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Il liceo di Molfetta con Sergio Panunzio alunno di Pantaleo Carabellese
15 novembre 2010

Nel settembre 1900 la nuova amministrazione comunale, uscita dalle elezioni del 26 agosto, trasferì il liceo ginnasio dall’edificio in via Umberto nei locali del Seminario vescovile, dove nel luglio 1901 conseguì la licenza di quinta ginnasiale lo studente Sergio Panunzio (v. in Archivio Diocesano di Molfetta (=ADM), Seminario, fasc. 391, Tabella degli esami). Nato a Molfetta il 20 luglio 1886, in via Rattazzi, attuale n.c. 47, dove nacque (29.7.1889) anche il fratello Giacinto (v. in ADM, Stato delle anime della parrocchia di San Gennaro di quegli anni), entrambi poi battezzati nella vicina chiesa dei Cappuccini (come dai Libri dei Nati di San Gennaro, in ADM). Sergio Panunzio nel 1901, quando anche il fratello era studente ginnasiale (di 3ª), abitava con la famiglia paterna orfana della madre (morta nel 1898), in vico II piazza Garibaldi, 10 (come dallo Stato delle anime della Cattedrale, in ADM), sul lato a mare del palazzo Cappelluti (demolito nel 1963). Il 2 giugno di quell’anno, nella stessa piazza, per l’anniversario della morte di Garibaldi, lo zio materno di Sergio, Gioacchino Poli, “disse elevate parole” innanzi al monumento dell’Eroe (v. Corriere delle Puglie, CdP, 4 giugno1901) (il monumento fu poi trasferito nel 1928 in piazza Effrem), come pure tenne un discorso per l’occasione il giovane Panunzio, allora socialista, con “parole entusiaste e di forte impronta letteraria”, che “possono essere considerate un primo significativo scampolo” di quella che sarà con l’andare degli anni la sua “oratoria impetuosa e ricca di comunicativa”: «Compagni, siete accorsi al grido di libertà, al grido di giustizia; io vi veggo qui ora; ma quanti sono i vostri volti, i vostri sguardi diversi fra loro; in alcuni c’è un forte entusiasmo, in alcuni poi una terribile indifferenza; in alcuni non si può frenare il grido di luce e di libertà (…)». (v. Susanna Nistri De Angelis, Sergio Panunzio, Firenze 1990, p. 29). All’inizio del nuovo anno scolastico, 1901-1902, l’istituto classico ritornò nella sua sede in via Umberto, dove Sergio Panunzio fu “fiero – mi scrive il figlio Vito in una lettera del 16 gennaio 1980 – di avere ricevuto le primissime nozioni di filosofia […] dal suo più attempato e poi illustre concittadino Pantaleo Carabellese, che ebbe il suo primo incarico di insegnante (forse come supplente, appena laureato) nella sua città natale”. A Molfetta, dove nacque il 6 luglio 1877, Pantaleo Carabellese insegnò infatti dall’a.s. 1901-1902, appena laureatosi in lettere a Napoli, dove aveva frequentato anche i corsi di filosofia di Filippo Masci, che lo introdussero allo studio di Kant (v. Michele Del Vescovo, P. Carabellese, Mezzina, Molfetta 1977). Come professore di filosofia del liceo egli tenne anche ( il 28 maggio 1902), una conferenza per la “Dante Alighieri” sulla Teoria della educazione secondo Herbert Spencer (v. CdP del 20 maggio 1902, cit. in “Quindici” di luglio-agosto 2009). Iniziato a quegli studi da Giovanni Panunzio, suo maestro nel Seminario vescovile di Molfetta, Carabellese si iscrisse poi alla Facoltà di Filosofia di Roma durante l’anno scolastico 1902-1903, quando ebbe in Sergio Panunzio “un alunno fuori del comune” al liceo di Molfetta (S. Nistri De Angelis cit. pp. 25-26), allora in corso di regificazione ( v. in “Quindici” luglio-agosto 2010, pp 22-23). Nel febbraio del 1903, infatti l’onorevole Nicola Melodia di Altamura, vecchio discepolo del preside di Giovanni Panunzio, presentò al Senato la relazione per la conversione in governativo del liceo ginnasio pareggiato di Molfetta, in cui diceva: “La rappresentanza comunale di Molfetta antica e tradizionale sede di ottimi studi classici, svoltisi sotto le diverse forme che le condizioni dei tempi rendevano possibili, ha chiesto che il suo liceo ginnasio, già pareggiato, sia reso governativo, obbligandosi