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Don Tonino ricordato al consiglio comunale In occasione del suo ingresso in Diocesi. Presenti il vescovo e i sindaci
15 dicembre 2003

L'occasione per ricordare il mai abbastanza compianto vescovo di Molfetta don Tonino Bello è stata questa volta la commemorazione del suo ingresso in diocesi. Con quest'intento si è svolta una sessione straordinaria del Consiglio Comunale. Sono intervenuti il vescovo, mon. Luigi Martella, i sindaci di Molfetta, Tommaso Minervini, Giovinazzo, Antonello Natalicchio, ed i vicesindaci di Ruvo e Terlizzi, Salvatore Bonadies e Nino Giangaspero, presenti anche i consiglieri comunali. A presiedere i lavori Pino Amato, presidente del Consiglio Comunale di Molfetta, che ha ricordato come don Tonino sia stato portatore di pace sin dal suo ingresso in diocesi avvenuto il ventuno novembre dell'anno 1982. Nel 1985, poi, don Tonino fu chiamato alla guida di Pax Christi, dando nuova linfa alla sua attività di operatore di pace, sempre coniugata alla battaglia per la giustizia e la verità. L'impegno pacifista è stato ricordato in numerosi interventi. Il suo stendersi per la pace è stato totale, ha affermato il consigliere Antonello Zaza di Rifondazione Comunista, che non è riuscito a trattenere le lacrime nel ricordare Don Tonino. Il consigliere ha ricordato la posizione che il nostro ex vescovo aveva assunto durante il conflitto nei Balcani. Il sen. Antonio Azzollini di F.I., anch'egli presente alla commemorazione, ha scelto di evidenziare un'altra delle tante qualità di don Tonino, cioè la riservatezza. Quello di don Tonino è stato un impegno quotidiano, ispirato alla fede e alla carità. Con lui la Chiesa ha saputo farsi comunità. Sempre pronto ad accogliere nella sua abitazione chi aveva necessità, sostenne gli operai che scioperarono a Giovinazzo, perché la Chiesa ha un compito: “Quello di schierarsi con gli ultimi”- disse in quell'occasione don Tonino - “e gli ultimi siete voi operai”. Ricordata anche la sua capacità di coinvolgere ed entusiasmare, sia che parlasse o che scrivesse, perché il suo linguaggio arrivava al cuore e alla mente. In occasione del suo insegnamento in diocesi don Tonino sollecitò ad aiutare i poveri, quelli che sopravvivono anche in un'epoca di benessere e di consumismo, i poveri d'animo. Vivere con pietà deve significare vivere per l'uomo. Costruire l'uomo significa di più che costruire una cosa. Incisivo l'intervento del sindaco di Giovinazzo, Antonello Natalicchio, che ha messo in evidenza quanto sia stata scomoda la figura del nostro ex-vescovo, un uomo che ha lottato per la pace. Difficile è al giorno d'oggi intraprendere un cammino di pace, in particolare dopo l'11 settembre e dopo la guerra preventiva. Si è tanto parlato d'operazione di pace quando in realtà è aberrante definire una guerra preventiva come azione di pace. Si tratta di un ritorno all'indietro, ha affermato il sindaco della città di Giovinazzo. Invece il vicesindaco di Ruvo ha raccontato d'essere stato colpito dalla semplicità dei gesti di Don Tonino. Uomo capace di sfidare le paure del tempo, e soprattutto la paura verso gli immigrati, che ha saputo accogliere ed amare. Capace di unire mondi diversi ed è per questo che appartiene alle coscienze di tutti, ha sostenuto il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, annunciando che nella città dove è stato vescovo sarà eretto un monumento per onorarne il ricordo. Monsignor Luigi Martella ha sostenuto che per lui ha rappresentato uno stimolo. Durante il Consiglio Comunale straordinario è stato ricordato che a Natale uscirà il quinto volume dell'opera omnia. Don Tonino è stato guidato da grandi passioni, la passione per Gesù Cristo e per l'uomo e per la pace. E' stato un pastore, un uomo, un vescovo della speranza. In questo periodo è più che mai opportuno il messaggio della speranza. E' necessario rilanciare questo messaggio. Toccante, il filmato proiettato alla fine dell'incontro, grazie al quale, è stato possibile rivivere le tappe principali del vescovato di Don Tonino fino a quando la malattia ha messo fine ai suoi giorni. Le scene finali, con l'immagine che mostra una folla numerosa presente al suo funerale, sono state il segno conclusivo di come credenti e non siano stati colpiti da un uomo che ha lottato fino alla fine per la pace e per la speranza di vivere in un mondo migliore. Alessandra Palmiotto
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