore didattico Saverio de Candia, presidente anche della Sezione UMN, per discutere pubblicamente la legge sui Provvedimenti per la scuola e per i maestri, che il Ministro della P.I. Vittorio Emanuele Orlando aveva allora presentato alla Camera (v. Quindici, 2011 cit.). In quella circostanza il Pansini svolse “ampiamente il tema importante della scuola e della necessità di migliorare le sorti dei professori (…) meritevoli – disse – di essere chiamati apostoli della civiltà”. Ai vari rappresentanti delle scuole e degli insegnanti intervenuti, egli rispose a tutti che si sarebbe trovato “sempre pronto per ogni causa giusta e civile, senza giammai venir meno alla sua fede ed al suo carattere” (v. Corriere delle Puglie (=CdP), 1 marzo 1904, p. 2). A lui infine fu dato l’incarico di portare al Ministro Orlando l’ordine del giorno votato in quell’Assemblea, che auspicava tra l’altro: - fosse fatto obbligo di istituire scuole serali, festive e complementari in quei comuni dove la scuola era limitata alla terza classe e dove gli alunni non potevano frequentare regolarmente le scuole diurne; - per nessun caso e nessuna ragione fossero affidate ad uno stesso maestro due scuole diurne, anche con orario ridotto e distinto; - la refezione scolastica diventasse funzione comunale; - fossero aumentati proporzionalmente gli stipendi di tutti i maestri, partendo da un minimum di mille lire; - fossero equiparati gli stipendi delle maestre a quelli dei maestri (v. CdP, 2 marzo 1904, p. 2). Il successivo 24 giugno, poi, il Pansini votò a favore dei professori, quando il socialista Savino Varazzani presentò alla Camera un o.d.g. col quale si incitava il Governo a presentare entro il 31 dicembre 1904 un disegno di legge il quale, senza attendere una generale riforma didattica, doveva provvedere a migliorare degnamente lo stato economico degli insegnanti secondari con un adeguato aumento del bilancio della P.I., congiunto con una razionale perequazione del lavoro. All’appello nominale che ne seguì, la mozione fu approvata soltanto da 51 deputati dell’Estrema Sinistra, tra i quali, “solo tra i de-putati pugliesi”, ci fu, appunto, l’on. Pansini, che parlò e votò conformemente ai deliberati della Sezione di Molfetta, il cui presidente Casimiro Adami, proprio in ordine specialmente alla perequazione del lavoro nella scuola classica, aveva elaborato un progetto di riforma, che fu adottato dalla Associazione (v. Deliberazioni cit., p. 16 - 19). Questa, poi, nell’Assemblea del 27 giugno, votò “un biasimo severo a tutti quegli amici della scuola che nella seduta della Camera risposero no” all’o.d.g. Varazzani, e inviò “un plauso vivissimo a tutti quelli che risposero si”, oltre a una lettera di ringraziamento e di plauso all’on. Varazzani, ed una corrispondenza alla “Corrente”, in onore dell’on. Pansini (v. Deliberazioni cit., p. 14). Particolarmente interessato al votazione dell’o.d.g. Varazzani fu Gaetano Salvemini, autore in realtà di quella mozione da lui affidata a Leonida Bissolati, al quale però – come lo stesso scrisse a Salvemini il 23 giugno – il suo Gruppo parlamentare aveva imposto di parlare sul bilancio guerra, esentandolo dallo svolgere l’o.d.g. sulla questione degli insegnati, “e io – dice Bissolati a Salvemini – fui lieto di consegnare tutte le armi al bravo Varazzani dal quale il tuo o.d.g. sarà svolto nella traccia tua, anche nel chiedere l’appello nominale (v. Salvemini, Carteggio cit.). Con quest’appello Salvemini intendeva conoscere “amici e nemici” come piattaforma per il Congresso Federale di Roma (che si svolse dal 28 settembre al 1° ottobre) dove si sarebbe deciso tra l’altro la tattica della FNISM nelle elezioni politiche previste da lì a poco, e al quale Congresso la Sezione di Molfetta nominò delegato il suo Presidente Adami e supplente il segretario Antonio Pansini (v. Deliberazioni cit., p. 24). Pubblicato il 19 ottobre, il decreto di scioglimento delle Camere, con le elezioni generali indette per il 6 novembre, Gaetano Salvemini, per difendere le scelte politiche della FNISM, tenne il 23 ottobre a Milano, al comizio organizzato dalla locale “Alleanza Scolastica” (v. Salvemini Carteggio cit. p. 332 – 333) un discorso su La scuola media e la democrazia (ora in Opere V, p. 195 – 216), nel quale non mancò di soffermarsi ancora sulla mozione Varazzani. Quando, il 2 novembre, fu pubblicato il resoconto stenografico sull’organo della Associazione degli insegnanti medi di Milano, egli inviò copia del giornale a Francesco Picca, il quale, nel rispondergli il 19 seguente, scrive che: a Molfetta, “quanti han letto La Corrente riportante il tuo discorso, non potevano fare a meno di ammirar(lo); (e) quelli del Cavone (circolo monarchico), (che) han detto che non c’era nulla di nuovo, di straordinario, (…) han dovuto rilevare gli applausi e le ovazioni e tanto basta” (lettera inedita in Archivio G. Salvemini, Firenze). Intanto, in vista delle elezioni politiche, a Molfetta, dove era candidato l’on. Pansini, la Società Magistrale, per omaggio “a colui che aveva patrocinato un pubblico Comizio Pro Schola, combattuto dai nemici della scuola e dei maestri, e che strenuamente aveva sempre difeso al Parlamento la sorte degl’insegnati primari, sebbene per l’art. 5 dello Statuto (approvato il 28 gennaio 1904 e pubblicato dalla Tip. Garibaldi, per la cui copertina e per la pagina dell’Alleanza, qui riprodotte, si ringrazia la Biblioteca Comunale “G. Panunzio” di Molfetta), non si asserviva a verun partito o colore politico, nell’Assemblea del giorno 29 ottobre deliberava all’unanimità di propugnare validamente la candidatura dell’on. Pietro Pansini” (v. La Falange Pro Pansini, 30 ottobre 1904, p. 4). La stessa Società, il giorno dopo, parteciperà con alcuni suoi rappresentanti alla festa per la inaugurazione della bandiera sociale della locale Lega degli Ortolani, “sorta or son tre anni – scrive “La Falange”, 1 novembre 1904 – ad iniziativa del cittadino Modugno”, e di cui era Presidente onorario Pietro Pansini. «La Lega - continua “La Falange” in Una nuova Bandiera -, accompagnata dalle Società Lavoratori di piazza e Muratori con bandiere e dai rappresentanti (anche) delle Società di Mutuo Soccorso, Lavoratori del Mare e Fornai, mosse alla chiesa dell’Immacolata, ove il parroco (Nicola) Samarelli disse calde parole di circostanza, (e) sulla gradinata il Cons. Prov. Gioacchino Poli ebbe slanci d’oratoria al nostro rappresentante Pietro Pansini. Ritornato il corteo alla sede sociale», fu letto «un indirizzo di simpatia ai Soci e di lode al solerte Direttore prof. Mauro Modugno» dal «cittadino Mauro Poli», vice segretario dell’Associazione Magistrale, un Consigliere della quale era Mauro Luigi Modugno.

Autore: Pasquale Minervini
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