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Il SerMolfetta ha festeggiato i suoi primi 23 anni Conferenza-spettacolo all'Odeon sul tema della sicurezza stradale
06 ottobre 2008

MOLFETTA -Può un tema forte ed aspro come quello della sicurezza stradale essere “teatralizzato” e diventare spettacolo dolente e divertente all'interno di un progetto educativo-formativo rivolto ad enti, istituzioni, famiglie ma soprattutto ai giovani, vittime principali dei numerosi incidenti che proprio sulle strade ogni giorno si consumano? E può tale spettacolo far sorridere, ridere, commuovere, riflettere, ricordare, in un crescendo di emozioni che avvincono, turbano e di sicuro lasciano un segno anche quando poi si va via, si torna a casa e di nuovo si torna a correre sulla strada con qualunque mezzo, per qualunque ragione, a qualunque velocità? Sembrerebbe di sì a giudicare dai silenzi densi, dagli applausi scroscianti, dall'atmosfera altamente partecipativa con cui il lavoro è stato seguito dagli studenti delle scuole superiori accompagnati dai loro insegnanti e dai rappresentanti delle istituzioni e degli enti locali intervenuti al dibattito-incontro sulla sicurezza stradale svoltosi sabato 4ottobre presso il cineteatro Odeon di Molfetta in occasione del Sermolfetta Day 2008. Il progetto, denominato Katedromos ed ideato dall'ing.Leonardo Indiveri, consulente del Ministero dei Trasporti, utilizzando attrezzature e sistemi multimediali all'avanguardia che dosano e mixano sapientemente effetti sonori, filmati e spot riguardanti incidenti stradali di ogni tipo, segue precise e sofisticate strategie di comunicazione studiate ed attuate per poter trasmettere efficacemente messaggi di maggiore autocontrollo e maggiore consapevolezza a tutti i guidatori, potenziali e futuri. Alternando momenti di euforia e pura comicità ad altri di profonda commozione e riflessione, esso ha toccato rapidamente i vari aspetti del problema (principali cause degli incidenti, fattori di rischio che rendono pericolosa la guida, importanza delle misure di sicurezza come caschi integrali omologati e cinture di sicurezza, ecc) che viene spesso dibattuto ma forse non sempre in maniera adeguata dagli organi di stampa i quali, il più delle volte, si limitano ad enfatizzare il carattere emergenziale e cronachistico della questione senza svolgere un ruolo propositivo e realmente attivo a riguardo. Di sicuro lo spettacolo ha contribuito a dare maggiore rilievo e spessore, connotandolo come evento sociale, al 23° compleanno del Sermolfetta, associazione di pubblica assistenza nata il 27 settembre del 1985 per volontà di alcuni radioamatori locali, che opera nel settore socio-sanitario e presta servizio di ambulanza, assistenza a manifestazioni, accompagnamento ad anziani e disabili espletando dal 2002 anche il servizio di 118. Le iniziative varate nel corso degli anni e tese inizialmente soprattutto alla raccolta fondi ed all'autofinanziamento, si sono arricchite di significati culturali e sociali tanto che nella scorsa edizione del SerMolfetta si dissertò sul tema della legalità anch'esso fortemente sentito a livello locale e si istitui un premio che quest'anno è andato al personale medico e paramedico del Pronto Soccorso dell'ospedale Don Tonino Bello. Questo perché, in genere, gli operatori del pronto soccorso, insieme alle forze dell'ordine, sono i primi a doversi fare carico, con tempestività e professionalità estreme, delle numerose vittime dei disastri stradali e a gestire anche gli aspetti psicologici di un problema gravissimo che solo in Italia provoca ogni anno circa 8.000 decessi, 170.000 ricoveri ospedalieri e 600.000 prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero. Le lesioni riportate rappresentano elevati costi sociali per l'assistenza e la riabilitazione, anche da qui la necessità di coinvolgere tutti gli organismi implicati come enti locali, associazioni, famiglie, scuole ed autoscuole in azioni sinergiche di prevenzione e correzione per lo sviluppo di una cultura della guida corretta, sicura e consapevole che fa ancora fatica a diffondersi nonostante se ne faccia un gran parlare a livello europeo e non solo. Proprio il coinvolgimento di tutti gli “attori”che compaiono nella rappresentazione metaforica del tema è il principale obiettivo che si pone “Progetto Katedromos, il Catechismo della Strada”, il quale utilizzando la formula del workshop interattivo della durata di circa 75 minuti ed adottando moduli didattici adeguati alle fasce d'età cui si rivolge ( per i più piccoli poesie, musiche e giochi; per i più grandi filmati, diapositive e foto) riesce a catturare l'attenzione di tutti i presenti predisponendoli, con una comunicazione viva ed efficace, alla ricezione del messaggio sui comportamenti responsabili da assumere quando si guida”. In realtà sul palco dell'Odeon, nella suggestione provocata da musiche ( le voci di Caparezza, Vasco Rossi e Alex Baroni, quest'ultimo scomparso proprio a causa