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Aumentano i fannulloni al Comune: l'effetto Brunetta non funziona L'amministrazione comunale non riesce a frenare l'eccesso di assenze
15 giugno 2009

A Molfetta, aumentano le assenze dal lavoro dei dipendenti pubblici, nonostante la norma “Anti-fannulloni” del ministro Renato Brunetta. I dati vengono forniti dallo stesso ministero (visionabili sul sito www.innovazionepa. it), che ha voluto un costante monitoraggio delle assenze nelle pubbliche amministrazioni dopo l’approvazione del decreto legge numero 112 del giugno 2008, conosciuto come il decreto antifannulloni. La classifica delle amministrazioni comunali più virtuose (apparsa anche sul “Corriere del Mezzogiorno” lo scorso 15 maggio), vede Molfetta agli ultimi posti con un aumento delle assenze per malattia del 21,7 %, una situazione che di certo non è una delle migliori. Il monitoraggio ha preso in considerazione le amministrazioni pugliesi con più di 50 dipendenti, raccogliendo la variazione percentuale delle assenze dal marzo 2008 al marzo scorso. Il Comune di Molfetta, to la rotta e diminuito fino al 87,5% le assenze per malattia dei dipendenti comunali. Una situazione tutta da chiarire, visto l’orientamento politico della nostra amministrazione comunale vicina a quella del ministro “promotore” del decreto, che avrebbe dovuto vigilare sulle assenze dal lavoro dei propri dipendenti. L’amministrazione più virtuosa, è risultata quella del Comune di Polignano a Mare, che è riuscito a diminuire nel solo mese di marzo 2009 dell’87,5% il ricorso alle assenze per malattia da parte dei dipendenti comunali. Il motivo che spiega questo taglio alle assenze dei dipendenti pubblici, è scritto nell’articolo 71 del D.L.112/08, convertito poi in legge 133/08. L’articolo infatti prevede la decurtazione dello stipendio del 30% per ogni giorno di malattia, l’obbligatorietà della visita fiscale anche per assenze di un solo giorno e, nel caso di assenze superiori ai 10 giorni, la necessità di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati dal Servizio Sanitario Nazionale. Tra i Comuni “fannulloni”, oltre a Molfetta, ci sono quelli di Copertino, Ruvo di Puglia, Manduria, Barletta al penultimo posto e, come fanalino di coda il Comune di Monte sant’Angelo con un aumento delle assenze dei dipendenti che sfiora il 70%. nella classifica delle 55 amministrazioni esaminate, occupa il sestultimo posto, con un aumento della percentuale di assenze, al contrario delle 43 amministrazioni che dopo l’entrata in vigore della legge, hanno invece inverti-to la rotta e diminuito fino al 87,5% le assenze per malattia dei dipendenti comunali. Una situazione tutta da chiarire, visto l’orientamento politico della nostra amministrazione comunale vicina a quella del ministro “promotore” del decreto, che avrebbe dovuto vigilare sulle assenze dal lavoro dei propri dipendenti. L’amministrazione più virtuosa, è risultata quella del Comune di Polignano a Mare, che è riuscito a diminuire nel solo mese di marzo 2009 dell’87,5% il ricorso alle assenze per malattia da parte dei dipendenti comunali. Il motivo che spiega questo taglio alle assenze dei dipendenti pubblici, è scritto nell’articolo 71 del D.L.112/08, convertito poi in legge 133/08. L’articolo infatti prevede la decurtazione dello stipendio del 30% per ogni giorno di malattia, l’obbligatorietà della visita fiscale anche per assenze di un solo giorno e, nel caso di assenze superiori ai 10 giorni, la necessità di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati dal Servizio Sanitario Nazionale. Tra i Comuni “fannulloni”, oltre a Molfetta, ci sono quelli di Copertino, Ruvo di Puglia, Manduria, Barletta al penultimo posto e, come fanalino di coda il Comune di Monte sant’Angelo con un aumento delle assenze dei dipendenti che sfiora il 70%.

Autore: Giovanni Angione
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