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Area Pip, ex zona Boaria, scatole vuote da riempire a piacimento? Interrogazione di Ulivo e Rc
13 marzo 2003

MOLFETTA – 13.3.2002 I consiglieri comunali dell'Ulivo e di Rifondazione comunista hanno presentato un'interrogazione al sindaco e all'amministrazione comunale. L'interrogazione si riferisce ad alcune scelte dell'Amministrazione nella zona PIP, ex zona Boaria. In particolare, sostiene l'opposizione, all'approvazione del piano il Consiglio Comunale aveva sostenuto la volontà della Giunta, di riservare il 10% delle aree ad una stecca frazionata in più lotti, da vendere o affittare a piccoli artigiani senza la forza economica di effettuare la domanda di un lotto autonomo nella zona PIP. L'opposizione era convinta della opportunità economica e sociale di tale iniziativa. Ma, stranamente, alla presentazione dell'istanza di un Consorzio non ancora formato l'Amministrazione abbandona l'indirizzo della stecca per piccoli artigiani e concede, con la priorità riservata ad un Consorzio, il lotto H1 al Consorzio Azzurro 2002, ditta assai vicina a Forza Italia. Questa decisione, peraltro, non è sostenuta da un iter burocratico completamente trasparente: ad oggi non è stato trasmesso al Comune l'elenco delle imprese artigiane consorziate, né il più importante elenco delle ditte prenotatarie. Una grande scatola vuota, insomma, da riempire a piacimento, secondo Ulivo e Rifondazione comunista. Ecco il testo dell'interrogazione: Premesso: - che il Comune di Molfetta è dotato di PRG approvato con deliberazione della Giunta Regionale n° 527 del 10 maggio 2001; - che il Comune ha approvato un primo Piano di Insediamenti Produttivi nel 1976 ed un secondo Piano in ampliamento approvato in via definitiva con deliberazione n° 11/2001 del Consiglio Comunale; - che l'utilizzo delle aree D1, secondo le NTA del PRG, è consentito previa redazione di Piani particolareggiati di Insediamenti Produttivi; - che in data 22 novembre 2001 veniva adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n° 51/2001 un terzo Piano di Insediamenti Produttivi per le aree della ex area boaria, classificate come Zona D1 nel nuovo PRG; - che il 18 aprile 2002 il Consiglio Comunale approvava in via definitiva il Piano di Insediamenti Produttivi della suddetta zona boaria, secondo la planimetria predisposta dal Settore Territorio, recependo una osservazione pervenuta il 6 marzo marzo 2002; considerato - che del Piano predisposto dal Settore Territorio ed approvato con delibera n° 51 del 2001 fa parte integrante la tavola 12 – Norme Tecniche di Attuazione –; - che l'art. 5 comma 1 delle suddette NTA così recita: “E' data facoltà al Comune di riservare una quota pari al 10% delle aree onde realizzare opifici industriali da concedere in locazione e/o in vendita a piccoli artigiani, ai sensi dell'art. 2083 del Codice Civile.”, manifestando l'inequivocabile volontà dell'Amministrazione, ribadita dagli interventi in tal senso dell'Assessore alle Attività Produttive Saverio Tammacco durante le sedute di C.C. del 22 novembre 2002 e del 18 aprile 2002, di garantire alla categoria dei piccolissimi artigiani una possibilità di sviluppo della loro attività economica, attraverso l'impegno del Comune a realizzare una stecca di piccoli lotti in accordo con Artigiancassa; - che nel PIP della ex zona boaria venivano individuati circa 5.000 mq nella maglia H da adibire alla suddetta stecca per piccole imprese ai sensi dell'art. 2083 del Codice Civile e che nel febbraio 2002 viene redatto ed approvato il progetto del manufatto per otto piccoli artigiani a cura del Settore LL.PP. del Comune di Molfetta e dell'ing. Balducci; - che, inoltre, il comma 3 dello stesso art. 5 dichiara: “E' data inoltre facoltà al Comune di assegnare uno stesso lotto a più ditte artigiane consorziate tra loro al fine di realizzare un manufatto comune. In tal caso il Consorzio in sede di presentazione della domanda, dovrà allegare l'elenco di tutte le ditte consorziate secondo l'ordine di iscrizione nel libro soci. Inoltre, in relazione all'intervento costruttivo programmato dovrà, altresì, trasmettere l'elenco delle ditte prenotatarie, in favore delle quali