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Fibrillazioni interne al Pd di Molfetta, presa di posizione dei Giovani democratici
11 aprile 2015

MOLFETTA - «In questi giorni fioccano consigli nei confronti dei Giovani Democratici», comincia così un comunicato dei Giovani democratici del Pd sulle ultime vicende del partito, che conferma lo stato di fibrillazione interno.

«Va detto che questa comunità è parte integrante del nostro PD e non ne è una realtà assestante, come molti possano pensare – continua il comunicato - . E' una palestra utile per avvicinare i più giovani alla politica e iniziare ad interessarsi ad essa; un modo per aprire il mondo complicato dei partiti alla città. Molti di noi anagraficamente tra poco saranno fuori da questa esperienza ma ne porteranno con loro i semi di questa avventura.
Il disagio che spesso ed ultimamente non riusciamo a nascondere non ha nulla a che vedere con la NON attribuzione di incarichi amministrativi e/o gestionali. Agli incarichi preferiamo la buona amministrazione.
Consulta giovanile, PAES, efficientamento edifici pubblici, efficientamento trasporto pubblico con mezzi a basso impatto ambientale, wi-fi gratuito nelle nostre principali piazze, pali di pubblica illuminazione a led, parcometri, telecamere ZTL, nuovo Piano del Commercio e codice etico dello sport. Giusto qualche esempio di quali siano le politiche sui cui siamo impegnati da mesi.
Piuttosto il disagio nasce da esempi negativi in cui siamo costretti ad imbatterci e che spesso siamo costretti a mal tollerare; situazioni che ci sbattono crudelmente in faccia come la politica
possa costituire fonte di guadagno per taluni e non un esercizio di partecipazione e democrazia gratuita.
Insomma, siamo stanchi della politica da "cerchio magico" ancor più di essere considerati degli "alza mano"; perchè, purtroppo, è questa la logica politica a cui avrebbero voluto condannarci nel nostro circolo cittadino.
Giovani con la schiena dritta che non appena si sottraggono a logiche di potere imposte dalla nostra dirigenza, vengono additati come venduti.
Non un valore aggiunto ma terra di conquista per qualcuno.
Ed è proprio a questa presa di posizione che ci siamo sottratti, a quella logica malsana del "do ut des" che mal si lega con la nostra generazione, con i nostri ideali e con la nostra idea di politica.
Per questo siamo seriamente indignati! Ed il silenzio assordante che ci circonda ci irrita.
Ed è vero che la strumentalizzazione è sempre dietro l’angolo, come la volontà di tenere questa comunità estranea nell’assumere decisioni che vengono sempre più spesso prese in studi privati, o come la volontà di confinarla come argenteria buona in una credenza per sfoderarla nei momenti migliori (le campagne elettorali ad esempio).
Ma noi siamo, per così dire, indisciplinati rumorosi e fastidiosi, intransigenti e radicali con noi stessi prima che con gli altri.
Siamo quelli che "non si vendono per un piatto di lenticchie" come qualche dirigente si è affrettato ad affermare.
Amiamo il nostro partito e non ci sottraiamo alle sfide, non scappiamo dagli impegni. Siamo la generazione che ha costituito la giovanile in questo Partito, che ha costruito un patto con i propri elettori e che ha intenzione di mantenerlo.
Alle parole preferiamo i fatti. Ma alle offese da oggi iniziamo a rispondere».

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