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Controversa assemblea fra partiti dell'Unione e movimenti a Molfetta
18 ottobre 2005

MOLFETTA – 18.10.2005 Chi si aspettava un'atmosfera entusiasta, ieri sera, nella solita sala di San Domenico, per l'assemblea pubblica “L'Unione chiama la città”, con cui i partiti di centro sinistra si proponevano di riprendere il cammino comune con i movimenti, non conosce abbastanza questo schieramento, che trova spesso uno strano piacere nell'autoflagellarsi.(Nella foto, l'intervento di Antonello Zaza). La giornata di domenica, con l'appassionata, questa sì, partecipazione di 2.261 molfettesi alle primarie nazionali, avrebbe potuto dare nuova linfa al processo di costruzione della coalizione per le prossime elezioni amministrative e mettere un punto fermo sul ricorso alle primarie anche per la scelta del candidato sindaco. È chiedere troppo ad un centrosinistra più versato a fare analisi della sconfitta che a costruire solide basi per una vittoria comune. (Nella foto, l'intervento di Vito Copertino).Così si è assistito per tutta la serata, nonostante la buona volontà di molti, prima di tutto al contrapporsi di un reciproco “noi” e “voi”, cioè fra gli otto partiti dell'Unione, quelli che hanno stilato il documento di cui si è più volte discusso in questi giorni (lo hanno firmato tutti, tranne che l'Udeur per gli allegati) e gli appartenenti a vari movimenti, associazioni e comuni cittadini. A titolo personale o a nome di un gruppo, Matteo d'Ingeo, Beppe Fillannino e altri hanno chiesto che senso avesse l'assemblea, se con essa i movimenti fossero chiamati a dir la loro, tramite integrazioni, emendamenti, correzioni del documento politico-programmatico dell'Unione oppure semplicemente ad ascoltare e a dare un consenso che si considera forse obbligato. (nella foto, l'intervento di Matteo d'Ingeo). Dal tavolo della presidenza Diego Colonna (Sdi) e Mimmo Favuzzi (Ds), ma con un intervento anche Antonello Zaza (Rifondazione), hanno chiarito che il documento non è una tavola sacra, ma può essere migliorato, per esempio accogliendo alcuni suggerimenti della stessa assemblea, come quello di consentire la candidatura alle eventuali primarie anche a semplici cittadini, pur non esponenti di un movimento, previa raccolta di 300 firme. Del resto alcuni, dopo l'assemblea dei movimenti dello scorso mercoledì, hanno iniziato a lavorare su dieci specifici progetti - lo ha ricordato Genni Gadaleta Caldarola - con cui integrare le linee programmatiche esposte nel documento. Altri, ad esempio Annalisa Altomare, nel loro intervento hanno ricordato il difficile momento della città, con una crisi amministrativa aperta e inchieste in corso sulla cattiva gestione della cosa pubblica, chiedendo uno scatto d'orgoglio allo schieramento, affinché si qualifichi come forza di governo alternativa. (nella foto, l'intervento di Annalisa Altomare)Una buona parte del dibattito è sembrato, però, quasi arrotolarsi su se stesso, una sequela di parole che non conducevano da nessuna parte. Anche sulla questione delle primarie si è sentito tutto e il contrario di tutto. C'è chi, dopo quelle nazionali, ritiene che siano “un'occasione che non possiamo permetterci di perdere”; è la posizione di Gianni Porta, segretario di Rifondazione Comunista, ribadita anche da Vito Copertino, Mimmo Favuzzi e altri ancora. Chi, invece, come Franca Carlucci, storica esponente del “Percorso”, ha prima espresso una fiducia nel ruolo dei partiti, poi dichiarato di aver inviato agli otto segretari delle formazioni dell'Unione un dichiarazione, corredata di cinquanta firme, in cui si chiede che “l'Unione presenti un unico candidato alle primarie, onde evitare che queste si trasformino in un momento di lacerazione interno allo schieramento, con il rischio che il centrosinistra si ritrovi con un candidato in cui non si riconosce”, invitando alcune forze a “fare un passo indietro”. Non è stata l'unica ad esprimere questo timore e a chiedere che si arrivi ad un solo nome, senza consultazione della base. (nella foto, un'immagine della sala S. Domenico). Ad esempio, per motivi probabilmente opposti, l'identica posizione è stata espressa da Mauro de Robertis (Primavera pugliese), il quale ha comunque reso nota una sostanziale adesione del suo e si suppone anche degli altri movimenti centristi all'Unione e al suo documento, considerato come un “punto