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Il diavolo è sveglio
15 novembre 2009

Accende una sigaretta, aspira fumo e osserva inesorabile il fuoco che brucia e divora lentamente il tabacco. Il diavolo esiste. Rannicchiato sul letto crepuscolare, immagina un mondo pieno di disegni, di frammenti colorati, di vita sempre frenetica. La coda seppur mostruosa, mostra un suo fascino e scodinzola fra mille pensieri sovrastanti. Escluso dal mondo cristiano, famoso per censurare i piaceri più intimi dell’uomo, avanza incontrastato nell’Ade, luogo ameno e desiderabile. Scorrono fi umi rossi in quel posto, sgorga vino pregiato dalle sorgenti del male e tra vampate incestuose esplodono danzatori e ballerini del fuoco. L’inferno dava il benvenuto ai peccatori, anime tanto disperse quanto follemente felici. Chi mai rinunzierebbe a risiedere nell’hotel più infi ammato e tentatore; striscianti serpi attorniavano il palazzo e con loro seguivano fantasmi che decantavano Adamo caduto nel vortice del peccato. Il pasto servito era unico, una mela sgranocchiata bastava per la povera razza umana, condannata ad una gogna infernale. Il diavolo scriveva, batteva ancor più forte le esauste dita, gli grondava la fronte di sudore, continuava a imbrattare quel foglio bruciacchiato. Il diavolo era sveglio fi nalmente. Ingranaggi sovraumani funzionavano meccanicamente, le pulsazioni aumentavano, il cuor satanico prese vita e divenne protagonista del romanzo. In campo scesero le emozioni, rivelatrici della vera essenza delluomo; Lucifero alzò gli occhi al cielo spazzato dal vento, e quasi angelico, vide Dio e sorrise. Incarnato il diavolo nell’uomo, stanco dell’abitudine e del far ripetitivo e cortese, incendiò il suo animo e sollevò un gran boato. Scosse il terreno e pose fi ne al silenzio dell’umanità. Il diavolo, ebbene sì, anche lui condannato da una sorte ingiusta ma in qualche modo motore dell’animo maligno e ambizioso del mostro. Ogniqualvolta terminava un suo racconto, il piacere di aver concluso la storia lasciava eternamente l’amaro in bocca; quei fogli focosi si dissolvevano lentamente e con questi anche il ricordo di quel che aveva scritto. IL diavolo disperava ma aveva sempre la forza per ricominciare. Elena si svegliò di colpo, si era addormentata un attimo accanto al computer ancora acceso…stava scrivendo e cercava l’ispirazione, rubata dal sonno. Era solo un sogno, un sogno che svegliò la mente della ragazza.

Autore: Augusto Ficele
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