il Consorzio procederà ad alienare gli immobili a seguito di frazionamento…”; - che l'art. 15 specifica che tra le imprese artigiane, piccolo industriali e commerciali che attestino il possesso dei requisiti per ottenere l'assegnazione dei lotti “…avranno priorità: a) le imprese riunite in consorzio per la realizzazione di uno o più lotti …”; - che, altresì, l'articolato delle NTA codifica la volontà dell'Amministrazione di gratificare e valorizzare le reali esperienze di consorziamento e cooperazione tra piccoli imprenditori, che intendono allargare o sviluppare una attività economica, colpendo così quanti, al contrario, fossero interessati ad innescare meccanismi di speculazione; preso atto - che in data 6 maggio 2002 – meno di un mese dopo il C.C. del 18 aprile 2002 – veniva depositata al Comune di Molfetta una richiesta di 10.000 mq nell'ambito del nuovo PIP dal Legale Rappresentante del costituendo Consorzio “Azzurro 2002”; - che l'istanza era priva dell'elenco delle imprese consorziate secondo l'ordine di iscrizione nel libro soci e dell'elenco delle ditte prenotatarie, in favore delle quali il Consorzio avrebbe proceduto ad alienare gli immobili a seguito di frazionamento, richiesto ai sensi del succitato comma 3 dell'art. 5 delle NTA del PIP in parola e che, altresì, il Consorzio si sarebbe costituito solo il 27 maggio 2002 – ventuno giorni più tardi – presso il notaio Olga Camata; - che il 2 agosto 2002 con determinazione dirigenziale n° 293 del Settore Territorio si procedeva a preassegnare, con diritto di proprietà, al Consorzio Azzurro 2002 il lotto H1 di circa 10.700 mq., ma il Consorzio non aveva ancora trasmesso l'elenco delle imprese consorziate secondo l'ordine di iscrizione nel libro soci né l'elenco delle ditte prenotatarie; - che il 3 dicembre 2002 con determinazione dirigenziale n° 522 del Settore Territorio si procedeva ad assegnare, con diritto di proprietà, al Consorzio Azzurro 2002 il lotto H1 di circa 10.700 mq., ma il Consorzio non aveva ancora trasmesso l'elenco delle imprese consorziate secondo l'ordine di iscrizione nel libro soci né l'elenco delle ditte prenotatarie; - che il 6 dicembre 2002 con prot. 48178 il Consorzio Azzurro 2002 chiedeva a questo Ente la concessione edilizia, depositando il progetto esecutivo del lotto H1, prevedendo otto lotti interni all'area, e tutta la documentazione tecnica necessaria, ma non ancora l'elenco delle imprese consorziate e di quelle prenotatarie; - che il 14 gennaio 2002 il Dirigente del Settore Territorio ing. Giuseppe Parisi esprimeva parere favorevole alla domanda del consorzio di ottenere la concessione per l'esecuzione dei lavori, ma che ancora non era in possesso del Comune di Molfetta l'elenco delle ditte consorziate e prenotatarie; - che ad oggi, 10 marzo 2002, il Consorzio “Azzurro 2002” non ha ancora presentato l'elenco delle imprese consorziate secondo l'ordine di iscrizione nel libro soci, né l'elenco delle ditte prenotatarie, ma che ha ottenuto l'assegnazione del lotto 1 della maglia, godendo nella graduatoria dei benefit rinvenienti dallo status di Consorzio di cui all'art. 15 delle NTA; chiedono di sapere: - per quale motivo, pur avendo ricevuto l'approvazione del Consiglio Comunale ed aver assorbito per lungo tempo ingenti risorse del personale Comunale preposto alla progettazione e redazione della stecca per piccoli artigiani di cui all'art. 2083 del Codice Civile, il progetto in parola è stato accantonato; - per quale motivo viene accettata la domanda di un'area di circa 10.000 mq – poi diventati 10.785 mq. – di una Ditta non ancora costituita, richiedente, peraltro, gli specifici vantaggi relativi alla graduatoria, riservati ad un consorzio; - per quale motivo con determinazione dirigenziale n°522/2002 del Settore Territorio viene assegnato un lotto di 10.785 mq ad un Consorzio che non ha ancora trasmesso la documentazione necessaria al momento della presentazione della domanda ai sensi del comma 3 art. 5 delle NTA e che ancora non mette in condizione questo Ente di conoscere esattamente le Ditte prenotatarie della ripartizione degli immobili facenti capo al Consorzio. Adelaide Altamura
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