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Bari, si dimette il presidente della Provincia prof. Francesco Schittulli All'origine del gesto ci sarebbero le ipotesi di candidatura alla Regione o al Comune di Bari
31 ottobre 2011

BARI – Dimissioni a sorpresa per il presidente della Provincia di Bari, prof. Francesco Schittulli (foto). In una lettera inviata indirizzata al segretario generale della Provincia, Domenico Giorgio e per conoscenza al Prefetto, Mario Tafaro scrive: «Non porterò avanti  questa esperienza di governo locale» e aggiunge: «non sono ravvisabili al momento le condizioni indispensabili e funzionali al mantenimento dell'impegno». Schittulli non ha spiegato le ragioni della sua scelta, dovuta probabilmente alle recenti liti nel centrodestra sul riordino del personale.
Secondo alcune indiscrezioni, le dimissioni erano nel cassetto da giorni: Schitulli, a quanto pare, avrebbe palesato al Pdl la volontà di candidarsi alle prossime regionali in Puglia, senza avere ancora risposte. Sarebbe questa la reale motivazione delle sue dimissioni: un gesto politico di protesta, inaspettato, ma forse calcolato, nei confronti del partito che ora sarà costretto a scegliere. Se le indiscrezioni fossero confermate, quale sarebbe la reazione del senatore Pdl Antonio Azzollini, sindaco di Molfetta, che a quanto pare sarebbe in cima alla lista dei papabili candidati del centrodestra alle prossime elezioni regionali?

Ma c'è un'altra aspirazione di Schittulli, quella di fare il sindaco di Bari, se l'attuale primo cittadino del capoluogo pugliese, Michele Emiliano, dovesse candidarsi alla presidenza della Regione, per il dopo Vendola, in caso di elezioni politiche anticipate che vedrebbero l'attuale governatore in corsa come premier del centrosinistra. Schittulli, perciò, punterebbe alla carica di sindaco, attraverso una serie di alleanze trasversali che passano anche dal centrosinistra.

Ecco il testo integrale della lettera (foto):

«Già in campagna elettorale sottraendomi a un confronto che prevedevo rissoso e lontano dalle reali esigenze dei cittadini, ebbi a dire ripetutamente che questi ultimi sarebbero stati i miei unici interlocutori. Ribadisco quel concetto e, coerentemente, innanzitutto ad essi mi rivolgo per informarli che non porterò avanti questa esperienza di governo locale al quale pure sono stato chiamato dal consenso e dall’entusiasmo di un numero di persone assai maggiore di quanto potessi immaginare o anche solo sperare. Tanto per avere constatato come non siano ravvisabili allo stato le condizioni indispensabili e funzionali al mantenimento dell’impegno. Spirito di servizio verso la comunità, prevalenza del bene comune su interessi di parte, coscienza di realizzare una armonica sinergia sono le armi civili con le quali avrei dovuto vincere questa battaglia. Sta di fatto che, alla necessaria verifica, non le ho più trovate. Per dovere istituzionale me ne assumo ogni responsabilità e mi auguro che altri sappiano meglio di me determinare una indispensabile unità di intenti e di azione. Senza rancore per alcuno e con immutato immenso amore per questa terra rassegno, pertanto, le mie dimissioni».
 
Il prof. Schittulli, illustre oncologo, fu eletto nel 2009 al primo turno. Ora decorrono 20 giorni entro i quali si possono revocare le dimissioni, altrimenti si dovrà andare al commissariamento e a nuove elezioni.
 
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