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Azzollini mette la sua firma sulla legge quadro in materia di contabilità e finanza pubblica Il cosiddetto "Ddl Azzollini", approvato in prima lettura a Palazzo Madama
25 giugno 2009

MOLFETTA -Un comunicato del locale Popolo della Libertà dà notizia del lavoro che il senatore-sindaco Azzollini sta conducendo al Palazzo Madama, la pubblichiamo integralmente: "Le manovre finanziarie da ora in poi saranno snelle, daranno stabilità ai conti pubblici e garantiranno un maggiore coordinamento con gli enti pubblici". Antonio Azzollini (Pdl), presidente della V Commissione Bilancio, illustra così lo spirito generale che ha ispirato la "Legge quadro in materia di contabilità e finanza pubblica nonché delega al Governo in materia di adeguamento dei sistemi contabili, perequazione delle risorse, efficacia della spesa e potenziamento del sistema dei controlli", approvata al Senato nella tarda mattinata di ieri. Il cosiddetto "Ddl Azzollini", approvato in prima lettura a Palazzo Madama, contiene una riforma storica del bilancio dello Stato non solo perché la Legge Finanziaria da ora in poi si chiamerà Legge di Stabilità: la riforma - della quale il sindaco di Molfetta è stato proponente e relatore - va a modificare radicalmente una legge di contabilità che sta in piedi dal 1923 e da allora non era mai stata cambiata. In sostanza, la riforma Azzollini evita che la manovra finanziaria di Bilancio si trasformi in una sorta di mega legge "matrioska", con leggi che contengono altre leggi ed emendamenti di difficile interpretazione per gli operatori economici e per i cittadini. Grazie a questa riforma, quindi, la Legge di Stabilità sintetizzerà la manovra di bilancio varata dal Governo in poche tabelle, individuando le cifre relative a grandi aggregati finanziari e lasciando le norme di sviluppo ad altre leggi, i cosiddetti "collegati". In altre parole, il Governo definirà un generale quadro contabile entro il quale potranno articolarsi misure per lo sviluppo economico. La riforma ha messo d'accordo maggioranza e opposizione. Dopo il voto bipartisan sul Federalismo Fiscale di pochi mesi fa, ancora una volta il senatore Antonio Azzollini ha dato prova di grande dialogo mettendo in cantiere una riforma importantissima per il Paese con il metodo della partecipazione. Il gruppo dell'Udc e del Pd hanno votato favorevolmente. Persino, l'Italia dei Valori si è astenuta riconoscendo la presenza "parti condivisibili della necessaria riforma". "Il Senato si sta apprestando a votare una riforma importante, portata avanti in un clima costruttivo e dialogante" ha affermato Azzollini in aula poco prima del voto, ringraziando anche i gruppi di opposizione "che hanno contribuito all'elaborazione del testo in modo concreto e responsabile". Apprezzamenti e applausi sono giunti da parte dell'intera Assemblea all'indirizzo del senatore Azzollini, che già si era contraddistinto per la sua capacità di dialogo in occasione della riforma del Federalismo Fiscale. COSA PREVEDE IL DDL AZZOLLINI La riforma approvata ieri mattina dal Senato è da tutti considerata una vera e propria "rivoluzione" per i conti pubblici. Il punto centrale della riforma è la ridefinizione dei rapporti tra Parlamento e Governo in materia di finanza pubblica, poiché si affidano al primo i poteri di programmazione e di controllo delle politiche realizzate dall'Esecutivo. Inoltre, La triennalizzazione della manovra finanziaria, realizzata dalla legge di stabilità e dalla legge di bilancio, raccoglie le sollecitazioni prodotte dalla Commissione europea nel senso di porre in essere strumenti di programmazione finanziaria di medio termine. "Negli ultimi anni l'Italia ha intrapreso numerose iniziative finalizzate alla diminuzione e alla razionalizzazione della spesa pubblica per adempiere agli obblighi comunitari senza aumentare il carico fiscale e senza incrementare il debito pubblico, già elevato" ha spiegato in aula, il senatore Azzollini. "Occorre tuttavia che ciò avvenga nel quadro di una programmazione pluriennale e mediante l'adozione di misure che non abbiano carattere episodico, come in qualche occasione è accaduto sull'onda di condizionamenti esterni. Tale modo di procedere rischia infatti di compromettere l'efficienza del Parlamento e di sottoporre a vincoli eccessivi l'attività del massimo organo rappresentativo della collettività. Occorre dunque, da un lato, riconsiderare una linea di azione incentrata sulla compressione di spese caratterizzate da fattori discrezionali, che rischia di compromettere l'efficacia delle misure di sicurezza o il necessario supporto informativo ai senatori, dall'altro intraprendere un'azione conoscitiva volta ad individuare le eventuali duplicazioni organizzative, le aree di sovrapposizione gestionale e, ove esistano, gli sprechi". La riforma modifica anche le scadenze che fino a oggi scandivano l'approvazione della legge di bilancio: il nuovo 'timing' della finanziaria viene anticipato alla primavera; la Ruef, la Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica che aggiorna le previsioni per l'anno in corso alla luce della manovra approvata l'anno precedente, dovrà essere presentata alle Camere entro il 15 aprile. Il Dpef (il Documento di programmazione economica e finanziaria) verrà sostituito dalla Dfp (Decisione di finanza pubblica), le cui linee guida saranno predisposte e inviate alle amministrazioni locali entro il 20 luglio e non più entro la metà di giugno. La Dfp sarà invece presentata in Parlamento entro il 20 settembre. Entro il 15 ottobre infine il ministro dell'Economia presenta il disegno di legge di bilancio di previsione dello Stato e la nuova finanziaria che riconduce le previsioni agli obiettivi per l'intero triennio di programmazione. La legge di stabilità avrà quattro tabelle allegate e non più sette come era previsto per la vecchia finanziaria. I ddl 'collegati' dovranno essere presentati alle Camere entro il 15 novembre.
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