di un incidente in moto, hanno letteralmente mandato in visibilio ragazzi ed adulti) sono saliti un po' tutti e tutti hanno trasmesso il loro personale pensiero non solo ai giovani ma a chiunque si pone alla guida di ogni tipo di veicolo, magari dopo aver bevuto o fatto uso di droghe, soprattutto di quelli la cui potenza viene continuamente ed erroneamente decantata in spot e messaggi pubblicitari, su strade spesso a rischio, carenti di segnaletica ed infrastrutture adeguate, non sempre progettate secondo canoni di provata sicurezza, in ore in cui l'efficienza fisica e mentale non sono proprio al massimo. Non dimentichiamo che, grazie ad alcune ricerche scientifiche, si ritiene che il 60% degli incidenti sia dovuto a fattori umani, il 30% a fattori ambientali ed il 10% a cause legate ai veicoli. Tra i fattori umani ci sono l'aggressività ed il disadattamento, appunto l'uso di alcool, droghe e farmaci, malattie ( epilessia, diabete, problemi di vista, malattie cardiovascolari), stress ed affaticamento. I comportamenti scorretti sono dati soprattutto dall' eccesso di velocità, dalla guida distratta e pericolosa, dal mancato rispetto della precedenza e della distanza di sicurezza. Riportiamo, in sintesi, le dichiarazioni di tutti coloro che hanno partecipato al convegno, alcuni dei quali sono stati da noi intervistati. Salvatore Del Vecchio, presidente del SerMolfetta : “ Festeggiamo il nostro compleanno in un momento di estremo dolore per la nostra città segnata dalla morte di otto vittime di incidenti stradali nei mesi di luglio ed agosto ma siamo convinti che spiegare ai giovani i rischi della strada sia il modo migliore per prevenirli. Faccio un appello anche ai gestori di pub e locali pubblici che molto possono fare in questo senso, soprattutto ora che in bar, ristoranti e discoteche vanno esposte, per legge, le “tabelle antisbronza” su cui è riportata la quantità massima di vino, birra e drink vari che è possibile consumare per guidare sobri. Ognuno deve fare la sua parte, anche le famiglie, in questo che è un problema di tutti”. Cap.Dott. M.G. Gadaleta, comandante della Polizia Municipale di Molfetta: “ Quello della sicurezza stradale non deve essere solo un problema emotivo legato a questo periodo. Pensiamo ai numerosi incidenti di cui nessuno parla e che non fanno notizia ma mietono lo stesso vittime tra pedoni, ciclisti, anche nelle città stesse. Dall'inizio dell'anno la Polizia Municipale ha accertato 300 incidenti di cui si sa poco o niente. L'esperienza di 25 anni mi insegna che sono molti i fattori in gioco e da analizzare. Perciò diciamo ai giovani: Mettiamoci la testa.”. Dott. Antonio Taranto, psichiatra e direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche, SerT di Molfetta: “ Alcool e droghe esaltano e potenziano sensazioni e sentimenti che sono naturali e quasi fisiologici nei giovani come l'onnipotenza, l'emulazione, la trasgressione, la sperimentazione, dunque, in un certo senso, oserei dire che è quasi normale il senso di sfida con cui essi affrontano e vivono la guida ma anche altri aspetti della vita in genere. La nostra generazione è riuscita a sopravvivere ai disastri della strada ma ora ci tocca, come genitori, vivere l'angoscia dell'attesa dei nostri figli quando sono fuori. Dobbiamo anche riconoscere che l'ambivalenza dei messaggi che in ogni modo trasmettiamo loro non li aiuta certo ad adottare comportamenti seri e responsabili. Non credo che le tabelle dei tassi alcolemici obbligatorie dal 23 settembre saranno di grosso aiuto perché sono orientative ( le reazioni dell'organismo all'alcool sono individuali) e poi, francamente, mi pare siano illeggibili.” Dott. Mimmo Corrieri, assessore all'Annona e Polizia Municipale: “ Questo clima da stadio e di grande entusiasmo non deve farci dimenticare il vero motivo per cui siamo qui. La cultura della sicurezza stradale si può realizzare solo con azioni preventive ed educative che devono cominciare già nelle scuole elementari. Gli organi di comunicazione, come stampa e televisione, dovrebbero sensibilizzare ed informare più che indugiare sulla cronaca in maniera morbosa e speculativa.” Dott.ssa Annalisa Altomare, direttore sanitario Ospedale Don Tonino Bello: “ Mi rivolgo a tutti i ragazzi presenti e non, pregandoli quasi in ginocchio, di imparare ad essere se stessi e di darsi la possibilità di vivere. Il gusto della vita deve essere capito in tempo, assaporato ed assimilato senza, per forza, mettersi alla prova per dimostrare chissà cosa e chissà a chi. Il valore della vita è indiscutibile, occorre capirlo in tempo.” Durante la manifestazione i rappresentanti della polizia stradale hanno simulato una rilevazione di alcool con l'etilometro e sono state anche ascoltate testimonianze di ragazzi vittime di incidenti stradali che, grazie allo sport, hanno potuto riprendersi fisicamente e psicologicamente e continuare a vivere.
Autore: Beatrice De Gennaro
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