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Fumo passivo e i tanti danni alla salute
15 giugno 2008

Del tabagismo e dei danni che esso provoca alla salute propria e a quella degli altri si parla molto ma mai abbastanza perché, malgrado la soglia più alta di attenzione e di sensibilità verso temi di questo genere, ancora tante le resistenze culturali e mentali di chi difende la propria libertà di scelta individuale e sempre numerosi gli interessi economici da salvare in un sistema sociale a dir poco anomalo dove lo Stato, che detiene il monopolio della vendita del tabacco, ne contrasta l'uso e la diffusione promulgando leggi e divieti specifi ci. Di questo si è discusso a Molfetta nella sala “Finocchiaro” della Fabbrica S. Domenico in un convegno dal titolo “Fumo passivo: implicazioni giuridiche e sanitarie” organizzato dal Comune e dalle sezioni locali del Movimento Consumatori e della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) nell'ambito del Progetto Città Sane OMS per la giornata mondiale contro il fumo. Il tema, di grande attualità e di forte impatto su un pubblico non folto ma attento e informato, composto prevalentemente da adulti ed anziani (a proposito: dove erano i giovani? Quei pochi che abbiamo visto erano lì per una manifestazione musicale e hanno “boicottato” il convegno perché, dicono: “fumo poco, non danneggio né me né gli altri”, “ non fumo”, “è una cosa che riguarda soprattutto gli anziani”, “non mi piace il terrorismo psicologico di questi convegni”, “ho cominciato a fumare da poco, avrò tempo per smettere”, ecc.). Il tema è stato trattato dal punto di vista psichiatrico, psicologico, medico e anche legale da esperti del settore ed operatori della LILT che hanno illustrato caratteristiche, dimensioni e gravità di un fenomeno sociale, quale appunto quello del fumo, che solo in Italia coinvolge il 24,3 % della popolazione ossia 12,2 milioni di persone di cui 6,9 milioni maschi e 5,3 milioni femmine. In particolare il dott. Antonello Taranto, psichiatra e dirigente SerT Ausl Ba – Molfetta, dopo aver ricordato che la legge 16/1/2003, entrata pienamente in vigore il 10 gennaio 2005, vieta di fumare in tutti i locali chiusi, pubblici e privati ed individua un responsabile che la faccia rispettare (nei locali privati è lo stesso gestore), pena una sanzione amministrativa, ha distinto la fi gura del fumatore attivo “consapevole”, in grado di controllare il proprio desiderio, dal fumatore attivo “compulsivo”, incapace di governare modalità e tempi del proprio impulso: entrambi “soffrono” una situazione di dipendenza patologica dovuta alla nicotina che agisce come una vera e propria droga perché stimola una parte del cervello (insula) che produce sostanze, come la dopamina, in grado di attivare i circuiti del nostro sistema di gratifi cazione. Tali sostanze, chiamate endorfi - ne, sono presenti normalmente nel nostro organismo ma, se stimolate continuamente in maniera chimica, non si producono più da sole. La dott.ssa Cinzia Cantatore, psicologa del SerT Ausl Ba- Molfetta, ha evidenziato il valore simbolico della sigaretta e le tante ragioni per cui si fuma (per timidezza, per noia, per ansia, per prendersi tempo, perché non si ha tempo, ecc.) e sottolineato l'importanza della motivazione, della collaborazione e dell'appoggio familiare una volta che si decide di smettere e d'intraprendere una qualsiasi terapia. Pare che più motivati siano gli uomini non più giovanissimi (soprattutto marittimi) e che siano davvero poche le donne che chiedono aiuto in questo senso. La terapia psicologico-comportamentale, di matrice americana, da lei usata e personalizzata, dura quattro settimane e può essere sperimentata da chiunque ne abbia voglia e bisogno, basta essere fermamente convinti e intenzionati a voler dire addio alle sigarette e rivolgersi al SerT. Numerose le diapositive sui danni che il fumo, attivo e passivo, provoca alla nostra salute, aumentando il rischio cardiovascolare e quello di neoplasie a bocca, gola, esofago e vescica mostrate dal dott. Giuseppe Sallustio e dal dott. Nicola Laforgia, rispettivamente pneumologo ed oncologo della Ausl Ba-Molfetta ( il secondo anche delegato LILT a Molfetta) mentre il dott. Antonio Balducci, pediatra e consulente scientifi co di Progetto Città Sane, ha ribadito “il diritto assoluto dei bambini alla salute ed allo sviluppo” sancito dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia (ONU): in questo senso le strategie di prevenzione come interventi a livello scolastico, campagne di sensibilizzazione attraverso i media e programmi multidisciplinari da attuarsi già in età precoce, possono aiutare a scongiurare il pericolo che sviluppino dipendenza i bambini esposti al fumo passivo e ambientale, considerati potenziali consumatori del domani dalle industrie del tabacco. E' servito ad alleggerire l'atmosfera e a smorzare i toni un po' allarmistici del convegno, l'intervento informale e quasi scherzoso del sindaco sen. Antonio Azzollini che, ammettendo di avere ben poco da dire a riguardo perché cresciuto praticamente… nella tabaccheria di famiglia, in un ambiente di forti fumatori, ha espresso, a nome di tutta l'amministrazione, l'appoggio e il sostegno a simili campagne di sensibilizzazione e d'informazione. Dopo la disquisizione di tipo giuridico dell'avv. Mina Maniglio (Movimento Consumatori di Molfetta) che, attraverso precisi riferimenti normativi, si è soffermata in particolar modo sul diritto alla risarcibilità del danno passivo da fumo nei luoghi di lavoro, riconosciuto da diverse sentenze della Corte Costituzionale, e sulle procedure di conciliazione alternative a quelle giudiziarie che consentono il superamento del confl itto in tempi brevi e a costi minori, ha tratto un bilancio positivo della materia per la politica di mobilitazione e informazione che la anima e che ha portato ad una forte riduzione del tabagismo l'avv. Isabella De Bari, anch'essa del Movimento Consumatori di Molfetta e anch'essa… forte fumatrice.
Autore: Beatrice De Gennaro
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