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Incontro martedì a Bari: “La Scuola dice NO” al Referendum Sulla Terrazza del Fortino “S. Antonio” alle 19,30
17 giugno 2006

BARI - Martedi' 20, alle 19.30, sulla Terrazza del Fortino “S. Antonio”, a Bari, avrà luogo un incontro organizzato dall'Associazione “Per la Scuola della Repubblica” e dalla CGIL, dal titolo “La Scuola dice NO” al referendum del 25 e 26 giugno. Interverranno il prof. Gianni Garofalo (ordinario di Diritto all'Università di Bari), l'on. Alba Sasso e l'on. Pietro Folena (presidente della Commissione Cultura e Istruzione della Camera dei Deputati). La revisione dell'equilibrio fra il cosiddetto “potere centrale” e “potere locale”, nota comunemente come devolution o devoluzione, intende trasferire poteri, oneri, funzioni dallo Stato alle realtà periferiche, allo scopo, si dice, di favorire un miglioramento delle prestazioni dei servizi pubblici erogati ai cittadini. In realtà, si tratta di un provvedimento che contribuirà a rendere ancora più diviso il Paese, con la conseguente crescita del divario tra il benessere economico e sociale del Nord e quello, nettamente inferiore, del Sud. Infatti, il sollevamento dello Stato dalle competenze in tema di assistenza e organizzazione sanitaria, nonché di organizzazione scolastica, con la possibilità da parte della Regione di poter definire anche i programmi scolastici e formativi, si fonda sul presupposto che saranno le Regioni o le autorità periferiche a dover sovvenzionare economicamente quei servizi per garantirli ai loro cittadini. In un paese economicamente non uniforme, con evidenti differenze territoriali, la devoluzione promossa dal centrodestra si tradurrà in una differenziazione ancora più marcata di questi "due mondi": un Nord più ricco che sarà capace di garantire un buon livello di assistenza sanitaria o scolastica ed un Sud ridotto a fanalino di coda. In particolare, in tema di scuola, l'art. 39 della riforma costituzionale approvata nella scorsa legislatura dalla maggioranza di centrodestra, recante “Modifiche all'art. 117 della Costituzione”, recita: “Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie... (omissis) …b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche; c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione”. Ciò significa che, se passasse il SI' al referendum del 25 e 26 giugno: 1) ogni Regione potrebbe emanare proprie leggi in materia di modelli organizzativi, di organizzazione e gestione del personale scolastico; 2) l'istruzione perderebbe il carattere nazionale per diventare un “servizio” organizzato e gestito sulla base di esigenze localistiche ; 3) l'autonomia scolastica, in un simile contesto, uscirebbe ulteriormente mortificata.
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