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Assistenza domiciliare integrata a Molfetta, un assurdo aumento delle tariffe. Disagi per le famiglie e rischio disoccupazione per gli operatori. Un lettore scrive a “Quindici”
21 marzo 2026

MOLFETTA - L’aumento delle tariffe per l’assistenza domiciliare integrata a Molfetta, da parte del commissario straordinario Gradone, è vista come ingiusta e crea un disservizio, come dimostra questa lettera inviata a “Quindici”:

«Gentile Redazione, vorrei segnalare un disservizio che sta interessando migliaia di cittadini, i nostri genitori. Tanti cittadini anziani e non più autosufficienti con certificazione di invalidità in situazione di gravità (art. 3 c. 3l.104) accertata da Commissione INPS, fruiscono di Assistenza Domiciliare Integrata ossia l’assistenza alla cura domiciliare della persona invalida garantita da personale di cooperative in convenzione col Comune di Molfetta.

Fino al 28 febbraio u.s. la tariffa massima era di 5,00 euro per 50 minuti di servizio, tariffa pagata dal mio genitore per l’ISEE in suo possesso. Preciso che il mio caro usufruisce dell’unica pensione di reversibilità, del 60% della pensione intera, del coniuge deceduto dopo soli due anni di pensione con 43 anni di contribuiti. Sulla carta e sottolineo questa affermazione, il mio genitore per lo Stato è ricco mentre si deve barcamenare con tutti i costi di una persona fragile. Il 1° marzo a seguito della delibera commissariale, abbiamo visto passare la tariffa da 5,00 euro ad ora a 19,95 euro ad ora. Ora mi aspetto considerazioni tipo “beato lui che se lo può permettere”. Teniamo presente che tanti ISEE certificano una situazione non corrispondente alla realtà: proprietà intestate a figli, redditi “in nero”, insomma ci sono ricchi, come il nostro caso solo sulla carta e i poveri solo sulla carta.

Di fatto noi figli ci troveremo a pagare 120 euro alla settimana a fronte di chi non ne pagherà neanche uno e spiego il perché. Da quello che ho compreso, la delibera ha aumentato le tariffe per i possessori di ISEE alto ma, nel contempo, ha alzato la soglia dell’ISEE per coloro che di fatto si troveranno dal 1° marzo ad essere esenti, cioè con la contribuzione dei “ricchi” si compenserà la mancata contribuzione di chi fino al 28 febbraio non pagava nulla a cui si aggiungerà la platea che dal 1° marzo si trova ad essere esente grazie ai nostri soldi, cioè ai vecchi “poveri” si sono aggiunti altri poveri. Ovviamente vi è il massimo rispetto per chi è in reale condizione di indigenza.

Molti hanno protestato ma alcune forze politiche hanno fatto un pubblico plauso al Commissario e come cittadino ritengo giusto che chi può paghi ma con gradualità e non anche per chi non paga. Giusto aumentare la tariffa dei 5 euro ma farla arrivare a 19,95 euro mi sembra folle.

La comunicazione, seppure la delibera porti la data del 28 febbraio, riporta la data del 10 marzo ed è stata consegnata a casa nostra oggi 21 marzo. Ovviamente anche se siamo “ricchi” non possiamo sobbarcarci questa spesa esosa per 50 minuti giornalieri ed abbiamo dato formale disdetta a partire dal 23 marzo p.v. con gravi disagi per noi figli che pur essendo “ricchi” dobbiamo lavorare per pagare mutui o affitti con annessi e connessi, oltre al disagio dei nostri anziani che si vedranno interrotto il rapporto  con coloro da cui venivano accuditi, ma chi ci risarcisce dell’assistenza che abbiamo pagato a 19,95 euro nonostante più e più volte abbiamo chiesto al coordinatore della cooperativa la decorrenza delle nuove tariffe sentendoci rispondere “non sappiamo”?(ovviamente conversazioni dimostrabili)

Sarà vero che non sapevano?

Un’ultima osservazione: i politici che hanno fatto dirette social per esultare a seguito dell’attivazione di questa delibera, hanno compreso che questi operatori perderanno il lavoro a seguito della rinuncia dei “ricchi” come noi e che pertanto oltre alla perdita del lavoro, con relative conseguenze, neanche la platea degli esentati, i “poveri”, avranno la copertura degli OSS, garantita dai pochi “ricchi” che pagheranno anche per chi non paga?

Vogliamo fare una class action e portare l’attenzione a livello nazionale ed interessare trasmissioni di denuncia?

Voglio rimanere anonimo non perché non abbia il coraggio delle mie azioni ma per tutelare la privacy del mio genitore al quale abbiamo nascosto il suo reale stato di salute.

Lettera firmata»

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