a versare nell’erario dello Stato un contributo annuo, equivalente all’onere che per tale conversione viene a cadere sul bilancio nazionale. “Il governo, persuaso che questo provvedimento sarà per essere certamente di notevole vantaggio ai buoni studi, assicurando a quell’istituto un indirizzo modernamente civile, pur non arrecando alcun aggravio al bilancio dello Stato, ha accolto favorevolmente la domanda del comune di Molfetta ed ha presentato l’attuale disegno di legge, già approvato dall’altro ramo del Parlamento. “Differenze di tendenze e di opinioni, antiche abitudini spesso difficilissime a troncarsi, hanno suscitato in Molfetta a proposito dell’amministrazione e dell’indirizzo educativo di quell’istituto gare locali che in alcuni momenti con meridionale veridicità hanno assunto proporzioni esagerate. “L’avocare allo Stato l’amministrazione e la direzione di quel liceo ginnasio oltre alle ragioni d’ordine scolastico si raccomanda anche per raggiungere lo scopo di rendere la concordia e la quiete a quella nobile ed industre città, popolata da oltre 40.000 abitanti. “Per queste ragioni il vostro Ufficio centrale uniformandosi al voto espresso in tutti gli uffici del Senato ad unanimità vi propone di approvare questo disegno di legge”. (in CdP, 15 febbraio 1903). Sempre a tal riguardo, il 23 marzo seguente, dal suo luogo di lavoro in Napoli, l’onorevole Pietro Pansini scriveva al sindaco di Molfetta, Francesco Picca: “Mi affretto di rispondervi all’ultima cortese vostra lettera e credo che convenga spedire al Ministero della P(ubblica) I(struzione) l’elenco dell’intero personale del nostro liceo ginnasio, dal preside ai bidelli, che dovranno passare all’organico governativo. Nella nota di spedizione voi mostratevi sicuro di tale passaggio come di un fatto deciso fra me e il Ministero innanzi che la legge fosse proposta, così come fu praticato per i precedenti ginnasi e licei pareggiati convertiti in governativi. Nell’elenco segnate come secondo bidello il Luigi de Gioia fu Gaetano e dite, se credete, che il personale insegnante merita tale passaggio. Converrà pure chiedere al Ministero il modo da tenere per garantire allo Stato il contributo del Municipio. Al resto nulla tra- Il liceo di Molfetta con Sergio Panunzio alunno di Pantaleo Carabellese di Pasquale Minervini Centro Studi Molfettesi L’ISOL A DELL E STOR IE Via G. Salepico, 47 MOLFETTA http://ilghignolibreria.spaces.live.com la tua libreria Sergio Panunzio T U R A 23 15 novembre 2010 scurerò io”(da una copia allegata a una lettera inedita di Francesco Picca a Gaetano Salvemini, del 13 luglio 1907, già in “Quindici” n. 7-8, 2010 cit.). Nel mese di aprile la Gazzetta Ufficiale pubblicò il decreto con cui veniva promulgata la legge relativa alla conversione in governativo del liceo di Molfetta (v. CdP, 27 aprile 1903), in seguito alla quale arrivò in città una commissione per l’ispezione dell’istituto. Il 17 giugno, l’onorevole Pansini scriveva da Roma ai suoi amici di Molfetta: “Come commissari per gli esami restano i professori venuti per la ispezione e saranno pagati dal Ministero per tutta l’opera loro, ispezione ed esami. Ho fatto però telegrafare da Nasi di spedire subito a lui, prima degli esami, la relazione per affrettare la pratica dei professori”. (Da una copia allegata alla suddetta del 13 luglio 1907). Gli stessi esami poi, procedettero ‘regolarmente’ - si dice in CdP del 9 luglio - con i commissari Tingani e Montesani preceduti da ottima fama”. A fine settembre, finalmente, il Ministero della P. I. firmò il decreto della regificazione del nostro liceo dal 1° ottobre, mentre gli esami – informava il CdP del 29 settembre 1903 – sarebbero stati dati “innanzi ai professori della sessione di luglio senza l’intervento dei commissari”. All’inizio del nuovo anno scolastico, il preside Giovanni Panunzio scrisse allo stesso Ministero per decidere sulla nomina a professore di Pantaleo Carabellese , in riferimento al quale, il 17 ottobre 