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Gli studenti del Ginnasio protestano per le condizioni della loro sede Aria fritta: il Liceo Classico ancora alle prese con la mancanza di aule
15 novembre 2006

Gli studenti del Ginnasio sono in sciopero: solita voglia di allungare il weekend? Di “stringersi” al malcontento nazionale e alle proteste contro la manovra finanziaria? No. Non è il solito sciopero goliardico di fronte al quale gli adulti sollevano gli occhi e arricciano il naso biasimando i gruppetti festanti assiepati fuori dal cancello del “L. da Vinci” che si accordano su come impegnare la giornata felicemente vuota dai soliti impegni scolastici. Il problema, per la verità, è lo stesso da più di dieci anni: le classi del Ginnasio vagano raminghe alla ricerca di una sede fissa e dignitosa. Facendo appello alla memoria ricordiamo gli anni trascorsi nei locali di via Goerlitz, quelli nell'attuale sede Inps sul lungomare, quelli ospiti di altre scuole che “prestavano” le loro aule in sovrannumero rispetto alle classi: quello che non ricordiamo è una soluzione definitiva o, almeno, l'impegno a valutarne una. Attualmente, le classi del Ginnasio sono ospiti dell'Istituto “Apicella” (foto), storica struttura della nostra città e bisognosa, evidentemente, di un restiling serio, al punto che i ragazzi hanno motivato la loro astensione dalle lezioni con un documento che ne elenca le carenze più macroscopiche: crepe nei muri, porte e finestre che si aprono verso l'interno rendendo ancora più disagevole lo spazio già esiguo delle aule, presenza di aule particolarmente umide e ricche di muffa, termosifoni non completamente funzionanti, servizi igienici parzialmente fruibili, mancanza di uno spazio idoneo dove svolgere educazione fisica. Lo stesso Dirigente Scolastico, la prof.ssa Maria De Palma ha inoltrato più di una richiesta (l'ennesima) al sindaco di Molfetta, al Presidente della Provincia, all'assessore alla Pubblica Istruzione perché si impegnino seriamente per una soluzione definitiva a questa problematica. Al pari, studenti e genitori premono perché alle carte faccia seguito un'azione risolutiva e, come canale con l'Amministrazione provinciale, hanno avuto la possibilità di interloquire con l'Assessore alla Solidarietà Sociale alla Provincia, Antonello Zaza, autore di un vero e proprio sopralluogo nei locali della sede centrale del Liceo al corso Umberto I e in quelli dell'Istituto “Apicella”. Zaza, accompagnato da alcuni docenti del liceo stesso, ha rilevato la possibilità di effettuare dei lavori nella sede centrale che permetterebbero il recupero di alcune aule in più rispetto a quelle già esistenti, ma che sarebbero in ogni caso insufficienti per ospitare tutte le classi del Ginnasio; ci sarebbe la possibilità di fruire di alcuni locali dell'ex Biblioteca Comunale che, oltretutto, permetterebbero una compattezza logistica dell'Istituto che cesserebbe di essere diviso in due tronconi. Mettendo il dito, quindi, in una piaga mai sanata, quella che le istituzioni competenti non abbiano colto l'occasione del trasferimento nella nuova sede della Biblioteca per ricomporre Ginnasio e Liceo, ricavando in quei locali tutte le aule necessarie, invece di fare altre scelte e lasciare raminghi i ginnasiali. Fatte queste considerazioni dunque, è chiaro che se si dovesse mettere mano, anche nell'immediato, a lavori di questo genere, non si tratterebbe di tempi ristrettissimi, dunque l'Assessore, sempre accompagnato da docenti e genitori, ha espresso il desiderio di visitare l'Istituto “Apicella” per rendersi conto delle carenze lamentate e delle condizioni nelle quali gli studenti svolgono la loro attività giornaliera. Le premesse erano disastrose ma, allo stato dei fatti, Zaza ha voluto raffreddare i toni: le aule nelle quali i ragazzi fanno lezione sono effettivamente anguste e le disfunzioni lamentate sono senz'altro non trascurabili ma… non più (anzi sicuramente meno) rispetto a tantissimi altri istituti della Provincia i cui studenti, di cui l'assessore si fa testimone, sono costretti a fare lezione in condizioni al limite del decente. Le intenzioni di Zaza non sono quelle di minimizzare il problema che esiste (…e da tempo immemore) e che va affrontato, ma di fare appello, più che altro, al buon senso di tutti. L'Istituto “Apicella” ha dei problemi evidentissimi ai quali si può e si deve mettere mano subito nell'interesse, in primis, degli studenti che, in quelle aule, trascorrono almeno cinque ore al giorno e devono poter svolgere la loro attività didattica in modo agevole e, soprattutto, in sicurezza. La soluzione del problema però, ha bisogno di uno studio logistico non frettoloso perché, una volta messa in pratica, possa essere definitiva, duratura e fare in questo modo l'interesse di studenti e docenti del presente e del futuro.
Autore: Francesca Lunanova
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