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Cara Meg Il racconto
15 giugno 2003

Forse il sogno di tutti è quello della scomparsa del male, nel senso più ampio della parola. E magari scoprire che esiste il gene del male e che può essere eliminato sin dalla nascita. Ma sarebbe questo davvero un bene? Ho qualche dubbio. (D.A.) Cara Meg, è da molto che volevo scriverti una lettera, sapessi quante volte ho acceso il logomodem e ho iniziato a dettare, ma ogni volta dopo poche parole le idee si sono arenate come un tronco di legno sulla battigia. Oggi però è successo qualcosa. Che ti devo assolutamente raccontare. Sai, il mio amore di sempre è stata la Storia, in particolare il Delitto e il Castigo nella Storia. Oggi è argomento di noiose conferenze, ma credimi, ho fatto una scoperta terribile, e ho bisogno di parlarne con qualcuno. Lascia stare la protostoria, non voglio partire di lì, ma dall'inizio del terzo millennio, quando quei maledetti geniali italiani cominciarono a capire che andava completamente rivoluzionato il concetto di punizione. Già, maledetti, con quel loro modo approssimativo di risolvere le situazioni più difficili... riuscendoci ogni volta. Vedi, quella ch'era allora chiamata Italia stava affogando in un mare di arresti per concussione, tangenti, finanziamenti illeciti ai partiti (buffa invenzione legale) e simili idiozie. Ebbene fu proprio intorno al 2015 che quel bastardo d'un giudice inventò la cosiddetta Pena del Contrappasso. I colpevoli di truffa, gli uomini politici che si erano appropriati del denaro pubblico, quelli corrotti e i corruttori furono spogliati di tutti i loro averi, tutti, compresi quelli lecitamente acquisiti, e lasciati liberi di vivere con la sola pensione sociale, il minimo naturalmente. Credimi, c'era del geniale in tutto questo, quale punizione più tremenda poteva esserci per qualcuno abituato a vivere nel lusso più sfrenato, a sperperare soldi senza pudore se non quello di tentare di sopravvivere nella impietosa società d'allora con poche centinaio di Euro al mese? Di lì il passo fu breve. Si risolse rapidamente il problema della delinquenza minorile. Per ogni reato commesso da un minore uno dei genitori scontava la metà della pena. Pensaci un po' su, era assurdo punire i complici di una rapina, e lasciare impuniti i genitori di un piccolo delinquente che avevano certo le maggiori responsabilità. Quella fu la volta della Pena Generazionale. Dopo pochi anni si passò alla Pena Corporale. No, non puoi ricordarlo, e non è come tu pensi, certo, si trattava di menomazioni, ma temporanee. Un ladro subiva l'amputazione della mano destra (sinistra se mancino), e al termine del periodo di pena la mano, accuratamente conservata, gli veniva riattaccata come non fosse successo nulla. Ma passare mesi se non anni senza una mano era difficoltoso. Ricordo che quando a scuola studiavamo questo periodo tutti pensavano alla pena per i maniaci sessuali. Per loro la prima grossa difficoltà era quella di, perdona l'indelicatezza dell'argomento, orinare senza pene. C'era gente che se la faceva quasi sempre addosso. No, non era affatto bello, e i colpevoli ci pensavano, e riflettevano. I delitti diminuirono bruscamente, e ciò che dimostrò il successo della Pena Corporale fu che i recidivi si ridussero praticamente a zero. Gli assassini venivano devitalizzati dalla testa in giù, e restavano paralizzati per anni, dipendendo per tutto dagli altri. E, massima punizione psicologica, avendone perfettamente coscienza. Quando si giunse a scoprire il cosiddetto Gene del Male si pensò che ormai per l'umanità intera si spalancavano le porte del Paradiso. Non ci sarebbero stati più delinquenti, sarebbe bastato devitalizzare quel gene e tutti sarebbero stati dei galantuomini. E così hanno fatto. Ma… ma oggi ho scoperto che l'umanità è perduta, destinata a scomparire dalla faccia della Terra. Sai, oggi ho compiuto cent'anni e ho voluto festeggiare a mio modo questa ricorrenza. Sono sceso in strada e ho ucciso la prima persona che m'è capitata a tiro, le ho spaccato il cranio con un colpo del mio bastone multifunzionale. Avresti dovuto vedere le facce degli altri. Mi hanno guardato come fossi stato un fantasma o un alieno. Del resto sono uno degli ultimi a non avere avuto il Gene del Male devitalizzato. Ma non hanno reagito, hanno sollevato le spalle, e sono tornati a percorrere la loro piatta e inutile vita. Non è venuta la polizia. Son quasi settant'anni che non esiste più. E allora ho capito. Una volta c'era il male e il bene, c'era l'uomo in eterna lotta con se stesso. Oggi non c'è più nessuno.... nessuno.... Come se fossimo una squadra di calcio e che giocassimo tutti contro nessuno, che calciassimo i nostri palloni in mille contro una porta vuota. Sarebbe un gioco bello soltanto per pochi attimi, poi diverrebbe tremendamente stupido. Ecco perché oggi ho voluto scriverti. Per annunciarti la morte dell'umanità. Io, ultimo suo figlio ribelle, non vivrò ancora per molto, dieci, forse vent'anni, ma credo... penso... sono quasi certo che vivrò più a lungo della gente che mi sopravviverà e popolerà la terra per il prossimo millennio. Domani visiterò una di quelle meravigliose cliniche nelle quali i bambini appena concepiti vengono privati del prezioso Gene del Male. Ho fabbricato una bomba rudimentale e farò saltare il Reparto Devitalizzazione. Vorrei che anche tu facessi lo stesso nella tua città e che diffondessi questo messaggio tra gli ultimi uomini sani, col male ancora in sé, e che per cent'anni sono stati capaci di tenerlo a freno. Avvisali, informali, ho paura di saltare in aria col mio meccanismo, non sono sicuro che funzioni bene, ne ho recuperato uno da un negozio di cianfrusaglie antiche. Cos'è il bene se non l'immagine speculare del male? Il bene non può esistere da solo come non potrebbe esistere la mia immagine nello specchio senza di me. Oggi ci siamo ridotti a miliardi di immagini speculari. Soltanto questo. Il male è vita, fa sì che la gente si unisca per combatterlo, per conquistare la pace. Sì, carissima, conquistare la pace, quella vera, quella che prova un guerriero alla fine di una battaglia. Come si potrebbe apprezzare la luce se non si temesse il buio? Il paradiso senza l'inferno? Che il male torni a vivere! O l'umanità si consumerà in questa sua lenta inesorabile eutanasia. Ti abbraccio, forse per l'ultima volta, tuo Aarold. Donato Altomare Le opere di Donato ALTOMARE sono in vendita presso la libreria Corto Maltese a Molfetta in via M. di Savoia, 106.
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