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ESCLUSIVO - Violento scontro fra il sindaco di Molfetta Antonio Azzollini e la sua vice Carmela Minuto Oggetto del diverbio sarebbero state le critiche del primo cittadino alla gestione dell'Asm presieduta da Nappi dello stesso partito della Minuto, l'Udc
28 dicembre 2007

MOLFETTA - Violento scontro fra il sindaco di Molfetta Antonio Azzollini e la sua vice Carmela Minuto (foto) dell'Udc, con strascichi polemici e forse anche giudiziari. La lite, avvenuta alla presenza di una decina di persone, è stata parecchio impetuosa: sono volati oggetti e perfino vasi di piante. Insomma, roba da film, come quando due amanti litigano e lei rompe tutto. L'oggetto del contendere non è definito, ma sembra sia legato alla gestione dell'Asm (Azienda servizi municipalizzati), presieduta da Francesco Nappi, dello stesso partito della Minuto (almeno fino a ieri, dopo vari passaggi di casacca che lo hanno visto transitare da sinistra a destra). Sembra che il sindaco non avesse condiviso la gestione dell'ente, soprattutto sul piano finanziario, dove, al di là di comunicati dello stesso presidente, non tutto sarebbe rose e fiori. La presa di posizione del sindaco non sarebbe stata gradita dalla bella Carmela. E' scoppiato così il violento litigio, che sarebbe stato "condito" anche da parole grosse (e non è escluso che ci sia un seguito giudiziario con denunce e querele). Sempre secondo le indiscrezioni, il sindaco si sarebbe lamentato del fatto che, a fronte di una politica di risparmio e contenimento delle spese, messa in atto dall'amministrazione di centrodestra, la gestione dell'Asm non avrebbe rispettato questa linea di rigore. A parte il fatto che i risultati, che sono sotto gli occhi di tutti, appaiono completamente disastrosi, con una città sempre sporca, sporcizia che il presidente Nappi, comodamente, attribuisce ai cittadini zozzoni, che comunque hanno anche la loro parte di responsabilità. Ma, come "Quindici" ha scritto più volte, portando avanti una campagna in tal senso, alla responsabilità dei cittadini occorre far fronte con misure straordinarie. Non è la prima volta che il sindaco e la sua vice arrivano ai ferri corti. E' già accaduto in passato e la lite è finita col ritiro della delega da parte di Azzollini. Poi i "contendenti" hanno fatto pace e alla bella Carmela è stata restituita la delega. Cosa avverrà ora? Oltre alle possibili azioni giudiziarie, il sindaco, potrebbe reagire duramente togliendo ancora una volta le deleghe al suovice. Del resto il senatore azzurro si è recentemte rafforzato con l'ingresso nel partito dei consiglieri Mezzina e Roselli "cacciati" dal Movimento di "Molfetta prima di tutto" dell'ex sindaco e deputato Dc, Enzo de Cosmo, portando così la sua forza numerica a 13 consiglieri su 30. Se a questi si aggiunge anche l'indipendente Sebastiano Gadaleta, ex An, Forza Italia appare ben salda. Aggiungendo anche i consiglieri di An, la maggioranza è blindata, anche senza l'Udc: perdere questa forza politica oggi non costituirebbe un problema per Azzollini. Del resto sembra che i quattro consiglieri comunali del partito di Casini (Balducci, Giancola, Mangiarano e Di Giovanni), già oggi si comportino come se ognuno di loro fosse un partito a sè. Del resto il dialogo, già avviato dall'Udc con l'Udeur e Lillino Di Gioia per costituire il grande centro, potrebbe spingere la Minuto, sorella del segretario politico Pasquale Minuto, ad accelerare questo disimpegno dalla maggioranza di centrodestra, in vista di possibili cambiamenti nello scenario politico futuro e ricompattare l'Udc. Vedremo nei prossimi giorni gli effetti concreti di questa furibonda lite natalizia, che sicuramente non resterà senza conseguenze e soprattutto potrebbe contribuire alla campagna acquisti del sindaco per il suo partito. Che farà, infatti, Nappi? Un altro salto di quaglia, smarcandosi dalla Minuto, per non inimicarsi il sindaco e mantenere la poltrona? Lo scenario politico molfettese ci ha abituato a non meravigliarci più di nulla.
Autore: V. R.
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Il presidente Nappi commette un errore fondamentale: dimentica di gestire un ente pubblico che deve rispondere all'amministrazione comunale e ai cittadini che pagano le tasse e confonde il legittimo diritto di critica con “la pregiudiziale campagna denigratoria”. Non esiste alcuna campagna denigratoria. Compito della stampa in una democrazia è quello di controllo per conto dell'opinione pubblica, né esiste alcuna pregiudiziale personale o politica nei confronti dell'Asm o del suo presidente. Questo deve essere chiaro. Altrimenti potremmo ribaltare l'accusa sostenendo che il presidente Nappi soffrirebbe di “mania di persecuzione”. Sul caso specifico della vicenda della lite fra Azzollini e la Minuto abbiamo raccolto indiscrezioni da persone presenti. Ne avremmo parlato anche se il motivo del diverbio fosse stato un assessorato o altro. Ora Nappi dice che il motivo della lite non è stata la gestione dell'Asm, ne prendiamo atto, salvo ulteriori verifiche e sviluppi della situazione. Resta il fatto che i cittadini lamentano la sporcizia della città: a conferma di quest'affermazione abbiamo prodotto una vasta documentazione fotografica e testimonianze di cittadini e di alcuni esponenti politici. Che la cosa sia attribuibile alla maleducazione civica dei molfettesi, come dice l'Asm, siamo anche in parte d'accordo e lo abbiamo rilevato, ma, lo ripeteremo fino alla noia a chi non vuole comprendere, compito dell'azienda municipalizzata è quello di assicurare comunque la pulizia. Il resto sono solo chiacchiere.







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