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Giornate Europee del Patrimonio a Canosa il 25 e 26 settembre a Palazzo Sinesi
22 settembre 2010
CANOSA
- Sabato 25 e domenica 26 settembre si celebrano le GEP, Giornate Europee del Patrimonio, ideate nel 1991 dal Consiglio d'Europa per potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra i Paesi europei. Il MiBAC, come ogni anno, partecipa all'evento con lo slogan "Italia tesoro d'Europa" e organizza sull'intero territorio nazionale iniziative tese a valorizzare e mettere in evidenza i contenuti della cultura e del Patrimonio italiano, con l'obiettivo di condividere con altri Paesi europei le comuni radici continentali.
Canosa di Puglia partecipa a questa significativa iniziativa. Sabato 25 settembre e domenica 26, dalle ore 20.30 alle 24.00, nella cittadina pugliese sarà possibile visitare Palazzo Sinesi accompagnati dai personaggi dell'iconografia del Varrese. L'iniziativa promossa dal Ministero dei Beni Culturali (
http://www.beniculturali.it
), dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici della Puglia, organizzata dalla Fondazione Archeologica Canosina, in collaborazione con l'Assessorato alle Attività culturali, Turismo e Archeologia del Comune di Canosa di Puglia e da alcune associazioni del territorio: dalla "Pro Loco" alla "Dromos", a "Tra Palco e Realtà", prevede l'apertura gratuita di musei ed aree archeologiche in orario serale e notturno, permettendo un'emozionante ed insolita fruizione del patrimonio artistico italiano a tutti coloro che non riescono a farlo nei consueti orari di visita.
A Palazzo Sinesi il visitatore sarà coinvolto in un suggestivo percorso guidato, dal titolo: "Nella lontana città di Argo ... ed altre storie. Dei, mito e notti di settembre", la rappresentazione nasce per caso da una rilettura del catalogo della mostra, sorprendente ed unica perché capace di incantare sempre anche chi da dieci anni la guarda quotidianamente. La novità è nella essenza della mostra stessa, che racconta di miti antichi, di dei e di storie tragiche.
L'occhio allora si posa su Persefone, la dea fanciulla figlia di Demetra, trascinata da Ade, signore degli inferi, in un crepaccio, salvata da Zeus ma non in tempo per evitarle la discesa negli inferi per quattro mesi all'anno. Il brano recitato da Matteo Minerva è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. I costumi di Persefone, di Ade e del narratore nascono dall'iconografia dei vasi della mostra. Elena Di Ruvo non solo ha ricostruito gli abiti dell'epoca, con dovizia di particolari arrivando a confezionare calzari, coroncine e monili, è riuscita a far rivivere insieme alla sapiente regia di Nunzia Natale, il mito.
I miti antichi presenti nella ricca collezione del 'Varrese', hanno un'importanza eccezionale per la comprensione della cultura ellenica. Il pittore autore di questi gioielli, in uno dei vasi più importanti della sua produzione racconta in una catena ininterrotta di azioni che coinvolge dei, uomini ed eroi un "exemplum", azione giusta per chi sbaglia per aver ecceduto in superbia o invidia. Ecco cosa succede a Niobe, la ricca figlia del re di Lidia, Tantalo a cui Latona ucciderà i suoi dodici figli. Niobe interpretata da Federica Di Trani si vanterà della sua numerosa figliolanza, ignara di quanto le capiterà.
Anche per il mito di Niobe la regista ha scelto un testo tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. La visita sarà guidata da due ninfe che si alterneranno, Adriana Capacchione e Stefania Metta, che introdurranno i miti e come nel teatro greco, uniranno reale ed irreale, percorrendo le stanze di Palazzo Sinesi alla scoperta dell'Ipogeo, svegliando di tanto in tanto un dio o una dea che si racconterà. Non poteva Dioniso zittire ancora, lì nel suo dinos, dipinto dal famoso pittore del vaso di Dario. Anche lui ha voglia di recriminare, di vendicarsi nel suo attimo di sana follia. Luigi D'Aquino è Dioniso, recita un passo dalle Baccanti di Euripide. Tutta la recitazione coinvolgerà circa 12 figuranti.
La collezione Varrese (reperti di corredi funerari rinvenuti nel 1912 - e nei successivi scavi archeologici - nella Tomba Varrese, che risale al IV secolo avanti Cristo) sarà raccontata attraverso la rappresentazione teatrale della personificazione dei miti di Persefone, di Niobe e delle Baccanti. La regia è di Nunzia Natale, scenografia e costumi sono di Elena Di Ruvo.
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