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I “parchi giochi inclusivi” simbolo di civiltà, come dovrebbero essere a Molfetta secondo “Il mondo che vorrei”
08 febbraio 2016

MOLFETTA - Maria Cappelluti del Comitato “Il mondo che vorrei”, interviene sui parchi giochi di Molfetta: «La civiltà di un popolo si misura su quanto esso riesca ad includere nella società quelle categorie di cittadini più svantaggiati.

Spesso ci siamo chiesti se Molfetta possa essere considerata tale osservando i vecchi e i nuovi parchi giochi inaugurati di recente sulla Banchina San Domenico ed a Piazza Mentana dove non c’è la presenza di giochi inclusivi per quei bimbi che non riescono a camminare o correre, oppure non riescono ad interagire con altri bimbi per altre problematiche.

Eppure l’art. 31 della “Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia” cita le seguenti parole:

“1 - Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.

2 - Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l'organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.”

Ci rincresce constatare come tutto questo nella nostra città non sia ancora pienamente attuato e si tende a tener conto dei diritti solo di alcuni bambini e non di tutti.

Quando pensiamo ai giochi destinati ai bambini diversamente abili la mente associa automaticamente la classica altalena dove il bimbo disabile può salire con la carrozzina; esistono in verità anche altri tipi di giochi per il loro divertimento come ad esempio i tunnel giganti, i castelli con rampe, i percorsi tattili o sensoriali, il cui costo molto spesso non si differenzia da quello dei normali giochi.

Un altro errore che si commette è considerare il parco giochi inclusivo come un parco giochi ad uso esclusivo dei bimbi disabili. Questo è assolutamente errato perché deve essere considerato, sotto tutti i punti di vista, identico agli altri, dove in pratica vengono solo eliminate le barriere architettoniche e sensoriali  per poter giocare tutti insieme.

Inoltre l’importanza del parco giochi inclusivo risiede anche nella sua valenza educativa perché è un vero e proprio laboratorio di esperienze e di crescita, in quanto imparano da subito cosa sia il rispetto verso gli altri, l’aiuto reciproco e l’accoglienza di chi è più in difficoltà rispetto a loro.

Solo in questo modo i parchi giochi inclusivi potranno rappresentare un segno di civiltà verso quei bimbi che sono il nostro futuro, per farli crescere insieme senza nessuna discriminazione.

E ricordiamo che una città diviene a misura di bimbo e soprattutto di disabile anche con questi piccoli interventi ma dal grande valore umano e soprattutto etico».

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