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“Il sindaco perseguita i cittadini” INTERVENTO Il segretario dei Ds, Mino Salvemini
15 ottobre 2004

Sul problema della trasformazione in proprietà degli alloggi realizzati su suoli concessi in diritto di superficie riceviamo e pubblichiamo un intervento del segretario cittadino dei Democratici di sinistra, avv. Mino Salvemini. Le modalità con cui il sindaco e la sua giunta hanno deciso di concedere in proprietà i terreni che furono al tempo assegnati solo in diritto di superficie per la costruzione di palazzi in cooperativa, a coloro che ne facciano richiesta, sono giudicate dai “Democratici di sinistra” di Molfetta persecutorie nei confronti di coloro che allora acquistarono, spesso a prezzo di pesanti sacrifici queste case, oltre che illegittime. Persecutorie perché i prezzi richiesti sono assurdamente più alti di quelli stabiliti per i suoli della nuova 167. Sì, perché si assiste a questo fenomeno, che chi ha comprato un appartamento 20 o 30 anni fa si trova a dover pagare un importo di esproprio dei terreni notevolmente maggiore di quello chiesto attualmente. Un prezzo ingiusto che riviene dal fatto che sui cittadini viene scaricato il costo dei contenziosi chiusi con i grandi proprietari terrieri molfettesi, oltre agli errori degli amministratori degli anni Ottanta. La trasformazione del diritto di superficie in proprietà dei terreni è regolata dalla legge n. 448 del 1998, per cui (art. 48) i proprietari di alloggi compresi nelle aree di 167 debbono pagare i terreni con un costo determinato dall'Ufficio Tecnico in misura pari al 60% del prezzo d'esproprio, calcolato secondo legge, al netto delle somme aggiornate a suo tempo già pagate al momento dell'assegnazione. Il costo delle aree, così determinato, non può essere superiore al prezzo oggi richiesto dal Comune per l'assegnazione delle aree in proprietà nei nuovi piani di zona, art. 51 e 167, previsti dal P.R.G.C. in attuazione. Quello che invece è accaduto. Dati questi presupposti, la maggioranza dell'amministrazione di Tommaso Minervini ha applicato la legge n. 448/98 sul territorio comunale con criteri incomprensibili, lacunosi, vessatori ed illegittimi. Incomprensibile è il criterio con cui è stato calcolato il costo delle aree a suo tempo assegnate alle cooperative edilizie. Al punto tale che palazzi che fanno parte dello stesso Piano di Zona, scoprono di possedere aree che hanno valori diversificati l'una dall'altra (da un minimo di 68,00 a un massimo 160,00 euro per mq., oltre i costi tecnici e amministrativi per le nuove convenzioni). Lacunosa è l'esposizione analitica delle spese che determinano il valore delle aree da acquisire in proprietà e, pertanto, è d'incerta lettura e di difficile controllo la verifica delle spese sostenute dal Comune per la chiusura dei contenziosi con i proprietari a suo tempo espropriati. Vessatorio è il conguaglio richiesto a tutti i soci assegnatari di suoli compresi nei Piani di Zona 167 poiché, i maggiori costi sopportati per chiudere i contenziosi giudiziari, sono scaricati anche sui proprietari d'alloggi che non intendono aderire alla trasformazione del diritto di superficie in proprietà. Illegittimo perché il valore dei suoli richiesto a conguaglio supera il prezzo d'esproprio delle aree che si stanno oggi assegnando in proprietà nei Comparti dell'art. 51 e della 167 del P.R.G.C. (in media Euro 56,6 a mq., comprensive delle spese di convenzione e al netto dell'IVA). Tutto questo è palesemente in contrasto non solo con il citato art. 48 della L. 448/98, ma anche con una recente sentenza del TAR Puglia che ha dichiarato illegittimo scaricare sempre e comunque sugli assegnatari tutti i costi e le maggiori spese sostenute dai Comuni nel corso delle procedure espropriative. Per una corretta e trasparente applicazione dell'art. 31 della L. 488/98 i “Democratici di Sinistra” ritengono indispensabile: Sospendere l'applicazione della delibera di C. C. n. 16/2004 e modificarla assumendo criteri più equi che prevedano: - in caso di non adesione alla trasformazione in proprietà del diritto di superficie, i proprietari d'alloggi dovrebbero, se e in quanto dovuto, pagare soltanto il conguaglio del costo del suolo valutato secondo le procedure espropriative previste dalla legge senza ulteriori aggravi di costi, a cominciare da quelli determinati da procedure illegittime, i cui costi debbono gravare sugli amministratori che hanno sbagliato, secondo i parametri della responsabilità per danno erariale; - in caso d'adesione volontaria alla trasformazione il costo del suolo non dovrà essere superiore alla media del valore attualmente pagato dagli assegnatari in proprietà nelle nuove zone d'espansione; - fissare un equo limite per il versamento dell'acconto a conguaglio e rateizzare la restante somma a saldo senza incidere vessatoriamente sui già magri bilanci familiari. Mino Salvemini Segretario cittadino dei “Democratici di sinistra”
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