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Ancora sull'estate molfettese
15 novembre 2003

Egregio direttore, sin dal primo numero, il sottoscritto ha letto e apprezzato il suo mensile spesso condividendo le opinioni dei suoi redattori sui molteplici argomenti trattati dal suo giornale che reputo un giornale di ottima qualità. Tuttavia leggendo dall'ultimo numero della rivista, nella pagina delle lettere al direttore una missiva con titolo "Un'estate molfettese pessima" a firmata di Leo Lo Russo, non posso fare a meno di esprimerLe il mio rammarico su come certa gente che, pur vivendo nel settore dello spettacolo, possa sottoscrivere e firmare delle affermazioni artefatte per buttare fango su iniziative culturali e di spettacolo che hanno alle spalle un anno di lavoro e, nonostante i modesti contributi del Comune e degli sponsor privati, spesso non coprono le spese e soprattutto l'impegno di chi le realizza. Per essere più chiari nell'esprimere il mio disappunto, il signor Lo Russo nel suo scritto, faceva notare che nella vicina Barletta questa estate ci sono stati dei concerti di grande importanza, citando quello di James Brown, e dimenticando un grande particolare: i concerti sono stati tutti a pagamento. Anche a Molfetta e in qualsiasi Città del mondo, avendone la capacità organizzativa, e un sito omologato per realizzare i concerti a pagamento, è possibile effettuare qualsiasi spettacolo musicale, come lo è a Barletta il Fossato del Castello, ad Andria il Palazzetto dello Sport, a Bari lo Stadio. A Molfetta purtroppo non vi sono posti che abbiano i requisiti idonei per realizzare tali eventi, per cui le agenzie di spettacolo si rivolgono ad altri Comuni per effettuare simili iniziative. Per quanto riguarda gli "show on tour" che il Lo Russo cita, questi vengono realizzati da grosse organizzazioni con alle spalle sponsor importanti come Tim ed Omnitel e vengono realizzati nelle piazze italiane, specialmente in località turistiche, ospitando svariati artisti della musica italiana e dance, rilasciando moltissimi gadget, e devo dire che sono spettacoli ai quali è un peccato non esserci, perché in una sola sera si possono incontrare molti dei nostri idoli dello spettacolo. Allora si domandava il suo neo lettore di “Quindici”, perché non se ne fa uno a Molfetta? Evidentemente la nostra Amministrazione Comunale non ha ritenuto investire somme così elevate per una manifestazione di un sol giorno in Città preferendo di dare la possibilità a più organizzazioni e soprattutto locali elargendo modesti contributi ad ognuno e varieggiando tra gli interessi della gente come arte, cultura, sport, spettacoli teatrali, musica ecc. Il Signor Lo Russo non sa o finge di non sapere che se degli artisti importanti si spostano per cantare una sola canzone, anche se hanno alle spalle una casa discografica, pretendono un gettone di presenza di qualche migliaio di euro, viaggio in aereo, vitto e alloggio anche per il management. I Comuni che accettano di realizzare questi spettacoli, spesso si innescano in dei meccanismi di competizione con gli altri Comuni offrendo anche delle somme superiori al valore economico delle stesse manifestazioni. Per quanto riguarda un concerto al mese come auspica il nostro Lo Russo, sottolineando "di fama Nazionale" sono parole sue, "non scaduti come Fiordaliso o Bobby Solo", affermazione apparentemente espressa con estrema semplicità, dico apparentemente perché il sig. Lo Russo ben conosce per il suo hobby di d. j. e speaker radiofonico, che da quando il mercato discografico è in crisi per la smisurata pirateria musicale, l'unica grossa fonte di guadagno per gli artisti è rimasta quella dei concerti musicali, e pertanto anche artisti non affatto "scaduti" riescono ad avere tantissimo pubblico come quelli che lui cita e percepiscono per un concerto somme mediamente dei 10.000 euro. E' infine errata l'affermazione "chi decide il cartellone molfettese non tiene conto in modo assoluto dei giovani molfettesi", perché il 23 agosto 2003 si è svolta a Molfetta la seconda edizione del Festival Nazionale "Disco Novità" dal sottoscritto organizzato per conto dell'emittente molfettese Radio Idea. La popolazione giovanile e non solo, ha apprezzato gli ospiti di musica italiana pervenuti da ogni parte d'Italia e ha avuto modo di conoscere in anteprima nazionale due artisti internazionali di musica dance ballando e divertendosi ricevendo in omaggio magliette e cd musicali. La serata è stata arricchita di una sfilata di capi di alta moda con esibizioni coreografiche di danza e di acconciature uomo donna. Una qualificata giuria tecnica del Festival con la presenza di produttori discografici, gente dello spettacolo e addirittura un regista cinematografico ha deliberato la vincitrice del "Disco Novità" rilanciando il festival a Livello Nazionale con la trasmissione della manifestazione su grandi network televisivi nazionali. Queste le mie osservazioni, anche se da parte mia c'è la speranza che per l'Estate Molfettese 2004 vengano stanziati finanziamenti più congrui per questa e similari iniziative, anche da parte degli Enti Provinciali e Regionali, per poter meglio "gustare - gratis - le primizie della buona musica" , anche perché Molfetta ha dimostrato di saper scegliere ed apprezzare le novità musicali e i successi di domani. Cordialmente. Luigi Catacchio direttore di Radio Idea Molfetta
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Caro Leo Lo Russo ti ho sempre considerato sin dai tempi della nostra permanenza a RGS uno speaker radiofonico da una voce estremanente radiofonica e lo sei tutt'ora ma mi deludi su quell'affermazione: la tua è stata la scoperta dell'acqua calda! E' dai tempi di De Cosmo che non riusciamo più ad assistere ad un concerto musicale entusiasmante degno di una Città di settanta mila abitanti! Per cui la tua dura critica, seppur faccia riflettere seriamente sul problema degli spazi da dedicare agli eventi live, sembra voler enfatizzare impropriamente i demeriti dell'attuale Amministrazione. Purtroppo alcuni interessanti gruppi Rock emergenti locali ( seguiti dal sottoscritto come Music Agent a cavallo fra la fine degli anni 80 ed inizio 90 in collaborazione con Lillino Sciancalepore e l'ex Centro Culturale "Il Pentagono" di Via Muscati ) si sono "dispersi nel tempo" fino a giungere nell'ultimo decennio ad una profonda crisi del panorama musicale molfettese. Pertanto "Un'estate molfettese pessima" ( anche se io la definisco semplicemete noiosa! ) è vecchia di almeno 10 anni. Se ci fossero stati i grandi nomi della musica locale Tommaso Minervini avrebbe sicuramente organizzato con entusiasmo manifestazioni musicali in cui si poteva alternare qualche artista di grido fra le realtà locali magari in gara con quelle dei comuni limitrofi entrando così in quel meccanismo affascinante di competizione che non ha nulla a che spartire con quello economico accennato da Luigi Catacchio. Per concludere vorrei dirne una anche al validissimo direttore di Radio Idea che ho chiamato in causa: il Festival Nazionale "Disco Novità" è pur sempre una ottima iniziativa ma è circoscritto ad un genere di bassa fattura musicale; per cui tutto ciò che gira attorno ad esso fa storia a se. - http://www.jaynet.info -
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