1903, il capo divisione alla istruzione secondaria del Ministero della P. I., Vittorio Fiorino, scrisse al sindaco Picca: “Ill.mo Sig. Sindaco, dal Prof. Panunzio ho ricevuto una lettera riguardante la nomina del Prof. Carabellese, la quale non corrisponde alla nostra intesa orale. Premesso che il Carabellese non può essere nominato reggente di classi superiori per la stessa ragione per cui non sono nominati né il Mazzara, né il De Cesare e che le classi del corso superiore sono due, quale deve essere la sorte del Carabellese? La questione va messa così: il Ministero nomina reggenti di classi inferiori i professori Mazzara, De Cesare e Carabellese: quali dei tre sono da preferire per il comando delle classi superiori e quale dovrà passare alle classi inferiori costà o fuori? Prego rispondere telegraficamente. Fiorino”.(Copia allegata alla cit. lettera del 13 luglio 1907, in Archivio G. Salvemini, Firenze, su cui v. l’Inventario della corrispondenza a cura di A. Becherucci, CLUEB, Bologna 2007, p.139). Corrado de Cesare, che era “giovane supplente” del Ginnasio nel 1903, quando aderì alla sezione molfettese della Federazione Nazionale degli Insegnanti di Scuole Medie (FNISM) (v. G. De Gennaro, La città di Salvemini, Mezzina, Molfetta 2000, p. 164-5) e il più anziano (n. il 17. 5. 1838) sac. Giuseppe Mazzara sono iscritti nello Stato Personale a. s. 1903-1904 del Regio Liceo Ginnasio di Molfetta (v. il registro nell’Archivio dell’Istituto). Carabellese, invece, (registrato con la famiglia paterna fino al 1901 in via S. Gennaro, 13; nel 1902-1903 in via Cappuccini (Margherita di Savoia), 75; e nel 1903-1904 in via Ricasoli, 46, come dai relativi registri in Archivio Diocesano), dall’anno scolastico 1903-1904 insegnò nel Ginnasio dell’Aquila (v. M. del Vescovo, Il_curriculum didattico di_P. Carabellese, in “I problemi della scuola”, n. 1/2 1982, p. 184). Nel primo anno scolastico da Istituto governativo (1903—1904), i1 Ginnasio Liceo di Molfetta - secondo una statistica del Ministero della P. I. , pubblicata dal “Corriere delle Puglie” del 10 nov. 1905 (Gli studenti nelle Puglie nell’a. s. 1903-1904) - con 119 studenti(di cui 3 femmine) nelle 5 classi ginnasiali e 79 studenti(tutti maschi) nelle 3 classi liceali, seguiva per numero di alunni l’Istituto di Bari e precedeva quello di Trani. Sergio Panunzio, nello stesso a. s. frequentò la 3ª Liceo, conseguendo la licenza il 26 giugno 1904, dispensato dagli esami in tutte le materie, a firma del Preside Panunzio (v. Registro generale dei voti del Liceo dell’a. s. 1903-1904, per la cui consultazione ringrazio il preside, prof. Giuseppe Cannizzaro). In quell’anno 1904, il professore di lettere Giuseppe Mazzara, che nel 1876 aveva dedicato ai suoi Discepoli un Trattato dell’Elocuzione (Napoli, V. Morano) ripubblicò con l’Editore Vecchi di Trani i Precetti letterari, ricavati dalle opere dei migliori critici moderni per la quarta e la quinta classe ginnasiale (già editi con la stessa Tipografia nel 1899, v. “Catalogo”, in Benedetto Ronchi, Valdemaro Vecchi, Bari 1979, p. 163), in cui, trattando “Dei diversi generi del dire”, “molta parte di questi precetti - annota l’Autore - è ricavata dall’Arte del dire di VITO FORNARI”(n. a Molfetta nel 1821 e m. a Napoli nel 1900). Dopo aver tenuto l’ultima lezione nel gennaio 1905, il Mazzara morì il giorno 25 nella sua casa in corso Umberto, 92. Al suo funerale parteciparono il Preside, i professori e tutti gli alunni del R. Ginnasio Liceo, il cui Vice Preside e insegnante d’Italiano prof. Pinetti Angelo (nativo di Martinengo, in provincia di Bergamo, come dallo Stato personale 1903-04 cit. ) dette “l’ultimo vale” alla sua salma, seguìto dal Pretore Nicola de Frugis, alunno del Mazzara nel Seminario di Conversano (v. CdP del 4 febbraio 1905 e lo Stato delle anime e il Registro dei morti della Parrocchia S. Gennaro e i Battesimi della Cattedrale, in ADM).

Autore: Pasquale Minervini
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