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Bari, lavoratori e pensionati della Cgil col sit-in in piazza presentano il vero volto della crisi
02 ottobre 2009

BARI - Lunedì 5 ottobre dalle 10.00 alle 14.00, presso il Castello Svevo di Bari, i lavoratori e i pensionati della Cgil di Puglia terranno, in concomitanza con il convegno sul Mezzogiorno organizzato dal PDL, un sit-in per presentare ai “dispensatori di ottimismo” della maggioranza e del Governo il volto reale della crisi. In piazza con la Cgil ci saranno i lavoratori in cassa integrazione che mandano avanti le famiglie con 700 euro al mese e non hanno più alcuna certezza per il proprio futuro; gli operatori dei call center che hanno ogni giorno scoprono sulla propria pelle il vero significato della parola “flessibilità”; i precari della scuola che dopo anni di duro lavoro sono stati licenziati da questo Governo; gli studenti che devono subire impotenti la riduzione qualitativa dell'offerta formativa; i lavoratori della giustizia costretti a barcamenarsi tra le difficoltà storiche di un settore in perenne ritardo e quelle nuove dovute ai tagli del governo; i pensionati che soffrono più degli altri i tagli agli enti locali che si traducono inevitabilmente nella riduzione dei servizi ai cittadini più fragili. Tutti insieme per chiedere agli autorevoli rappresentanti del PDL e ai ministri in parata fatti concreti, soluzioni e risorse, a partire dai fondi del FAS spettanti alla Puglia e trattenuti in maniera immotivata.
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Poiché è un testo degli anni '30, anche se famoso ve lo ripropongo. Rimane di grande attualità. MA... COS'E QUESTA CRISI?” Si lamenta, l'impresario, che il teatro più non va, ma, non sà rendere vario, lo spettacolo che dà: "Ah... la crisi!" Ma cos'è questa crisi? Metta in scena, un buon autore, faccia agire un buon attore, e vedrà... che, la crisi, passerà! Un riccone, avaro e vecchio, dice: "ahimè, cosi non và... vedo nero nello specchio... chissà come finirà... Ah... la crisi!" Ma cos'è questa crisi? Cavi fuori il portafogli, metta in giro i grossi fogli, e vedrà... che, la crisi, finirà! Si lamenta Nicodemo, della crisi, lui che và... nel casino di San Remo, a giuocare il baccarà: "Ah... la crisi!" Ma cos'è questa crisi? Lasci stare il gavazzare, cerchi un pò di lavorare, e vedrà... che, la crisi, finirà! Tutte quante le Nazioni si lamentano cosi! Conferenze, riunioni, ma si resta sempre lì: "Ah... la crisi!" Ma cos'è questa crisi? Rinunciate all'opinione, della parte del leone e chissà... che, la crisi, finirà! L'esercente, poveretto, non sa più che cosa far... e contempla quel cassetto, che riempiva di danar: "Ah... la crisi!" Ma cos'è questa crisi? Si contenti di guadagnare, quel ch'è giusto e non grattare... e vedrà... che, la crisi, passerà! E perfin la donna bella, alla crisi s'intonò... e, per far la linea snella, digiunando sospirò: "Ah... la crisi!" Ma cos'è questa crisi? Mangi un sacco di patate, non mi sprechi le nottate... e vedrà... che, la curva, tornerà! Per finire Ma... cos'è questa crisi? chi ce l'ha, li metta fuori... circolare! miei signori... e, chissà... che, la crisi, finirà!
Che bella gente. (Gaber - Luporini) Che bella gente al tempo della liberazione gente che torna a voler bene volti provati dal dolore ma solidali e sinceri o anche avversari ma con dentro il cuore tutta un'Italia da ricostruire. Che bella gente con l'entusiasmo di chi rinasce e insieme cresce con le miserie e le canzonette coi nonni ladri di biciclette e il pensionato e il mendicante… Che bella gente. Che bella gente che ha immortalato gli anni '60 gente che ride e balla e canta le notti allegre, la luna piena e il frigorifero in cucina e quel sorriso incerto e un po' paterno del leggendario Mike Bongiorno. Che bella gente con le ragazze piene di ardore con certe cosce e un sederino che fa impazzire che dopo tutto del mendicante non te ne importa quasi niente. Che bella gente. Che bella gente che ha rinnovato tutto il costume con una gran rivoluzione capelli lunghi nel maschietto dal proletario al baronetto e poi esplode la minigonna che è anche l'inizio della nuova donna. Che bella gente col proprio ego sempre più vivo dal nuovo divo al milionario al grande artista che vanno tutti da un analista più interessato che interessante. Che bella gente. Che bella gente che ha inaugurato gli anni '70 con una sfida non violenta fatta di fiori nei cannoni e di buonissime intenzioni gente che arriva al proprio orgasmo tra un tiro d'erba e un po' di femminismo. Che bella gente col desiderio di cose nuove che insieme vive il grande sogno con qualche eccesso e c'era anche Frank Zappa al cesso che sconvolgeva il benpensante. Che bella gente. Che bella gente che brulicava in ogni piazza come se fosse un'altra razza con il coraggio di un progetto per ribaltare proprio tutto sia nel sociale sia nel sesso con Che Guevara e il fazzoletto rosso. Che bella gente negli anni tragici del terrore gente che muore e fa morire senza ragione e nelle case tutto un paese nella tensione più agghiacciante. Che bella gente. Che bella gente che pascolava negli anni '80 senza lasciare mai un'impronta con l'ottimismo dell'italiano che ci ha portato così lontano un paradiso dove quasi tutti avevan gli occhi dei ricchi. Che bella gente che scopre l'arte del rubacchiare col disinvolto trionfare di qualche genio che al suo confronto il grande Arsenio è diventato un dilettante. Che bella gente. Che bella gente quella di ora coi suoi modelli, i gran tatuaggi e i vari anelli un po' abbrutiti fuori e dentro con la pretesa di essere contro a imitazione dei rocchettari che losan tutti che sono miliardari. Che bella gente che ogni giorno c'ho di fronte con quell'aspetto quasi innocuo, indifferente con dei problemi così meschini che ti potrebbero fregare o per invidia o per vanità o per poche lire. Che bella gente che ogni sera c'ho di fronte ipnotizzato da uno schermo fluorescente con dei giochini tra i più cretini e il conduttore così allegro e commosso che più è imbecille, più è schifoso, più ha successo. Che bella gente che io incontro, raramente in un teatro, a una mostra, a un ristorante sono capaci di cose atroci, son così bravi a non scoprirsi e a lasciar tracce ma è tutto scritto nei loro gesti e nelle loro facce. Che bella gente che son costretto ad ascoltare, voglio dire gli intoccabili maestri del potere che mi raccontano con orgoglio che grazie a loro l'Italia va sempre meglio proprio loro così invischiati con dentro un'anima repellente e con in testa niente. Che bella gente. Che bella gente. Che bella gente. Che bella gente con le miserie del mondo intero che sta vivendo il suo futuro con le speranze e l'ideale di un incantesimo virtuale assaporando la poesia di un nuovo mondo pieno d'idiozia. E se fuggite in una casa in cima a un monte scegliete un posto che sia davvero disinfestante che per errore potrebbe entrare un po' di odore del presente. Che bella gente. Che bella gente.
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