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Il giallo del 'Mercato Minuto Pesce' di Molfetta Come anticipato da "Quindici" la struttura ha aperto al pubblico ma i banchi sono vuoti; mancano certificati indispensabili per rendere operativo il mercato ma il Comune smentisce
08 novembre 2010

MOLFETTA – Come annunciato dal Comune il 'Mercato Minuto Pesce' ha riaperto le porte al pubblico, dimenticandosi però, come Quindici ha fatto notare in esclusiva, che sarebbe mancato l’ingrediente fondamentale: il pesce (come documentato dalla galleria fotografica).
Il motivo è la mancanza del certificato HACCP, il primo passo normativo per il trattamento di alimenti al fine di stabilire misure di controllo per prevenire l'insorgere di problemi igienici e sanitari, e un altro permesso di natura biologica connesso al commercio ittico.
A tale proposito però il Comune smentisce, precisando che la struttura di via Cifariello è fornita di tutte le certificazioni di idoneità igienico-sanitaria - rilasciate dalla Asl - necessarie per la riapertura regolare e vendita al pubblico, al contrario di quanto affermano le nostre fonti.
Ma la nota del Comune non chiarisce, anzi non fa nessun riferimento ai motivi dell'assenza di pesce sui banconi. Un giallo che ormai dura da troppo tempo.
Come previsto dunque piazza aperta, flusso di gente, qualche pescatore dietro al bancone ma nessun prodotto in bella vista.
La dimenticanza, negata da parte dell’amministrazione comunale al riguardo, pone altre domande visto che sembra difficile, ma possibile, si tratti solo di un 'piccolo' errore organizzativo.
Lo sbaglio umano può capitare, anche di queste dimensioni, ma già si vocifera di una mancanza di coesione, all'interno del gruppo di pescatori e commercianti che prenderanno posto nelle postazioni all’interno della struttura, nel volersi stabilire nella nuova sede.
E' solo un'ipotesi infatti l’unica cosa certa al momento, in attesa che il protagonista ovvero il pesce venga finalmente disposto sui banconi, è la mancata trasparenza da parte delle autorità comunali competetenti, che prima annunciano la riapertura con tanto di comunicato stampa, e poi invitano i cittadini ad una ‘mostra senza quadri’, affermando che i presupposti per la vendita ci sono tutti non fornendo però alcuna spiegazione sui banconi vuoti. Perché?

  © Riproduzione riservata
Autore: Q
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L'eliporto per i lillipuziani... è l'emblema! L'emblema del "la legge è uguale per tutti quelli che se la possono permettere" ($$$). Se non si comprende che "l'abusivo"... si contrasta a tutti i livelli; che la legge, non solo non deve ammettere ammettere ignoranza, ma neanche sperequazioni tra figli e figliastri... provocatoriamente (si badi bene...), dico... se l'abusivismo va bene per i lilliput dell'alta casta processionaria... (e per il loro "spettacolare eliporto lillipuziano"), che trasudano inciuci a tutti i livelli, con arricchimenti vari, oltre il confine del lecito... perché non deve valere anche per gli straccioni che si guadagnano il pane per vivere, anzi... sopravvivere. Insomma, provocatoriamente sempre dico, o la legge deve valere per tutti, oppure non deve valere per nessuno... L'eliporto di lilliput sta ancora lì, e lì ci rimarrà... chiaro... come emblema del fatto che la kasta processionaria e massonica, può fare tutto quello che kats gli pare e piace, mentre allo straccione non è consentito sopravvivere... ma questo la gente lo sa perfettamente! Tanto è vero che è consapevole del fatto che oggi, la legge, è soprattutto inflessibile con la Miseria!!! Con i ricchi che ospitano a cena giudici, cancellieri e roba varia... è tutta un'altra storia. A breve, vi preannunzio che in questa città, "calerà il silenzio"... anche sull'operazione "gibbanza"... e non mi chiedete perché! Vero Direttore? Oppure mi sbaglio? Esiste ancora Caro Direttore, la libertà di stampa in questa città? A mio sommesso avviso no! Neanche la Sua, non completamente, e mi smentisca se vuole, non censurando le repliche ovviamente!





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