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Due novità amministrative di inizio d'anno del Comune di Molfetta: la proroga alla Gea della gestione del Centro disabili e la difesa davanti al Tar per la revoca del contratto sulla piscina
04 gennaio 2016

MOLFETTA – Due novità amministrative di inizio d’anno a Molfetta: la prosecuzione della gestione della Gea del Centro diurno per anziani e disabili di via Freemantle (foto) e il ricorso al Tar dei gestori della Piscina comunale.

Per quanto riguarda il primo provvedimento, si tratta di una situazione di necessità in quanto si tratta di non interrompere un servizio di assistenza e integrazione sociale che riguarda 42 persone assistite con l’impiego di 24 lavoratori. Con delibera 269 del 31 dicembre scorso la giunta comunale, vista la mancata possibilità di affidare ad altri la gestione, ha garantito la proroga alla stessa Gea, pur in presenza delle implicazioni giudiziarie della stessa.

In pratica la Gea aveva un contratto di appalto dal 1 settembre 2009 al 31 dicembre 2013. Da luglio 2015 il settore welfare del Comune non aveva rinnovato la concessione. Successivamente, dopo l’operazione della Guardia di Finanza su richiesta della Procura della Repubblica di Trani per una presunta truffa ai danni dello stesso Comune, aveva notificato alcuni avvisi di garanzia ai responsabili della struttura, provvedendo anche al sequestro di un immobile di proprietà della stessa Gea. Il Comune si attivava per affidare alla Gea in via diretta e mensilmente il medesimo servizio, con una riduzione dei costi. Inoltre inviava a 6 cooperative invito alla gestione temporanea del servizio. Solo il Consorzio Elpendù dava la propria disponibilità, ma recedeva qualche giorno dopo.
Di fronte a questa situazione, per evitare possibili danni agli assistiti, il Comune ha prorogato il contratto alla Gea in via temporanea, in attesa di indire una nuova gara per la gestione del Centro disabili.

Per quanto riguarda, invece, la Piscina comunale, dopo la risoluzione di diritto del contratto da parte del Comune per gravi inadempimenti contrattuali del gestore, l’Associazione Temporanea di imprese Molfetta nuoto, in primis la mancata corresponsione del canone (col rischio di non poter più recuperare il credito) e la richiesta di rilasciare l’immobile entro 20 giorni, l’impresa ha fatto ricorso al Tar. Di qui la decisione dell’amministrazione comunale di affidare l’incarico ad un legale per difendere l’Ente davanti al Tribunale amministrativo regionale.

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