di partenza”. Tirare delle conclusioni sarebbe stato praticamente impossibile. Un unico punto fermo è stato posto da Diego Colonna, in qualità di presidente dell'assemblea, nel suo torrenziale discorso finale. La tempistica prevista può essere dilatata, ma non si potrà tirare a lungo all'infinito. Mentre i cittadini presenti, abbastanza numerosi all'inizio, anche se non tutti così pazienti da rimanere fino in fondo, si accingevano esausti a tornare a casa, si è detto che, se si deciderà per le primarie, e sembra abbastanza probabile, si potrà slittare dal 20 al 27 novembre, ma non oltre. Altrimenti si rischierebbe di trasformare lo spettacolo, finora solo un po' noioso, in farsa. Lella Salvemini
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Credo che la Sinistra Molfettese stia troppo filosofeggiando, stia discutemdo di castelli in aria, storcendo il naso anche nei confronti di chi in buona fede(lo spero) si è reso conto negli anni passati che da quella parte ci sono molti affaristi. Ebbene se ci sono delle regole scritte e condivise da tutti si rispettino e si avvi una discussione programmatica sulle linee guida del futuribile governo dell'Unione. E' questo quello che si attendono gli elettori di centro-sinistra e sopratutto la città. Mi sà che alcuni esponenti della Sinistra stiano apponendo sulle spalle dei "trasformisti" la scritta "Juden" come facevano i Nazisti! Volete usare delle purghe, deportarli nei gulag? Volete appore dei num di matricola per schedare gli elettori di Sinistra e i traformisti? Alla faccia della civiltà e della cultura antifascista! La gente ha bisogno di un volto di un simbolo di una identità, non di chiacchere. La politica purtroppo è politica e allora bisogna saper mediare se davvero si vuole che la Sinistra, da sempre minoritaria nella nostra città abbia una chance per governare la città! Sono d'accordo con l'analisi di Enrico e aggiungerei che i trasformisti purtroppo non mancheranno mai, dunque è necessario che essi rispettino le regole e poi con le primarie si vedrà se taluni personaggi(Lillino pifferaio & Co.) riescano ad ambire alla leadership. Consiglierei una calmata agli animi "rivoluzionari" o ai cacciatori di streghe! Le streghe stanno dall'altra parte e hanno stregato la città 4 anni fà con le chiacchere, le promesse e la politica dei loro affari: BASTA FILOSOFEGGIARE!!!
Io sono un elettore del centro-sinistra, anche se non politicamente impegnato; sono andato all'incontro con l'auspicio di sentire interventi che spingevano verso l'unità di tutte le componenti; invece specialmente da parte di alcuni cittadini (D'Ingeo, Copertino, La Forgia, Filannino ecc.)ho sentito più puntualizzare i distinguo che l'esortare all'unità. A questo punto ho voluto capire e mi sono informato su chi rappresentino queste persone. Dunque queste persone parlano a nome della città, senza che abbiano ricevuto alcuna delega dalla città (non sono stati mai votati da qualcuno), poi parlano a nome dei movimenti (e si scopre che anche i movimenti non li hanno delegati a farlo; ad esempio non mi risulta che Legambiente, ARCI, ecc. abbiano mai delegato Copertino o D'Ingeo a parlare a proprio nome), poi si scopre inoltre che gran parte di questi cittadini che parlano contro i partiti dell'Unione sono poi iscritti regolarmente agli stessi (Copertino - Rifondazione; D'Ingeo - Rifondazione; Filannino - Democratici di Sinistra ecc.). Allora mi chiedo da elettore, che vorrebbe vedere il centro-sinistra al governo di questa città e vorrebbe che Molfetta si liberasse degli affaristi che attualmente amministrano la città; a che gioco stano giocando questi signori? Lo fanno per raccattare qualche voto alle future primarie (populismo), lo fanno perchè devono togliersi qualche sassolino dalla scarpa? Lo fanno per puro spirito di protagonismo? (apparire invece di essere) Con le primarie nazionali il popolo del centro-sinistra ha chiaramente detto che non vuole più assistere a questi giochetti di potere e che vuole unità nel centro-sinistra; delegando ai partiti quello che è il loro compito istituzionale: "Assumersi la responsabilità del coordinamento e governo della cosa pubblica". I movimenti e/o cittadini sono "gruppi di pressione" o come li ha chiamati Favuzzi le "lobbies democratiche" e devono avere un ruolo di proposta e controllo sul'operato dei partiti.


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